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Basta Italia? Una sentenza per staccarle la spina
Redazione | 08-12-2013 Categoria: Mondialismo Stampa

di Marco Della Luna


Fonte:  http://marcodellaluna.info/sito/2013/12/05/1542/

L’altro ieri, 4 Dicembre, la Corte Costituzionale, supremo giudice della legalità, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge elettorale in vigore. Per automatica conseguenza logica, sono incostituzionali, illegittimi, e vanno trattati come tali, il parlamento precedente e il presente, le loro leggi – compresa una eventuale nuova legge elettorale e comprese le loro nuove tasse – , i governi da essi espressi, il pres. Napolitano da essi eletto e rieletto nonché i suoi atti, compresi gli scioglimenti delle Camere; e la stessa Corte Costituzionale, di cui alcuni membri sono stati nominati dai parlamenti illegittimi.

Ogni ordinamento giuridico, per legittimarsi, si appoggia su un fondamento, su principi metagiuridici laici (come la volontà popolare o la forza del dominatore) o filosofici (dittatura del proletariato) o religiosi (il sovrano che discende dagli dei, la volontà divina che sceglie il sovrano). Infatti è noto, ma è anche intuitivo, che nessun ordinamento giuridico, nessun ordinamento statuale, può legittimarsi da sé, cioè avere al proprio interno la fonte finale della propria legittimazione a comandare ed esercitare il potere sulla gente – così come nessuno può sollevarsi da terra tirandosi per le stringhe.

 

Ma se l’ordinamento giuridico (quale che sia) non è in grado di legittimarsi da sé, è però perfettamente in grado di de-legittimarsi da sé! L’ordinamento giuridico italiano lo ha appena fatto in modo esplicito, dichiarato, attraverso il suo giudice supremo. Ora che si è delegittimato da sé, non può più uscire da questa illegittimità, perché qualsiasi cosa esso possa fare – una nuova legge elettorale, o persino l’elezione di un’assemblea costituente che scriva una nuova costituzione – essendo esso illegittimo, è pure illegittima. Può essere legittimo solo un ordinamento giuridico, uno Stato, che sorga ex novo, indipendentemente da quello esistente, perché qualora derivi da esso, sarà automaticamente contagiato dalla sua illegittimità.

I difensori dell’establishment, i politici italiani, Napolitano e Boldrini in testa, interessatamente, si affannano per negare e nascondere questa semplice e logicamente insuperabile verità: cercano di far passare il principio che il parlamento possa rilegittimare se stesso e l’intero ordinamento, lo Stato, semplicemente facendo una nuova legge elettorale che corregga i due vizi di incostituzionalità dichiarati dalla Corte Costituzionale. Ma siccome a votare la nuova legge sarebbero parlamentari eletti illegittimamente, questa stessa legge sarebbe illegittima. Insomma, qualunque cosa metteranno insieme, sarà chiaramente un pasticcio, sputtanato in partenza, e contribuirà alla già bassissima credibilità del sistema e delle sue regole, quindi compromettendo ulteriormente il suo funzionamento.

Certo, mi direte che di violazioni della Costituzione ce ne erano già molte e alcune ben più gravi, come aver usato i trattati internazionali per sovvertire la prima parte della Costituzione e addirittura per sottomettere il Paese alla sovranità altrui. E’ vero, ma l’ultima sentenza della Costituzione è la prima auto-certificazione di illegittimità del sistema.

A questa rottura senza uscita della legittimità dello Stato italiana, corrisponde, sul piano economico, una recessione pure senza via di uscita: le manovre e le predizioni di risanamento e rilancio falliscono tutte, gli indicatori fondamentali continuano a peggiorare, redditi e occupazione vanno a picco e destabilizzano il sistema previdenziale, destinato a non poter erogare pensioni sufficienti a vivere; l’”Europa”, con Olli Rehn, preme brutalmente sull’euroservile governo Letta per accelerare e aumentare le privatizzazioni, ossia i trasferimenti sottocosto di industrie e servizi di interesse nazionale ai capitali predatori che guidano la politica comunitaria.

Le promesse di ripresa sono chiaramente menzognere, assolutamente impossibili da realizzare, buone solo a puntellare la casta, perché per riprendersi economicamente e chiudere la voragine del debito pubblico al Paese occorrono:

a)investimenti privati, che non si fanno perché tasse, costo del lavoro, costo della burocrazia e inefficienza sistemica sono eccessivi, e perché non si investe in un mercato che non può comprare per mancanza di redditi;

b)investimenti pubblici, che non si fanno perché lo Stato ha sempre meno soldi, anche perché dovrà ridurre il debito pubblico di 50 miliardi l’anno;

c)riqualificazione della spesa pubblica, cioè taglio degli sprechi e spostamento delle risorse in spesa utile, che non è possibile, perché la casta ha sempre più bisogno di fare spesa clientelare per comprare consensi a puntello delle proprie poltrone, e infatti anche con l’ultima legge di bilancio la spesa pubblica continua a salire soprattutto in forma di molte nuove uscite correnti di questo tipo;

d)ricerca e innovazione scientifico-tecnologiche necessarie per riguadagnare competitività, ma che non avvengono e non avverranno perché istruzione e ricerca sono ai minimi di qualità e risorse, e perché i migliori ricercatori e tecnici emigrano;

e)liquidità, non solo per investimenti, per spese e consumi, ma per pagare i debiti già esistenti ed evitare insolvenze e fallimenti a catena; ma la liquidità viene sempre più sottratta all’economia nazionale da fuga dci capitali, fuga dei risparmi, rimesse degli immigrati, contribuzioni al MES, contrazione del credito, banche che raccolgono denaro per investirlo nei mercati speculativi e improduttivi;

f)regole efficienti e applicate, mentre abbiamo un continuo deterioramento della fiducia sociale e della qualità delle norme e del loro rispetto da parte di cittadini, imprese e istituzioni;

g)governanti competenti e non ciarlatani espressi da un’entità politica avente sia la forza di rilanciare il paese che la volontà, cioè l’interesse, di farlo – e niente del genere si vede all’orizzonte.

Inevitabilmente questa doppia crisi sistemica – giuridica ed economica –  porta verso una rottura violenta. La violenza potrà essere quella di insurrezioni interne di disperati-esasperati e conseguenti repressioni armate; oppure quella del nuovo dominus-creditore, il capitalismo rapinatore e affamatore euro-germanico che manderà, o farà chiamare dal governo “responsabile” di turno, l’Eurogendfor (il corpo di polizia militare antisommossa internazionale istituito col Trattato di Velsen nel 2007, con Prodi per l’Italia) ad eseguire quelle forme di repressione a cui le nostre Forze dell’Ordine non riuscirebbero ad arrivare. E il MES a perpetrare quei prelievi fiscali per cui neanche Equitalia avrebbe l’animo.

Fino a che livello di disastro, di asservimento e avvelenamento si vuole spingere questo infelice Paese?  Sarebbe saggio prevenire questi scenari accettando la realtà: la c.d. Italia unita è fallita, non funziona, non è vitale, è una misconstruction come l’Euro, la Pac (Politica agricola comune) e la stessa costruzione comunitaria. E’ ora di farla finita.  Meglio  staccare la spina a questo Stato insieme mafioso e pagliaccesco, screditato dentro e fuori i propri confini, senza alcuna ragionevole prospettiva di miglioramento.  Meglio ridare vita alle nazioni autentiche e storiche, meglio recuperare il progetto di Cavour che voleva fermare le annessioni dei Savoia alla Toscana, e dare alle macro-aree d’Italia leggi, monete, governi e parlamenti diversi, corrispondenti alle diverse realtà, mentalità ed esigenze formatesi nel corso di storie multisecolari molto diverse tra loro, che hanno prodotto popoli e sistemi economici altrettanto diversi, i quali non possono essere omogeneizzati per legge o decreto. I nodi e i guai che il grande statista piemontese previde e tentò di prevenire oltre 150 anni orsono, ormai sono venuti al pettine, in modo innegabile e devastante.

Per essere vitale ed efficiente nonché competitivo e innovativo, un organismo statuale,  un sistema-paese, non basta che sia un’areamonetaria ottimale, deve essere anche un’area normativa ottimale, un’area morale ottimale. Ha cioè certamente bisogno che i suoi confini racchiudano un’area omogenea o coerente ai fini economici monetari, altrimenti si scompensa e si divarica sempre di più (come l’Italia e l’UE, tra area sempre più ricca-efficiente e area sempre più povera-inefficiente); ma ha altresì la necessità di avere norme buone, condivise, credute e applicate, dalle istituzioni così come dai privati. Ha bisogno di fidarsi. Altrimenti è Babele.

Ci lamentiamo tanto di mancanza di legalità e moralità in Italia. Ma non ci può essere legalità e moralità condivise se non si parte da mores condivisi, e i mores hanno radici storiche, non riformabili ed omogeneizzabili con le leggi. E i mores dell’Italia che ha avuto un certo tipo di storia per mille e più anni, come i 14 secoli di indipendenza nazionale veneta, sono radicalmente diversi da chi ha avuto 14 secoli o più di dominazione straniera, araba, turca, spagnola etc. come la Sicilia. I reggenti italiani, nei confronti degli italiani tendono ad assumere il ruolo di governatori vassalli di potenze straniere. E la gente tende a percepire lo Stato come qualcosa di sovraimposto, di sempre più estraneo e ostile e padronale. La slealtà dei governanti verso i cittadini induce la slealtà dei cittadini verso lo Stato, e viceversa, in una spirale autodistruttiva.

Legalità e moralità condivise si realizzano solo nell’ambito di una popolazione che condivide mentalità, sensibilità, costumi, valori, sistemi di produzione e gestione, un’identità nazionale. Gli stati multinazionali, allorché cade il potere autoritario centrale, entrano in crisi e tendono a scomporsi nelle loro componenti etno-culturali: dall’URSS al Libano, da Cipro al Sudan, dalla Cecoslovacchia alla Jugoslavia. L’Italia non funziona a causa della sua composizione eterogenea e incoerente. E’ un paese mal assortito. Se vogliamo creare legalità ed efficienza – legalità quindi efficienza e fiducia - nonché lealtà dei governanti verso la repubblica e non verso gli stranieri, è indispensabile applicare il principio realista di Cavour.

 

Marco Della Luna, avvocato, esercita da anni la professione forense. Laureato in psicologia a Padova è inoltre studioso di strumenti psicologici, economici e giuridici di dominazione sociale.
Collabora con riviste come Tema, Il Consapevole, Nexus, Il Popolo, per cui ha scritto numerosi articoli, quali Magia ingegneristica; La Casta dei Pupi e le Banche dei Pupari; Debunking: fini, presupposti, metodi.

Autore di numerosi libri tra cui: Il Codice di Mâya, Euroschiavi, “Le Chiavi del Potere”,” Polli da Spennare”, “Basta con questa Italia”.

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Commenti (8)

Scritto da Sara
09-12-2013 22:12

@Georg: Assolutamente sì! Con opportune ridefinizioni dei confini e rimpatri ove necessario. Dopodiché si potrà parlare di federazione Europea, su ben altre basi che la BCE. @Giannetto: Hai ragione, condivido i tuoi timori. Figuriamoci se non hanno il piano pronto. Sanno benissimo che la perdita di potere d'acquisto porterà a ribellioni anche violente; non a caso da anni si stanno preparando, USA in testa, con sistemi di sorveglianza ed esercitazioni di guerriglia urbana. Spero solo che il motivo di tale griglia preventiva sia solo economico, e che non ci sia in arrivo di peggio.

Scritto da Bruno Bianchi
09-12-2013 20:12

Una piccola scorciatoia c'è: votare SUBITO col "Mattarellum" e poi ripartire da zero (con annessi e connessi)

Scritto da Sara
09-12-2013 11:12

"Legalità e moralità condivise si realizzano solo nell’ambito di una popolazione che condivide mentalità, sensibilità, costumi, valori, sistemi di produzione e gestione, un’identità nazionale." Sacrosanto! Ecco perché i globalizzatori fanno di tutto per distruggere mentalità, sensibilità, costumi, e valori comuni -vedi immigrazione, attacco alle fedi storiche, incoraggiamento all'egoismo, ecc. E più ci si accanisce a pensare ciascuno per conto proprio e distruggere la tradizione millenaria, più si lavora per loro. E' vero, l'Italia è un paese male assortito, come però lo sono anche gli USA, patria dell'individualismo più esasperato e della società senza radici, ormai preda di conflitti etnici. Tuttavia gli USA non hanno alcuna intenzione di dividere il loro stato in aree indipendenti, perché ciò significherebbe moncare la loro potenza militare ed economica. Ormai la creazione di nuovi stati è permessa dai globalisti solo quando ne traggono profitto (vedi Sudan, i Balcani, gli stati dell'ex-URSS), perciò dubito verrà mai permessa in Italia. Il tentativo in ogni caso andrebbe fatto facendo leva su partner internazionali, ma quali leader regionali avranno visione e potere necessari? Al contrario, non a caso, le regioni sono ora sotto attacco quali "centri di spesa incontrollata".

Scritto da giannetto
09-12-2013 09:12

La rivoluzione (nel senso tecnico della parola) l'han servita (incredibile) i giudici. Purtroppo, al di là di virulenti e ormai endemici cahiers de doléances, non vedo alcun'altra condizione per passare alla "rivoluzione" (nel senso politico). - Ho tanta tanta tanta paura di evoluzioni eurogendfor, o simili, con i piddini a far da gestapo parallela. Non sarà facile che la Cassazione o chi per lei schiodi loro e gli inciuciati transformers dagli scanni, anche se non rappresentano più del 20% dell'elettorato.

Scritto da Georg
09-12-2013 08:12

La realtà allucinante è iniziata il 17 marzo 1861. L'italia è uno stato mafioso e massonico, uno stato dal quale bisogna uscire al più presto per fondare stati etnicamente omogenei e aggregazioni di stati su base identitaria a livello europeo (e non di Unione Europea, che rappresenta una italia più grande su scala continentale).

Scritto da leopardo
08-12-2013 21:12

Articolo straordinario che fotografa perfettamente l´attuale allucinante realtá italiana. Impossibile non associarsi alle denunce dell´autore e gridare insieme a lui" Basta con questa Italia". E´giunta l´ora di lasciar perdere i commenti fine a se stessi e che prolungano un´agonia a tempo indeterminato, per cominciare ad agire in termini concreti con azioni rivolte a destabilizzare un paese fondato su un sistema putrefatto. Il fatto che in moltissimi ormai ne abbiamo consapevolezza é un passo avanti, ma quelli successivi esigeranno da parte nostra molto piú coraggio e determinazione fino ad arrivare a veri e propri scontri frontali e feroci con chi difende le attuali sconce istituzioni. Ossia contro la forza pubblica che deve essere assolutamente neutralizzata perché essa costituisce l´unico ostacolo al rinnovamento del nostro popolo. Impressionante che l´unico commento a questo articolo eccezionale sia solo il mio, mentre invece dovrebbe avere la partecipazione dell´intero popolo di S.L.. Cosa succede?

Scritto da valentino
08-12-2013 19:12

Possiamo dedurre che siamo in uno Stato anarchico

Scritto da giannetto
08-12-2013 18:12

L'Italia produce ancora teste pensanti che fanno discorsi sensati. Purtroppo produce anche un milione e rotti di parrocchiani fossili che fanno la filetta per le… primarie del PD!!! Ai quali nulla cale dell'incostituzionalità del Parlamento, dell'Italia venduta, del disastro economico, dell'agoniua interminabile del loro gregge, perché la loro testolina piena di segatura metallica è magnetizzata adesso dal confronto fra un leader con faccia da paolotto e un altro con voce da usignolo… Questo sì che è importante! Intanto monopolizzano il governo organolettico ,rappresentando sì e no il 20% degli elettori…. Marco Della Luna, puoi ben fare sensatissimi discorsi… ma le parrocchie ascoltano comunque i loro preti!

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