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Gianni Lannes

 

L’OMS all’OCSE: che cavolo dici?
Redazione | 10-12-2013 Categoria: Mondialismo Stampa

  d http://www.effervescienza.com/



Suicidi e crisi economica: i Paesi Sviluppati negano la relazione, ma i loro dati traballano. La Sanità mondiale parla apertamente di emergenza sociale. E anche l’ISTAT ammette: “Statistiche sottostimate”

Prima, i soldi. Poi, tutto quanto il resto. Fedele alla sua natura, che è una natura squisitamente economica (e cos’altro dovrebbe essere un’organizzazione che raduna i 34 paesi più sviluppati del pianeta?), poteva forse l’OCSE  non diciamo suonare l’allarme, ma mostrare un minimo di sensibilità verso il problema dei suicidi da crisi economica? Eh sì, col cavolo. Come il lettore avrà capito dal precedente articolo  sulla “salute a colpo d’occhio” – parliamo del suo rapporto “Health a glance” 2013, titolo già di per sé significativo quanto a competenza e approfondimento – all’OCSE che la gente si ammazzi non importa un fico secco, anzi no: importa tantissimo. Nel senso però che non vogliono lo si dica troppo forte in giro. Sai mai che qualcuno scrosti la facciata del dogma produttivo, e capisca quanto di malato c’è nel retrobottega dello “sviluppo” economico. Non disturbare il manovratore. Ecco, questo e null’altro sta a cuore ai signori di Parigi.



 

Gli italiani non s’ammazzano per crisi, sentenzia l’OCSE. E che ne sa? Ammesso e non concesso che abbia presi per buoni i numeri dell’ISTAT, forse non ha letto bene quel che l’istituto di statistica ha scritto nella premessa al suo studio sui suicidi in Italia (ma vale per tutto il mondo). E cioè, citiamo tra virgolette, “ che le statistiche su questo fenomeno soffrono di problemi di sottostima legati a una pluralità di fattori”. La legittima difficoltà a parlarne, per esempio, o a capirne le vere motivazioni, o addirittura a rilevarne i casi per la negligenza di chi dovrebbe stilare i rapporti.

E magari fosse solo questo. Perché l’OCSE, evidentemente, non ha manco letto quello che dice l’OMS, l’Organizzazione mondiale della sanità, sullo stretto legame  fra la crisi e la salute dei cittadini europei. E cioè, parliamo di uno studio di due mesi fa, che la disoccupazione è un’emergenza sanitaria perché la perdita del lavoro “aumenta la probabilità di morte e di diverse malattie, da quelle cardiovascolari alla depressione”.  Depressione, appunto. Cioè la patologia che, quanto a rischio suicidio, ne fa il più delle volte da anticamera. E se lo certifica l’OMS qualcosa vorrà pur dire.


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Commenti (1)

Scritto da giannetto
12-12-2013 13:12

Ma chi prende sul serio i "giupìt" (come dicevano i miei grandi avi) (=gioppini)?... OCSE… OMS… etc.. fumo degli indiani. - Perdonatemi il protagonismo della seguente esemplificazione: perfino in una minuscola appendice della CEE, dove ho lavorato per nove anni, esisteva una "delegazione per la riforma" il cui solo compito era di promuovere l'incessante riforma... di se stessa ! una specie di rivoluzione permanente, sicché la norma buona ieri era già "riformata" il giorno dopo… In breve, laute prebende per produrre cagate innominabili, che dovevano esser evacuate per forza sennò non si sarebbe giustificato il metabolismo dei funzionari, a base di vernissages e di whyskini. (non eravamo a Napoili, ma a Bruxelles) - Da fare il paio, se fosse lecito il confronto, con quelle dei nostri "garanti". Voi per caso vi sentite "garantiti" in qualcosa? L'unica certezza è che pappano alla grande. Ergo... OCSE…OMS… idem cum patatis!

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