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NON TUTTO IL DOLORE VIEN PER NUOCERE
Gianni Tirelli | 17-01-2014 Categoria: Mondialismo Stampa

Dalla mia personale esperienza, posso affermare che dietro ogni dolore si celano infinite possibilità di crescita umana, di conoscenza, e fattori imprescindibili per il raggiungimento della consapevolezza di sé e del mondo.
Il trauma prodotto dal dolore, spaventa da una parte, ma per un altro verso, come una lente di ingrandimento, mette a fuoco tutto ciò che prima consideravamo normale, scontato, non degno di nota, di analisi e di critica.
Così ogni parte e frammento del nostro essere viene vivisezionata, l’osservazione amplificata e, per logica conseguenza, la capacità di discernimento.
Ergo, se noi lasciamo il dolore alle spalle, per concentrarci invece sul suo rovescio della medaglia, saremo in grado di capire gli infiniti benefici di una tale esperienza per metterli poi a frutto e farne tesoro.
Non c’è altro modo per crescere, per cambiare, e per attingere a quella consapevolezza capace di produrre autentica felicità e libertà.
L’uomo che rinuncia alla comprensione del dolore, per accanirsi sugli effetti come una belva ferita e vendicativa, non troverà pace al suo tormento, e il suo cuore si farà pietra – a lui sarà negato lo spirito di solidarietà, di volontà, la tolleranza, e il sublime piacere di contemplare la bellezza.


Le nostre moderne società, sono afflitte da disagi persistenti e sofferenze di ogni tipo e specie, proprio perché incapaci di accettare l’ineluttabilità del dolore, e di comprenderne le ragioni. Cercano così in ogni modo di combatterlo, di contrastarlo, di annullarlo, facendo ricorso a sostanze sintetiche che impediscono al dolore il suo processo di naturale spegnimento.
Dobbiamo invece arrivare al punto di amarlo, di comprenderne le logiche, essendo questo il solo modo per ammansirlo, acquietarlo e, come un cane fedele, farlo ubbidire al nostro volere.

L’infinito amore che ho per la vita, è ciò che di più grande abbia ricevuto in dote al momento della mia apparizione in questo mondo, e va oltre ogni altro sentimento umano.
Gioia e dolore hanno posseduto il mio cuore, il giorno e la notte, e li ho amati entrambi, figli di una stessa anima, fratelli di sangue, amici leali e complementari. Consapevole dei loro diritti e dei bisogni di ognuno, a volte sono rimasto ad osservarli, al fine di cogliere i motivi della loro alternanza dentro mio cuore, anche se in diverse circostanze, il senso mi appariva oscuro. Così, spinto dal bisogno insaziabile di sapere, ho attinto alle risorse del mio spirito, che ha risposto agli interrogativi della mia mente, spesso serva delle sue rudimentali logiche e di azzardate conclusioni costruite sulla parola. È necessario ascoltare in silenzio, se vogliamo le risposte ai nostri perché!
Gioia e dolore, non intervengono nella nostra vita in maniera arbitraria, ma sono la risultante dei nostri comportamenti e dei pensieri. Come spie luminose dentro il nostro cuore, si accendono e si spengono, segnalando le nostre vittorie e i nostri errori per poi comprenderne le ragioni.Gioia e dolore, sono inseparabili. “Essi giungono insieme, e se l’una vi siede accanto alla mensa, ricordatevi che l’altro sul vostro letto dorme”. Gibran - da “Il Profeta –

Quando deciderò di porre fine alla mia apparizione (Intendendo dire che noi siamo i diretti responsabili di ogni nostro atto.. e per tanto, anche se inconsapevolmente, abbiamo già scritto la nostra sorte nei modi e nei tempi) e sperando che il mio corpo, nel frattempo, non abbia preso personali iniziative, quel giorno, sarà il coronamento di un supremo atto d’amore per la vita, dentro il cuore della quale, ho scoperto il segreto della morte.

GJTirelli

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Commenti (7)

Scritto da Marcello
20-01-2014 20:01

La sofferenza da sapore alla vita......... http://frontelibero.blogspot.it/ 2013/10/sofferenza-o-crescita.html

Scritto da illupodeicieli
19-01-2014 19:01

Parafrasando Kierkegaard, se devo soffrire, soffro ma come un uomo che ha speranza: diversamente, pur soffrendo e pur potendo vedere aperte altre possibilità , vie di uscita e opportunità di crescita (interiore e non), potrei non avere capacità di discernere e mi ritroverei sofferente , non riuscirei a capire o cogliere le opportunità .

Scritto da Ruggero
19-01-2014 15:01

Gianni, molto ben detto. Le tue parole sono molto belle. Grazie La visione buddhista del dolore è una delle più incontrovertibili verità; mi permetto di indicarla come buddhista anche se tu l'hai volontariamente distinta dal suo legame metempsicosico e la relativa ruota samsarica. A titolo suggestivo mi permetto anche di aggiungere che esistono diverse vie che permettono l'apprendimento senza il dolore, ma che sono impercorribili senza una completa comprensione, aquisizione e accettazione delle visione da te descritta. In ogni caso l'arrivo di un forte dolore non può essere il fallimento di nessun percorso, ma una delle migliori soluzioni per un compito da battere. Saluti.

Scritto da Nexuno44
19-01-2014 08:01

Grande Gianni Ti ringrazio per aver posto l'attenzione sull'utilità, direi la necessità, del dolore. Si tratta di un argomento che raramente viene toccato anche dalla persone ed i centri che si occupano di risveglio spirituale: il dolore non tira, non fa cassa, meglio promuovere corsi e seminari che promettono gioia e felicità! Per il dolore si sono gli ospedali, le pillole e le polverine! Eppure, ne sono certo, imparare ad usare il dolore è fondamentale per la propria evoluzione personale. A questo punto però è indispensabile fare chiarezza e distinguere tra dolore e sofferenza: si tratta di due stati d'animo completamente diversi! La sofferenza è uno stato di disagio che ci induce un fastidio sopportabile per medi e lunghi periodi di tempo, una sorta di dolore leggero e sterilizzato così da renderlo permanente. La sofferenza è satana (come dice la grande Gabriella Mereu). Il sistema bestia ci vuole sofferenti per tutta la vita o, nelle migliore delle ipotesi, oscillanti tra sofferenza e serenità (satana pure quella). Ma l'essere umano è fatto per oscillare tra felicità e dolore! Dolore e amore sono i due strumenti che Dio ci ha donato per crescere. Non a caso il sistema bestia (o sistema dei cretini come lo chiamo io) fa di tutto per trasformare il dolore in sofferenza e l'amore in attaccamento! A differenza della sofferenza il dolore è insopportabile ed questa è la sua grandezza. Il fatto è che il dolore, al pari dell'amore, ci libera! É un energia potentissima, così potente che ci puoi stare dentro solo per brevissimi attimi, così come l'amore puro (vedi Dante Alighieri alla fine della Divina Commedia); attimi che sembrano infiniti e che cambiano per sempre le nostre vite. “Il dolore pulisce, meglio del detersivo, le croste dell'anima e poi torni vivo” ho scritto in un mio componimento. Quando lo sentiamo arrivare dovremmo andargli incontro e con gioia. Il dolore puro non solo è utile ma è anche bello perché contiene anche il suo opposto: la gioia. Il dolore è così bello che c'è rischio di diventarne dipendenti: per fortuna che è insopportabile! Piuttosto è la paura del dolore che va eliminata,:questa nebbiolina che ci impedisce dove andiamo a parare e ci induce a stare fermi. Ci vuole coraggio (agire con il cuore) e fede in abbondanza, ci vuole azione sconsiderata! Personalmente sono uscito dalle nebbie di una sofferenza senza fine il giorno che, sfinito, mi sono abbandonato al mio dolore: gettato a terra con appena la forza di respirare ho lasciato che il dolore mi entrasse dentro convinto che mi avrebbe ucciso ed invece mi ha solo ripulito. Non ho risolto tutto in un attimo ma è stato un nuovo inizio ed adesso il timone della mia nave ce l'ho saldo tra le mani e nessuna tempesta mi spaventa. Ho ancora un dolore grande che mi porto dietro, di quelli che non si possono eliminare, ma siamo diventati amici ed ogni tanto lascio che mi guidi. . Vi ringrazio per l'attenzione e lo spazio concesso. Esorto tutti voi a riflettere sul messaggi che le mie parole, di cui sono solo il tramite, contengono. Se le sentite giuste, vi esorto, vi imploro, a muovervi verso voi stessi. Abbiamo bisogno di azioni, abbiamo bisogno di persone che diventino qualcosa di diverso da quello che credono di essere perché una nuova umanità, ne sono certo, sta già nascendo e dobbiamo essere in tanti ad attraversare il Rubicone dei nostri presunti limiti per farci trovare pronti ad accoglierla. Sull'altra sponda ci attende, impaziente, la Bellezza che ognuno di noi in se già contiene. OH! GNAMO....MOVITI….CHE DIAMINE!!!

Scritto da Maundrillo
18-01-2014 11:01

Tutti abbiamo avuto a che fare, direttamente o indirettamente con la sofferenza o il dolore e le nostre reazioni o modo di vedere le cose, possono essere state le più diverse. Io stesso in diversi momenti della vita, di fronte a queste situazioni, ho pensato cose anche contrapposte da una volta all'altra, cosi come se adesso ognuno raccontasse le sue esperienze al riguardo, credo. In effetti possiamo dire che la sofferenza e il dolore sono un mistero e l'uomo è portato a rifiutare tutto questo, perchè appunto considera quello che fa male, "male". L'uomo stesso è molto responsabile di questo "male" perchè appunto costruisce le armi, le usa, decide chi deve morire di fame, chi non deve ricevere cure mediche, fomenta culture dell'odio, della vendetta, ecc... Capire questo mistero non è facile, se pensiamo che Dio ha voluto che suo figlio Gesù morisse sulla croce per la nostra salvezza (ovviamente per i cristiani) e che quindi patisse moltissime sofferenze tra frustate, sputi, derisioni, offese, ecc. Poteva tranquillamente dire visto che è Dio e che può fare tutto, che per la nostra salvezza bastava fare un bagno nel fiume Nilo, o digiunare con la luna piena, o qualsiasi altra cosa e avremmo avuto la nostra salvezza comunque, senza sacrificare il suo unigenito figlio. Invece ha voluto proprio questa via, anzi, ha voluto estendere la via della croce a tutti i suoi discepoli e a tutti i credenti che lo vogliono seguire, dicendo "chi vuol venire dietro a me, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua" e al tempo stesso quando gli si presentavano i malati e gli indemoniati li guariva. Può sembrare un controsenso, perchè ci invita a prendere la croce, e poi guarisce e libera? Perchè la malattia è uno dei frutti del peccato originale, il corpo dell'uomo fatto di incorruttibilità e perfezione della creazione, perde questo idillico stato con il peccato e si sente nudo, sperimenta la malattia e la morte. L'uomo vedeva Dio faccia a faccia e viene mandato sulla terra a sudare e faticare; Gesù dice nelle beatitudini solo i puri di cuore vedranno Dio, i puri cioè i purificati, la purificazione si ottiene attraverso l'osservanza dei comandamenti, la preghiera, i sacramenti e quando questo non accade, Dio che ci ama e vuole che volgiamo lo sguardo e ci accorgiamo di Lui, usa le situazione negative che ci fanno soffrire preparando il cuore ad un nostro ritorno a lui. Quindi la sofferenza come espiazione e purificazione è un pilastro fondamentale della fede cristiana, i santi lo avevano capito e chiedevano a Dio sofferenze per espiare le colpe di altri, si può capire questo molto bene nella vita dei santi, che pregavano per la guarigione di altri e al tempo stesso chiedevano a Dio malattie e sofferenze per poter offrire appunto queste sofferenze per la conversione e la salvezza di più anime possibili, e a volte Dio rispondeva a questo, mandando le stigmate oltre che malattie. Padre Pio diceva: molti chiedono che gli venga tolta la croce, se sapessero quanto è importante la domanderebbero a Dio. Il cristianesimo è gioia nonostante le prove i dolori e le sofferenze, perchè nulla ci può separare dall'amore di Dio, e S.Paolo ci dice quale è la volontà di Dio nella lettere agli Efesini: Ringraziate Dio per ogni cosa" - per ogni cosa, non quando le cose vanno bene o in determinati momenti in cui ci capita qualcosa che noi reputiamo bene, dice per ogni cosa, cioè ci invita ad aprire il nostro orizzonte al di fuori di noi stessi per capire che siamo dentro il progetto di Dio e che siamo il corpo mistico di Cristo, e che qualunque cosa accada se noi ringraziamo Dio, il nostro contributo di fede e l'offerta di questa sofferenza come sacrificio, viene utilizzato da Dio per il bene sia nostro che per gli altri e nello stesso tempo facendo la sua volontà, noi accumuliamo tesori in cielo. S.Francesco diceva che "perfetta letizia" è quando abbiamo freddo, fame, siamo perseguitati, derisi, stanchi, ecc... e al tempo stesso lodiamo e ringraziamo Dio, questa è perfetta letizia, non quando camminiamo sulle acque, facciamo miracoli, convertiamo i ladri, cioè quando va tutto bene. Se prendiamo i messaggi della Madonna, possiamo vedere come richieda per far cessare guerre, digiuni, sacrifici, preghiere, perchè con la preghiera e i sacrifici si possono mitigare i castighi, l'esempio della Russia è evidente; prima di essere stata consacrata dal Papa al cuore immacolato di Maria, il cristianesimo in Russia aveva una percentuale di circa il 10%, adesso ha una percentuale del 70% circa, questo perchè sono cambiati i cuori, al di là dei governi che si sono succeduti, la fede non è stata imposta politicamente, ma è stato un processo che è avvenuto lentamente nei cuori, attraverso le armi della Madonna che aveva chiesto. In sostanza quel "chiunque vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la propria croce e mi segua" è la strada attraverso la quale, per mezzo del sacrificio di uno o più figli di Dio, Dio stesso usa la sua potenza per fare la sua volontà, ed è proprio questo libero arbitrio di chi fa la sua volontà a strappare grazie e miracoli presso Dio, le suore di clausura su tutti, che hanno dedicato la loro vita a Dio, strappano dalle grinfie di Satana molte anime. su questo link, c'è l'insegnamento del catechismo della chiesa cattolica riguardo la sofferenza, il dolore, la malattia... http://www.vatican.va/archive/catech ism_it/p2s2c2a5_it.htm Quandomorì il mio migliore amico all'età di 19 anni appena compiuti (eravamo coetanei) (si sta parlando ci circa 20 anni fa) dopo che a causa di una lunghissima malattia gli fu amputata la gamba per salvarlo, cosa che non riusci, perchè il male si era ormai sparso in tutto il corpo, successe che lui viveva la sua situazione con grande fede, mentre io che ero molto lontano da Dio, non riuscivo a capire, gli stavo vicino per grande amicizia cercando di confortarlo, ma era lui che confortava me, lui aveva gli occhi radiosi di luce, e io ero ripiegato su me stesso dai dubbi, dal dolore, dall'angoscia... Lui aveva ben chiaro il suo destino ed era felice, si stava preparando al suo grande incontro in cielo con gioia, pregava per tutti noi offrendo la sua sofferenza e vivendo la sua fede fino in fondo, sulla sua tomba fu scritta una sua frase che scrisse in uno degli ultimi temi a scuola "incamminiamoci con fiducia nella nebbia che nasconde la vera realtà" la sua sofferenza io sono certo che ha contribuito alla mia conversione avvenuta un po di tempo dopo la sua morte.

Scritto da GIANNI
18-01-2014 11:01

la sofferenza e' la cosa piu' importante dell essere umano , l unica che puo' far cambiare completamente una persona , per alcune persone il risveglio lo si ha grazie ad essa

Scritto da aurora roverato
18-01-2014 07:01

Quante volte l'uomo deve soffrire per capire del perchè soffre? Se si soffre per i nostri comportamenti , perchè si continua a sbagliare? Personalmente non amo soffrire dunque non direi mai che amo la sofferenza ,e ne auguro che altri la vivano.C'è un sistema che può venirci incontro per soffrire molto meno, imparare dalle sofferenza degli altri senza viverla direttamente ( so che ci è utile e che da quello si imparano tante cose per cambiare le nostre percezioni interne ) Ma è tempo che ci venga insegnato come evitarla consapevoli di sapere del perchè ci tocca soffrire , a nessuno piace soffrire e non è certo DIO che ci manda la sofferenza, ma è l'uomo che inconsapevolmente se la cerca. Allora vogliamo capire finalmente del perchè questo accade per evitare che accada?

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