Categorie
VISITE
Ti ringraziamo per essere passato sul nostro blog! Torna a trovarci presto!

 http://www.oggitreviso.it/mps-ovvero-crollo-delle-banche-78793

Di Francesca Salvador

Cari lettori, il 15 gennaio è stata pubblicata da La Repubblica un’intervista all’attuale amministratore delegato di MPS (*).

Il titolo dell’articolo recita:

Profumo: “Se salta l’operazione non rischia solo il Monte ma tutto il sistema bancario italiano”.

L’operazione cui il dott. Profumo si riferiva riguarda l’aumento di capitale, 4 miliardi di euro, che MPS deve fare per risolvere la sua posizione patrimoniale e restituire i vari aiuti (prestiti) di Stato ricevuti negli scorsi anni.

Ho letto tutto l’articolo con la speranza di comprendere i motivi di quelle parole.

Profumo, nell’intervista, oltre la dichiarazione segnalata, non chiariva le motivazioni della sua affermazione.

Nemmeno illustrava i meccanismi per cui il sistema bancario italiano sarebbe a rischio nel caso in cui la suddetta operazione fallisse.

E ovviamente, il giornalista non si interessava ad approfondire tale concetto.

La notizia oltretutto è “scomparsa” e nessun giornale si è ulteriormente occupato della cosa.

Mi auguravo che nei giorni seguenti qualche commentatore o esperto chiarisse l’argomento. Tanto sulla stampa ufficiale che sulla stampa di controinformazione è mancata qualsiasi indicazione.

La notizia oltretutto è “scomparsa” e nessun giornale si è ulteriormente occupato della cosa. Poiché la notizia mi sembrava importante, ho interpellato qualche conoscente, i soliti “ben informati”, ma nessuno aveva uno straccio di idea al riguardo.

Nel frattempo lo scorso venerdì pomeriggio ero a Roma come organizzatrice di una conferenza in ambito economico.

Ad un tratto, nel corso del dibattito, uno dei relatori ha proposto la seguente domanda: “qualcuno sa perché Profumo ha dichiarato che se fallisce l’aumento di capitale di MPS è a rischio l’intero sistema bancario italiano?”.

Tra i presenti nessuno aveva argomentazioni per rispondere al quesito.

A quel punto il relatore, senza scomporsi, ha esposto la spiegazione più elementare che mi potessi immaginare.

Ricevevo in quel momento la risposta proprio alla mia domanda.

A spiegazione terminata, nessuno degli economisti e degli altri esperti presenti ha avuto nulla da obiettare, ed ho assistito a sole dichiarazioni di esplicita conferma.

Riporto a seguire quanto ho avuto modo di ascoltare.

Spero così di fornire un contributo informativo ai lettori di OggiTreviso proponendo in modo sintetico e al meglio delle mie possibilità tale spiegazione.

A titolo di premessa segnalo che per comprendere la dichiarazione di Profumo è necessario conoscere:

a) le implicazioni per MPS di un mancato aumento di capitale;

b) i meccanismi del debito pubblico italiano;

c) il senso e le implicazioni dell’art. 123 del trattato unificato Maastricht – Lisbona in particolare al paragrafo 2;

d) la principale fonte di reddito garantita per il sistema bancario italiano.

” Qualora MPS non riuscisse a ricapitalizzarsi e quindi ad avere i fondi per ripagare i Monti Bond, di cui fin qui ha beneficiato, la banca senese diventerebbe automaticamente una banca di proprietà dello Stato Italiano, ossia una banca pubblica.

Per il punto a) la questione è semplice.

Qualora MPS non riuscisse a ricapitalizzarsi e quindi ad avere i fondi per ripagare i Monti Bond, di cui fin qui ha beneficiato, la banca senese diventerebbe automaticamente una banca di proprietà dello Stato Italiano, ossia una banca pubblica.

Il fatto che MPS diventi una banca pubblica ci porta al punto c): MPS, come indicato al paragrafo 2 dell’art. 123 del Trattato di Maastricht – Lisbona, potrebbe acquistare (in realtà noleggiare) euro direttamente dalla BCE al tasso unico di sconto (TUS) attualmente fissato allo 0,25% annuo, come già garantito alle banche private.

Per MPS non cambierebbe quindi nulla e sarebbe la riconferma delle stesse condizioni di cui attualmente già beneficia.

Il punto chiave è che MPS, a questo punto banca pubblica, potrebbe agire a favore dello Stato italiano proprio come la banca pubblica tedesca KFW agisce da tempo a favore dello Stato tedesco.

In questo modo lo Stato italiano, e siamo al punto b), quando emette titoli di Stato per poter ricevere a noleggio euro, non dovrebbe più riconoscere un tasso medio di interesse del 4,5% alle grandi banche internazionali autorizzate a noleggiare euro allo Stato italiano (il cosiddetto Mercato Primario).

Infatti, lo Stato italiano potrebbe riconoscere a MPS un più modesto tasso medio dello 0,30%, dove lo 0,05% di differenza rispetto al TUS attuale (0,25%) sarebbe il reddito a beneficio della banca pubblica, pari, in euro, a circa 975 milioni all’anno.

Lo Stato italiano, in questo modo, risparmierebbe ogni anno dagli 80 agli 85 miliardi di euro di interessi sul debito pubblico e otterrebbe immediatamente la soluzione di tale problema.

Il risparmio di questi 80/85 miliardi di euro all’anno corrispondono, tuttavia, ad un mancato guadagno per il sistema bancario (nazionale e internazionale), e siamo al punto d), che si occupa di noleggiare euro allo Stato italiano (dato che lo Stato ha rinunciato alla sua sovranità monetaria).

Di questi 80/85 miliardi di euro poco più della metà vanno a beneficio delle banche private italiane (Intesa, Unicredit, ancora MPS e altri).

Questo mancato guadagno per le grandi banche private italiane spiegherebbe il senso dell’affermazione di Profumo: “Se salta l’operazione non rischia solo il Monte ma tutto il sistema bancario italiano”. La questione è che, una volta diventata pubblica MPS ed eliminato quindi il profitto derivante dalla speculazione sul debito pubblico, tutte le grandi banche private italiane, e non solo, vedrebbero crollare i loro utili e quindi il loro valore e, data la gestione finanziaria incerta, di cui sempre MPS è un esempio, per sopravvivere dovrebbero essere a loro volta trasformate in banche pubbliche, come già era prima del 1994.

In conclusione, l’effetto domino sarebbe automatico, i cittadini italiani si libererebbero del giogo del debito pubblico, con tutto quello che ne deriva, e il sistema bancario e finanziario perderebbe la sua egemonia facendo tornare al centro l’economia reale e manifatturiera.

In altre parole, il debito pubblico, causa della crisi per cittadini e imprese, è la fonte di un grande reddito garantito (dalle nostre tasse) per il sistema bancario privato e base della sua stessa esistenza.

Fin qui la spiegazione di quel relatore.

Da quanto illustrato sarebbe quindi ovvio, per risolvere il problema del nostro debito pubblico, fare anche in Italia quello che la Germania fa da anni.

Le parole di Profumo sembrano tuttavia suonare come un allarme: il rischio di interrompere il meccanismo a favore delle grandi banche deve essere scongiurato.

Spero di essere riuscita a farmi capire da voi, cari lettori, avendo cercato di riportare in modo rigoroso la spiegazione.

Spero, soprattutto, che dalle grandi banche arrivi una spiegazione chiara che ci permetta di capire.

Se così non fosse dovremo aprire gli occhi e comprendere che, forse, non tutto quello che ci viene raccontato corrisponde a verità.

 

 

 

 

19 Commenti a “MPS OVVERO IL CROLLO DELLE BANCHE”

  • Geo:

    Interessante, molto interessante.

  • michiamoaldo:

    Lei è stata chiarissima. SEMPLICEMENTE chiarissima e la ringrazio. Preciso di non essere in alcun modo esperto o vicino alla parola esperto di finanza e affini, quindi chiunque legge CAPISCE. Il punto è questo appunto:leggere!
    Se le fosse possibile, vorrei sapere da chi dipende la decisione. Forse dovrebbe essere logico conoscere la risposta ma, abbia pazienza, tecnicamente a chi spetta la decisione? Tipo: il consiglio di amministrazione della banca?
    grazie e complimenti.

    • MAURO BENA:

      Dipende dal bieco sistema Europa e dal cartello formato dalle banche stesse.
      L’europa non permetterà mai la nazionalizzazione degli Istituti bancari, in quanto mancherebbe la linfa speculativa che alimenta il Mostro stesso; tutte le altre banche faranno in modo che ciò non avvenga, chiudendo ulteriormente le linee di credito e affamando ancor più il Popolo, scaricando su quest’ultimo ogni e qualsivoglia iniziativa di recupero. Chi guida MPS, depista abilmente l’opinione pubblica dalle motivazioni che hanno portato allo sfascio di quella banca e utilizza i soliti metodi del caso: creare panico su una platea di risparmiatori-speculatori generalmente non preparati ai collassi, fruendo occultamente, al limite, dell’estorsione.
      E’ tutto purtroppo molto semplice e il metodo viene usato sempre dagli “Istituti di credito” (che non fanno più credito a nessuno) quando sono in agonia. Non dimentichiamo mai chi ha immesso i derivati nel merccato italiano, per capire gli attuali giochi di potere in MPS. Comunque un dato è certo, a meno di una cruenta sollevazione popolare: “loro” non pagheranno mai. Si dovrebbero “aprire gli occhi”, ma sono troppo impegnati a guardare la TV, o a vedere le malefatte del Presidente della Francia per cui tutto tace.
      Saluti.
      MB

  • MARCELLO:

    Ottimo, lo stato risparmia e anche noi dovremmo.
    Diciamo che, se ho capito bene, Mps diventando pubblica diventerebbe la nuova Banca d’Italia che sottoscrive tutti i titoli di stato emessi dal ministero del tesoro eliminando così anche gli effetti speculativi di mercato.
    Poi quando Mps avrà in carico tutti i 2.000 mld di debito italiano la chiudiamo e il debito sparisce, sì perchè il debito è virtuale, è scritto sui computer ormai non ha più niente di reale come del resto la moneta che lo rappresenta, l’Euro.
    Che non sia reale, l’Euro, lo sa bene Mario Draghi che per le banche europee due anni fa con un paio di click di Euro ne ha creati 750 miliardi!!!
    Speriamo che succeda !!

  • giusavvo:

    non ho compreso i meccanismi dell’automatismo attraverso il quale MPS diventerebbe pubblica.
    E’ gradita una cortese spiegazione.
    Cordialità

    • Lo stato ha fatto un prestito a MPS
      ora MPS deve restituirlo
      se non ci riesce lo Stato acquisisce la proprietà della banca.

      Esempio:

      io chiedo un prestito alla banca per terminare la casa, dandola in garanzia.
      se non restituisco la somma, la banca diventa proprietaria dell’immobile.

      L’entità delle somme è diversa, ma il meccanismo rimane lo stesso.

      • giusavvo:

        Gentile Francesca,
        premesso che sono favorevole a quei sistemi economici che prevedono la nazionalizzazione delle banche (almeno di alcune), ho qualche perplessità che in caso di fallimento l’impresa bancaria in questione passi in proprietà dello Stato, a meno che tale passaggio proprietario non sia espressamente stabilito (ipotesi ahimè, finora, mai registrata nella storia dei salvataggi bancari).
        Peraltro, nel caso di prestiti alle imprese non so se ciò sia pure possibile.Il meccanismo dei prestiti alle imprese è del tutto diverso rispetto a quello degli immobili,
        Al massimo l’impresa va in liquidazione e i creditori (Stato compreso) si insinuano al passivo.
        Se ha riferimenti documentali su ciò che Lei dice, mi piacerebbe averne potenziale riscontro.
        Cordialmente

        • giusavvo:

          A modifica di quanto da me scritto prima, scusandomi per l’imprecisione e avventatezza, la questione MPS è ascrivibile alla L. n. 95/2012 come modificata dal D.L. 2012/216.
          In buona sostanza è la solita stronzata all’italiana (giusto per prendere per il culo gli italioti e farsi i c.. propri).
          Il salvataggio è stato fatto con i nuovi strumenti finanziari cosiddetti Monti bonds.
          Si tratta di titoli anomali che, per l’occasione di questo salvataggio (di parte), sono stati trasformati in titoli senza scadenza con il D.L. n. 216 e solo, eventualmente, trasformabili in azioni ordinarie.
          Questo significa che il rimborso del capitale ricevuto in prestito da MPS potrà essere saldato sine die e lo Stato, eventualmente, avrebbe in mano solo un rottame.
          Mi scuso per la precedente imprecisione.

  • ANTONIO SONDA:

    grazie Francesca sei stata molto precisa nella tua spiegazione. Strano vero che non se ne parli?

  • Monica:

    Mi vien da ridere…
    Sì, sarebbe bello parlarne, augurarsi che accada, così risolviamo tutto in un colpo solo!
    Eeeeh magari…

    Semplicemente faranno in modo che non succeda e che l’operazione di ricapitalizzazione di MPS avvenga senza troppi problemi.

    Profumo MICA PARLA a NOI…si rivolge ad ALTRI. ;)

    (questo sistema di parlare “alla nuora perché suocera intenda” è utilizzatissimo dai nostri politici, ministri, commissari europei, capi di stato…anzi direi che sia così ogni volta che parlano pubblicamente…)

  • geppi:

    Ma se era cosi semplice,perchè ci siamo arrovellate le meningi finora?Il M5S lo sta dicendo da sempre che occorre nazionalizzare le banche cosi si risolverebbe anche il problema del signoraggio.Un’altra domanda è:perchè la cassa depositi e prestiti non ha lo stesso status della KFW tedesca?

  • Andrea'65:

    Grazie Francesca
    semplice e chiara come acqua di sorgente.
    Il punto è che solo chi segue certi siti riesce a cogliere la logica della maxi-truffa a cui siamo sottoposti.
    Mai nessuno si è domandato chi e perchè ha dato l’ordine a MPS di comprare Antonveneta a 9miliardi,per salvare Santander, la n° 1 nei finanziamenti, in crisi di liquidità? Opus Dei??

    • Tulip:

      Si trattò di un intrigo pilotato da ABN Amro (Amschel Rothschild) che nel 2005 acquistò la Antonveneta per spolparla letteralmente, inviando in carcere i furbetti attorno al patriota Antonio Fazio, che non parla perchè è sotto ricatto.

  • archimede:

    E si ,la Santander che negli anni 90 in Germania e Austria andava di casa in casa mettendosi in ginocchio davanti la porta pregando le persone di accettare un prestito a buonissime condizioni ,poi arrivava la stangata e milioni di persone hanno dovuto sloggiare dalle loro case pagate una vita di sudore e lavoro, per la somma di 20.000 Marchi facevano sequestrare una casa dal valore di 450.000 Marchi , lo stesso vale per tutte le altre banche e le agenzie di credito a loro affiliate,special modo quei criminali della Compass -

  • Bruno Bianchi:

    …… Spero di essere riuscita a farmi capire da voi, cari lettori, avendo cercato di riportare in modo rigoroso la spiegazione…… Certo che abbiamo capito! E accenderemo un cero in ogni città (tutte hanno un Santo) affinché la cosa abbia a verificarsi; personalmente andrò al Santuario di Castelmonte località vicinissima a Caporetto.

  • highlander:

    grazie Francesca !
    …ma siamo proprio sicuri che si sia trattato di un prestito a tutti gli effetti?
    …qualcosa mi dice che qualche opzione sarà sicuramente stata inserita in quella transazione….

  • giorgio:

    brava e chiara Francesca!
    Profumo ha fatto vedere la nuda crudità dell’aberrante sistema bancario italiano ulteriormente aiutato dai Monti bond (vera associazione a delinquere). che le banche finalmente paghino e si riduca il debito sui cittadini.
    non dimentichiamo l’ultimo decreto in sordina (Governo Letta iterativo di Monti) su Banca d’Italia che permette di cancellare le esposizioni dei grandi gruppi bancari italiani. ben venga la nazionalizzazione di MPS, così salterebbero gli attuali presupposti della norma e si rimetterebbe tutto in discussione e si bloccherebbero lo strangolamento usuraio e le politiche finanziarie anti cittadini italiani.

Lascia un Commento

Gianni Lannes
Corso Nuova Fotografia
Antonella Randazzo
FreePC
SCIE CHIMICHE