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Nicoletta Forcheri

LLOPUYD BLANKFEIN

Il corpo del transessuale Brenda, coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo, è stato trovato carbonizzato a Roma. La trans era all’interno di un appartamento in via Due Ponti. Sul posto gli agenti della polizia scientifica della questura di Roma (Ansa, 20 novembre 2009)

La trans politica, quella del comitato trans-versale di fratellanza trans-atlantica, ricatta i politici in modo sistemico; non importa il colore, per la trans-politica – categoria che ha cambiato genere – solo importano le transazioni finanziarie, su cui vigila. Laddove le pedine non oliano, la trans-politica sguinzaglia i suoi sbirri.
Marrazzo non era l’unico ad andare a trans eppure è lui che è stato ricattato. Le ipotesi sono due: potrebbe essere stato preso di mira personalmente per alcune sue politiche, oppure la vicenda potrebbe essere interpretata come uno dei tanti avvertimenti mafiobancari al governo trasversale compreso il governo “ombra” del partito di Marrazzo (PD), per questioni ben più macro.

Più di un dettaglio di tutta la faccenda – adesso che è stato fatto fuori il trans Brenda – dovrebbe aprirci gli occhi, come in un flash, su quanto sia incantato il disco del dopo guerra italiano, un incanto che se evidenziato dovrebbe sortire l’effetto di disincantarci. E magari cambiare disco.

Innanzitutto il luogo del blitz dei carabinieri: Via Gradoli 96 (1), è forse un caso se si tratta proprio del civico della via del covo delle BR al momento del rapimento Moro, ed è un caso se già da allora l’immobile ospita diversi appartamenti gestiti da società facenti capo ai servizi segreti – deviati?

Poi il modo: i carabinieri, è un caso se fanno irruzione in una casa privata di un trans avendo già l’informazione riservata dello scoop, per ricattare ed eventualmente defenestrare politicamente quel politico? E se, pur di ricattarlo, i carabinieri compiono un reato palese e sfrontato, quello della violazione dell’habeas corpus, come avessero le spalle coperte?

Se avessero voluto agire per rendiconto personale, non avrebbero avuto a disposizione tante altre occasioni senza dovere rischiare l’arresto?

Poi, guarda caso, c’era già stato un altro morto, la pedina più importante della partita, Gianguarino Cafasso, l’informatore dei carabinieri che secondo i militari avrebbe girato il filmino di Marrazzo con il trans, e che sarebbe morto di overdose ai primi di settembre, in tempo utile per iniziare un processo nella migliore tradizione italiana dei depistaggi dei nostri principali “misteri”. E infatti la versione dei militari contraddice quella dell’avvocato di Cafasso che afferma il 29 ottobre scorso che il suo cliente gli disse che “quel video gli era stato dato dai carabinieri e che il suo compito era quello di commercializzarlo”. A chi? Al quotidiano degli Angelucci, deputato membro della commissione Finanza della Camera. Ed è davvero un infelice caso che adesso lui non sia più con noi per raccontarci esattamente come siano andate le cose, a chi avrebbe venduto il filmino, e chi altri avrebbe potuto esercitare pressioni politico-finanziarie

Ora, una coincidenza è una coincidenza, due coincidenze sono un indizio, tre coincidenze rassomigliano a una prova. Ma la prova di cosa, di quale motivazione e per chi?

Sicuramente, l’affaire ruota attorno ai soldi, non quelli del ricatto a Marrazzo, né quelli dati alle trans – sia pur scandalosamente soldi nostri – ma soldi grossi, rendite. Politiche attorno ai soldi-rendite. Come tutto il resto d’altronde.

Allora, ammettendo la prima ipotesi, Marrazzo preso di mira personalmente, spunta tra gli altri un articolo di Repubblica che parla delle grosse rendite della famiglia Angelucci, a capo del gruppo Tosinvest, proprietario de Il Riformista e di Libero, oltre a dodici cliniche private nel Lazio, cui il governatore Marrazzo avrebbe negato ben trenta milioni di euro di finanziamenti (su 85 milioni) in seguito agli arresti domiciliari (2) il 3 febbraio scorso, di Giampaolo Angelucci – il padre Antonio deputato Pdl era scampato all’arresto grazie all’immunità e alla votazione omertosa dei suoi colleghi onorevoli – con l’accusa di associazione a delinquere per truffe al servizio sanitario per 170 milioni di euro tra il 2005 e il 2007.

Su Giampaolo Angelucci, pende anche dal 12 ottobre scorso, la richiesta di processo per finanziamento illecito nel 2005 della lista di Fitto (500000 euro) “La Puglia prima di tutto” – poi diventato deputato di FI – in cambio di appalti sanitari in monopolio di 198 milioni di euro per la gestione di undici residenze sanitarie in Puglia.

Gli Angelucci, acquirenti della Roma, la famiglia fidata cliente di Unicredit, che hanno citato il giornale Repubblica per l’articolo che ipotizzava la connessione Sanità…

Marrazzo, però, ha sicuramente dato fastidio soprattutto per avere iniziato un esperimento inedito in Italia, quello del reddito minimo garantito (3), cui aveva destinato un fondo di 135 milioni nel triennio 2009-2011. Probabilmente per reperire i fondi dovette tagliare alcune voci, come appunto quelle della sanità.

Il 4 marzo 2009, infatti, il Consiglio regionale del Lazio approvava la legge “L’istituzione del reddito minimo garantito. Sostegno al reddito per disoccupati, inoccupati e precari”, una misura inedita in Italia, sperimentale, che prevede l’erogazione di una somma fino a 7000 euro l’anno (pari a 580 euro mensili) ai disoccupati, i suboccupati e i precari, residenti nel Lazio. Tale reddito può essere integrato dai comuni con prestazioni gratuite (mezzi pubblici locali, libri di testo scolastici, sport e attività culturali ecc) e agevolazioni per i canoni di locazione. I requisiti? Un reddito inferiore agli 8000 euro annui, una fascia di età compresa tra i 30 e i 44 anni e basta. La condizione dei 24 mesi di iscrizione nelle liste dei disoccupati, aumenta solo i punteggi ma non costituisce una condizione obbligatoria.

Il regolamento attuativo della legge è stato pubblicato il 27 giugno 2009 e lui Marrazzo, è stato “filmato” dal trans ai primi di luglio. Ma è solo un caso.

Marrazzo aveva anche varato un programma casa decennale (2009-2018) molto ambizioso, ad agosto, con 635 milioni di euro oltre a risorse per l’edilizia agevolata (+97 milioni di euro) e per l’emergenza abitativa a Roma (+62,5 milioni), agevolazioni per l’acquisto di case da 150000 euro, con un voucher da 15000 euro messo a disposizione dalla regione, e rate/canoni da 500-550 euro.

Nella relazione sul reddito minimo garantito, si evidenzia come l’Italia e la Grecia siano gli unici paesi senza un reddito minimo garantito, contrariamente al “revenu minimum d’insertion” francese, al “sozialhilfe” austriaco, al “minimex” belga o al “Beistand” olandese, fino ai modelli scandinavi e anglosassoni, e persino alla recente “renta basica” spagnola istituita in diverse regioni; aveva destinato 135 milioni nel triennio 2009-2011 (per il reddito minimo garantito) sicuramente togliendoli da altre voci, e soprattutto affermava frasi come: “Non venderemo i beni della Regione”. (4)

Sarà un caso ma anche Sarah Palin (5), governatrice dell’Alaska subì un avvertimento-ricatto con un video a sfondo sessuale girato da una sosia in allegra compagnia di un collega del marito, ricatto cui lei non cedette. Lei aveva tutelato un fondo sovrano dell’Alaska, che distribuisce un reddito di cittadinanza ricavato dagli introiti degli investimenti petroliferi del paese, e che nel 2005 è ammontato a un assegno di 845,76 dollari per ogni residente alaskese idoneo, compresi i bambini. In 24 anni di storia del fondo, sono stati erogati un totale di 24775,45 dollari a ogni residente. (6)

Ora questo ricatto sessuale, come non collegarlo anche a tutti i ricatti a sfondo sessuale tentati – e non riusciti – a Berlusconi e come non connetterli a quella mentalità predominante dei banchieri anglosassoniamericani, che se fossero visitati da psichiatri sani di mente verrebbero immediatamente rinchiusi per turbe psichiche gravi. Ad esempio, per la credenza di agire su mandato divino (7) (cfr. Blankfein di Goldman Sachs: “facciamo il lavoro di Dio”) o tutte le altre perversioni sessuali provenienti da certa repressione puritana.

La vicenda Marrazzo è avvenuta contestualmente ai casi ripetuti di “deviazione” e di “sbandamento” delle forze dell’ordine nel giro di poco tempo. Tutti hanno anche in mente l’atroce fine di Stefano Cucchi, ucciso dai maltrattamenti delle forze dell’ordine, dopo essere stato detenuto per piccole quantità di canapa, non dopo avergli presumibilmente prelevato gli organi per l’espianto/trapianto, a pochi giorni di distanza. Ma tutti avranno anche pensato che la brigatista trovata morta suicida proprio a qualche giorno da una sua udienza dove doveva testimoniare, è anch’essa troppo coincidente.

Brenda testimone scomoda degli altarini dei ricatti della lobby finanziaria ai politici, fatta sparire, così come a sua volta sparì opportunatamente la trans al centro dello scandalo di Lapo Elkann: silenzio generale, nessuna o quasi notizia sul net (8). La solita manina invisibile che nasconde le tracce di un delitto degli Invisibili o che ci annega nei dettagli di apposite distrazioni di massa.

La manina invisibile del transatlantico della trans-politica. Quella che ha cambiato genere e che pecca ogni giorno contro natura.

Nicoletta Forcheri

Fonte: www.stampalibera.com – blog: mercatoliberotestimonianze.blogspot.com

20 novembre 2009

  1. http://eftorsello.wordpress.com/2009/10/25/caso-marrazzo-via-gradoli-96-il-passato-che-ritorna/ http://date.it.sourcews.com/9-27-4

  2. http://video.google.it/videosearch?q=angelucci+arresti+domiciliari&oe=utf-8&rls=org.mozilla:it:official&client=firefox-a&um=1&ie=UTF-8&ei=oyvuStWPI5eQsAbMocDkCA&sa=X&oi=video_result_group&ct=title&resnum=4&ved=0CBYQqwQwAw#q=angelucci+arresti+domiciliari&oe=utf-8&rls=org.mozilla%3Ait%3Aofficial&client=firefox-a&um=1&ie=UTF-8&ei=oyvuStWPI5eQsAbMocDkCA&sa=X&oi=video_result_group&ct=title&resnum=4&ved=0CBYQqwQwAw&qvid=angelucci+arresti+domiciliari&vid=-5915554568773190772

  3. http://www.portalavoro.regione.lazio.it/portalavoro/sezione/?id=Le-procedure-per-il-2009_57

  4. http://www.portalavoro.regione.lazio.it/binary/prtl_assessoratolavoro/tbl_contenuti_sezione/relazione_legge_reddito_garantito.pdf

  5. http://www.starlettime.com/shock/sarah-palin-in-un-film-porno-ma-e-solo-la-sosia/


Il Fondo permanente dell’Alaska è stato istituito per Costituzione ed è gestito da una società dell’Alaska dal 1976, grazie all’iniziativa dell’allora Governatore Jay Hammond. Quando il petrolio di North Slope, Alaska, cominciò a essere commercializzato attraverso il sistema di oleodotti TransAlaska, venne creato il Fondo permanente per emendamento alla Costituzione del paese per essere destinato a investimenti di minimo il 25% degli introiti delle royalties di petrolio e gas. Il Fondo non include tasse sugli immobili delle compagnie petrolifere né tasse sul reddito delle stesse, cosicché il deposito del 25% è più vicino all’11%. Il Fondo permanente accantona una certa quota di redditi petroliferi per poterle distribuire alle generazioni presenti e future di Alaskesi.

Molti Alaskesi pensano che sia un fondo permanente di dividendi, in contrasto con gli intenti degli inizi. Il sostegno al programma di distribuzione dividendi è talmente unanime e forte da garantire una continuità e la tutela del capitale principale del Fondo poiché qulasiasi misura che influisca negativamente sulle distribuzioni dei dividendi è una perdita per tutta la popolazione. I legislatori che desiderino appropriarsi dei redditi annui del Fondo sono vincolati dalla natura politicamente suicida di qualsiasi riduzione dei dividendi pubblici.

Lo Stato di Alaska distribuisce quindi una forma di dividendo cittadino dal Fondo che impiega investimenti inizialmente alimentati dal reddito di stato proveniente dale risorse mierariae in particolare il petrolio. Nel 2005 ogni residente alaskese idonei (compresi i bambini) ha ricevuto un assegno di $845.76. Nella storia di 24 anni del fondo ha pagato in totale $24,775.45 ad ogni residente. “

(7)

http://www.huffingtonpost.com/jeff-danziger/blankfein-gods-work_b_355035.html

http://blogs.wsj.com/marketbeat/2009/11/09/goldman-sachs-blankfein-on-banking-doing-gods-work/

(8)

http://magazine.excite.it/ricerche/patrizia-morta-trans-patrizia-lapo-elkann

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2 Commenti a “Il trans-atlantico della trans-politica”

  • marcusdardi scrive:

    Credo che sia sia moltissima verità dentro questo articolo e sempre tantissima impotenza da parte nostra nel vedere, capire, reagire. Sinceramente non si sa più cosa fare. Chi ha informazioni le butti nel web e diffondiamole, la conoscenza può solo aiutare.

  • gianni tirelli scrive:

    RISPONDO A GIANPAOLO PANSA PER AVERMI TIRATO IN BALLO

    Egregio Gianpaolo Pansa, definire il termine “servo” una parolaccia, non solo la ritengo una forzatura, ma una lacuna di interpretazione rispetto all’autentica derivazione etimologica del termine.
    Sarebbe ora di dare a certi comportamenti (vista la loro gravità e pericolosità), il loro vero nome e significato e smetterla una buona volta e per sempre, di appellarsi alla buona educazione che, oltre ad essere controproducente rischia di avallare tesi infamanti mortificando la ragione e la verità.
    Se al s.m. “servo”, avessi preferito la locuzione “collaboratore domestico”, o per la catastrofe ambientale, “effetti collaterali del progresso”, avrei reso un pessimo servizio per una corretta comprensione dei fatti e della verità in generale.
    Simpatizzare per uno schieramento, diversamente da un altro, o appartenere dichiaratamente ad una certa area politica, è cosa buona e giusta, auspicabile e sacrosanta; “la diversità come valore fondamentale di democrazia e di civiltà”.
    Ben diverso e deontologicamente scorretto (per non dire altro), è l’uso indiscriminato di armi improprie (mistificazione, contraffazione, epurazione, intimidazione, ecc), che nulla hanno a che fare con la ragione politica, ma impugnate e brandite a difesa del proprio benefattore e mecenate.
    Quale curiosa e inedita democrazia può avere come Presidente del Consiglio un “signore” proprietario di tre reti televisive e di due cecchini travestiti da direttori di giornale che, annaspando nella spazzatura, intendono delegittimare un Presidente della Camera (esponente di primo piano, non che fondatore del PDL) che, in nome dell’autonomia e della legalità, si permette (a ragione e a buon diritto), di dissentire dall’approvazione di leggi vergognose cucite su misura per salvaguardare l’incolumità giuridica del loro padrone?

    I miei rispetti, Gianni Tirelli

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