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Lo scollamento radicale dell’uomo dalla terra, è la sola e vera causa della tragedia umana, morale e di civiltà che, presto, esploderà in tutta la sua potenza con tutte le conseguenze del caso.
Per tutto questo (con il senno di poi) avremmo dovuto investire in beni duraturi, essenziali e non soggetti a contraffazione, immuni da ogni possibile interferenza industriale che ne potesse contaminare la loro natura.
Il lavoro industriale non paga, contamina l’ambiente, annulla l’individuo, deprime ogni sua aspirazione e passione, fino a ridurre la sua esistenza a luogo di espiazione, e in supina accettazione di una condizione innaturale dove è degradato ad ingranaggio, funzionale solo ai ritmi produttivi e ai profitti del Sistema Padrone – E quel che è di peggio, ci imbruttisce e ci incattivisce, rendendoci refrattari ai bisogni degli altri e sempre più vulnerabili al dolore e alla malattia”
BASTA DUNQUE CON LE POLITICHE INDUSTRIALI!
E’ giunto il momento di un massiccio ritorno alla Terra, e di pacificazione con la natura.
L’uomo che non possiede terra e non dissoda, non semina e non raccoglie i suoi frutti benedetti, non può considerarsi tale, ma elemento improprio di un habitat in cui non si riconosce, lontano da quel disegno imperturbabile che, dall’origine, regolava e monitorava i comportamenti umani, armonizzandoli fra loro.
Questa inedita specie di uomo “moderno”, è come un’ape senza fiori, un pesce senza mare, un albero senza radici, un uccello senza cielo, una religione senza Dio, un cuore senza passione, una vela senza vento.


Non siamo che gli ingranaggi consunti e arrugginiti, di un meccanismo perverso e pervertito, i cui costi, relativi alla sua manutenzione e alla bonifica di tutte le scorie tossiche prodotte e disperse sul territorio dall’Industrialesimo Distruttore, superano di gran lunga i benefici apportati alla comunità (nel senso di qualità della vita e di felicità), e gli stessi guadagni.
La capacità di sognare, di amare, di credere e di sperare, è prodotto di quel rapporto simbiotico (scambio mutualistico) che, da sempre, l’essere umano ha avuto e coltivato con la Terra, madre indiscussa del nostro destino. Una Terra oggi, straziata, vilipesa, violentata e stuprata, da un’orda di diavoli dai bianchi colletti e cravatte chiassose, che hanno mercificato con Satana, il sangue e il futuro dei nostri figli, a fronte di vizio e di perversione.
Una buona parte del vecchio mondo ha resistito fino a 50/60 anni fa, dopo millenni in cui l’uomo (quello veramente sapiens) traeva ogni suo sostentamento, vera gioia, e vero dolore dalla Madre Suprema; la TERRA. Le nostre paure più perverse, attacchi di panico, depressione, le infinite forme nevrotiche e altro ancora, non sono che il risultato di questo scollamento fra uomo e natura. Le tradizioni, il rito magico, l’iniziazione, il folclore, il timore dell’inconoscibile, erano le fondamenta etiche di un vivere consapevole. Oggi siamo sommersi dal Nulla e avvolti in un dolore pungente dal quale non ci sappiamo liberare.
Non servono farmaci, droghe, effimere libertà, per lenire il nostro dolore esistenziale! E’ giunto il tempo della Grande Riconversione Biologica; abbandonare le città per affondare le nostre mani nella terra – zappare, seminare, raccogliere e, in fine, sperare. Questa, è la sola e vera conoscenza, medicamento e cura, per tutti i nostri mali: ritrovare la nostra vera essenza, le emozioni, le atmosfere, la magia, il silenzio e la Fede, senza la quale, nulla ha un senso.
La nostra epoca, è moderna caratterizzata da un’idolatria di quart’ordine, dove si mitizzano star della musica, calciatori, piloti, attori, politici nani, zoccole e imprenditori inquinatori, e dove il concetto di “divino” è stato per sempre cancellato da ogni azione umana, sentimento ed emozione. Una portata di fuoco diseducatrice e mistificatrice, che il Sistema Bestia ha messo in atto per mercificare (senza più alcun ostacolo di natura etica e morale), la sua effimera e insanguinata mercanzia.

Il mondo contadino del passato (che rappresentava un buon 99% della popolazione), era caratterizzato dall’autonomia e dall’autosufficienza, e ogni singolo o gruppo definiva e determinava una sua “ragion d’essere”, sulla soddisfazione dei bisogni primari ed essenziali, relativi e dipendenti al territorio; alla sua capacità di produrre beni e privilegi (acqua, fertilità, energia) e sulla spinta propulsiva di consolidate tradizioni e ataviche credenze.
La forza di volontà, che in passato aveva la funzione, lo scopo, e la potenza di produrre diversità e merito, è venuta meno, per trasfigurare in omologazione e supina accettazione.
Il Sistema, del resto, campa proprio in virtù dei nostri comportamenti irrazionali, e su una conclamata stupidità della gente che, nel tempo, è trasfigurata in un’inedita forma di schiavitù dai bisogni virtuali, del tutto inefficaci e sicuramente devastanti per la salute.
Abbiamo perduto quella conoscenza di base che, un tempo, era sinonimo di autonomia, di autosufficienza, e dove l’individuo era unico e solo artefice e responsabile della propria condizione.
Questi sacri doni che, fin dall’alba dei tempi, hanno determinato la condizione umana e le sue imprescindibili e originarie ragioni, si attestano negli elementi di, Terra, Acqua, Aria e Fuoco, in virtù di un quinto, fondante, creatore e generatore di ogni cosa che, nella Fede, esprime tutta la sua potenza e natura trascendente: Dio.

Gianni Tirelli

34 Commenti a “E’ GIUNTO IL TEMPO PER UNA “GRANDE RICONVERSIONE BIOLOGICA””

  • Intanto dalla Russia buone notizie:

    In Russia sarà vietato l’uso di alimenti geneticamente modificati.

    http://italian.ruvr.ru/2014_02_14/In-Russia-sara-vietato-l-uso-di-alimenti-geneticamente-modificati-2756/

  • gianni55:

    e da tempo che viviamo in modo sbagliato, pensiamo con la testa a sistema piramidale,capo, sottocapo, vicecapo ecc….. abbiamo il senso del possesso, siamo impregnati di egoismo il sistema piramidale ci sta portando via tutto quello che abbiamo, col sistema economico attuale e la salute con le varie forme di cure che fanno tutto meno che guarire le malattie, ci stanno rubando l’energia sia che fisica sia che spirituale,bisogna trovare sistemi di sopravivenza e la terra è l’unica via di fuga per salvarsi, non vedo altre via di fuga la gente deve unirsi ognuno da il suo aiuto, associarsi per produrre cibo e beni di prima necessita.

  • Ezio:

    Piccolo particolare : la terra coltivabile sta scomparendo sommersa dall’asfalto-cemento gestito dalla maggioranza dei sindaci cretini (in piccolo ripetono quello che è gestito dall’alto tipo TAV, superstrade e Freccia Rossa) e il popolo continua a credere alla favola della “crescita” mentre le uniche cose che crescono sono le malattie, i suicidi dei disperati e l’inquinamento , sia quello naturale dovuto all’industria sia quello creato artificialmente dalle scie chimiche. Quello che sto notando nelle campagne-colline della zona in cui abito (Canavese- prov. Torino) è che la terra sta cambiando aspetto e consistenza, scura e scivolosa come se avesse piovuto olio dal cielo, e che le piante in generale stanno morendo, quelle da frutto non producono quasi più nulla e la gente è costretta a comprare frutta e verdura la cui provenienza è sconosciuta.

    • Paolo Lamperti:

      Certo, finchè non la si smette di pensare a come dimostrare ai propri elettori che non si è dei morti di fame, i sindaci continueranno a devastare la campagna con la complicità delle corporazioni del cemento e la fame di soldi di agricoltori venduti a questi ultimi.
      L’indotto ne consegue.
      E la campagna SPARISCEEEEEEE!!

  • Si tornare alla terra è una cosa buona…ma si sta già distruggendo tutto anche soltanto con i rifiuti che produciamo …non solo i privati ma anche le aziende che inquinano a dismisura senza guardare tanto per il sottile. E tutto viene sotterrato e poi ce lo ritroviamo tutto bello bello nella catena alimentare , con le falde acquifere che stanno agonizzando.Mi dico allora si tornare alla terra ma bisognerà che ci sia un resettaggio di tutto così come ora non si può che andare nel baratro …si anche io nel mio piccolo già coltivo ma in effetti in campo aperto ci sono una serie di problemi .

  • Condivido in pieno! Purtroppo l’essere umano è diventato un Virus canceroso per questo pianeta e non un enzima vivificante, come avrebbe dovuto essere assolvendo al suo compito, secondo il progetto divino. “Dove il concetto di “divino” è stato per sempre cancellato da ogni azione umana”…… nulla di più vero. Il Sistema purtoppo campa sulla nostra ignoranza, ma la cosa peggiore è che le masse non ne sono consapevoli, quindi: niente consapevolezza, niente responsabilità, e voilà il gioco è fatto! L’acqua, L’aria la Terra ed il Fuoco, gli Zigos, o spiriti Elementali, saranno le forze attraverso cui il trascendente Dio esprimerà la sua collera contro questo virus chiamato uomo, se continuerà di questo passo, le ultime inondazioni sono solo una prova generale, un monito chiaro.

  • C’è un bellissimo libro che sto leggendo ora ….consigliatomi da un’amico, “la fine del mondo storto “, di Mauro Corona , che secondo me non è che si distacchi molto dalla realtà in cui ci troviamo in questo momento , ecco forse solo così la gente potrà veramente aprire gli occhi e il cuore per un reale cambiamento radicale in meglio. Questa dell’energia che viene a mancare potrebbe esser l’imput di un rinnovamento dalle fondamenta del nostro modo di vivere, e delle priorità alle quali va data la precedenza su tutto prime fra tutti onestà e aiuto reciproco….(preso dal libro” i soldi bruciano bene ma durano poco, e l’oro dei ricchi non si può mangiare “).

    • Paolo Lamperti:

      L’ho letto, molto realistico, anche nel finale dove una volta finita l’emergenza alimentare la gente ritorna ad essere più o meno testa di “coccio” uguale al punto di partenza, e questo perchè la ragione alberga dallo stomaco in giù.
      I saggi restano fondamentalmente saggi e i teste di coccio idem. Perchè cambiare? (e la storia ritrita ciclicamente si ripete).

  • NEO:

    E basta con tutto questo pessimismo…..
    Siate fiduciosi, vedrete che prima o poi un Asteroide ci salverà, almeno il pianeta……

  • GIANNI:

    concordo su tutto , comunque sono sicuro che non sara’ l essere umano a cambiare da solo dall oggi al domani , dovra’ essere costretto da qualche catastrofe mondiale ( epidemia mondiale tipo la peste , terza guerra mondiale nucleare , forte cambiamento climatico ecc…….)

    • Ciao Gianni, nel libro dell’apocalisse, o Rivelazione se preferiamo, c’è scritto chiaro e tondo che ci sarà una Grande tribolazione come mai è avvenuta da che l’uomo esiste e cammina su questo pianeta, descritta anche dallo stesso Maestro dei Maestri Gesù Cristo nei vangeli, la maggioranza ignora tutto questo, anche se si sta compiendo sotto i loro occhi ed i loro nasi. La colpa è nostra, la legge di causa effetto è chiara….si raccoglie ciò che si semina.
      Fukuscima è una delle cause-effetto di queste scelte. Le profezie non per forza di cose si devono avverare, dipende sempre dalle scelte che facciamo. Al momento la devastazione causata al pianeta, negli ultimi 60-70 anni soprattutto, non lascia dubbi su quali saranno gli effetti di queste scelte.
      Non volere capire o vedere questi aspetti (fondamentali dei tempi che viviamo) è come infilare la testa sotto la sabbia a tutti i costi. Personalmente non credo nelle religioni, ma nel divino Si!

      • GIANNI:

        e pensare che di centrali nucleari come fukushima nel pianeta ne abbiamo costruite centinaia se non migliaia, chissa nel prossimo futuro quante altre esploderanno

  • pietro:

    bellissimo articolo!!!sembra uscito dal mio cervello!!!

  • aurora roverato:

    Purtroppo è così ,ma non troviamo nemmeno il tempo di ammerlo a noi stessi.Un solo appunto con forza non mi sento di condividere: il divino non è un concetto, ma un sentire. Spesso lo soffochiamo ma non è morto, meno che mai per sempre.

  • Giannico:

    Alla luce di queste giustissime considerazioni vi sollecito ad un’ulteriore riflessione: “chi è dunque da definirsi il vero utopico se non colui che ha creduto acriticamente che tutto ciò potesse tranquillamente andare avanti all’infinito?”

    • Roberto Arvo:

      Infatti era impossibile. Nel senso che di questo passo non può che arrivare un conto molto salato. Penso comunque che per essere così utopico/creduloni bisogna anche aver ceduto alla sottile e a volte martellante azione di lavaggio del cervello. Tra ignoranza e stupidità l’uomo comune, che automaticamente da per scontato il progresso, ha perso ogni capacità e voglia di chiedersi da che parte stiamo andando. E qualcuno ha buon gioco nell’approfittarne…..per i propri scopi.

  • gennaro:

    Stimo Gianni da sempre, ottimo articolo come sempre.

    Solo vorrei sapere solo una cosa da GIANNI sempre se legge i commenti, se lui stesso che scrive l’articolo ha una terra e semina, raccoglie e gusta ortaggi e frutta da lui stesso autoprodotta.
    Altrimenti è un pò come andare da un pschiatra depresso per curarsi di depressione :-)

  • @Giannico , ed è capace che chi ha creduto di andare avanti così all’ infinito dorme anche sonni tranquilli … che scellerati senza un briciolo di cervello e cuore , sono dei vuoti a perdere , per rimanere in tema di rifiuti . Dal libro di Mauro Corona “La fine del mondo storto “, ” E mi accorgo che con tutti i miei averi non compro una rapa . Era ora ! esclama il mugnaio , finalmente i soldi fanno vedere il muso che hanno , soldi e oro e gioielli e diamanti non valgono un ca….Non ci compri neanche una rapa , come dice lei , caro signore . Una rapa, una pannocchia, una verza, servono a star vivi un giorno in più . E tutti vogliono vivere un giorno in più. Dispiace per i morti, ma era ora che arrivasse il castigo, almeno così quelli che restano capiscono qualcosa. Capiscono quanto vale la terra . E adesso, se vuol mangiare, si tiri su le maniche e dia una mano.”

  • Io nel mio coltivo già da un po’ di tempo anche se per ora quest’anno non si può ancora seminare con tutta l’acqua che è venuta … Ma presto comincerò a piantare verdure …..la terra è dura ma da anche tante soddisfazioni anche a livello mentale … infatti per spaziare un po’ il buon dott. Hamer consiglia nei suoi libri di dedicarsi all’orto come terapia per ristabilire appunto la propria sintonia con la natura … chi può anche a piedi scalzi in primavera ed estate :)

  • Paolo Lamperti:

    Oggi ho conosciuto un elettricista proprietario di 5000 mt quadri in collina.
    Mi ha detto che intende utilizzare questo appezzamento strappandovi i circa 200 olivi semiabbandonati, per impiantarvi un grande orto.
    Lo scopo è far soldi coi GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) che verranno a prender la verdura che farà coltivare, cavalcando l’onda dello scandalo dei prodotti provenienti dalla “terra dei fuochi” e relativo rifiuto da parte dei consumatori locali (siamo in bergamasca) di consumare prodotti considerati poco sicuri. Questa è infatti la fetta di mercato che quelli come costui intendono sottrarre a certi monopolisti dell’ingrosso ortofrutticolo.
    Fin qui nulla di male.
    Parlando col tipo ho scoperto che la sua filosofia non è diversa da quella di qualsiasi altro mercante.
    L’importante è continuare a stare a galla nonostante la “crisi”, e se in Campania c’è inquinamento? Meglio… così finalmente metto a reddito quel pezzo di terra abbandonato, carpendo la fiducia di quei consumatori(operai e impiegati) che per moda o necessità scelgono di far parte di un GAS e costui vede come opportunità da sfruttare e … null’altro, sull’onda del bio-logico, eco-logico la logica non cambia.
    Non cambia, se non si comincia a pensare al fatto che anche il resto del creato è vivo e merita di continuare ad esserlo, che la razza umana non è DISGIUNTA, non è a se, ma trova completamento nell’ESSERE anche gli altri esseri viventi ed entità.
    Non siamo soli nell’universo porchissima miseriaccia…!!!

    • Paolo Lamperti:

      Che predicare la “bio-diversità” non serve a nulla, se lo si fa per paura che facendo morire altre specie poi muore pure l’uomo.
      Non è il paraculismo o il leccaculismo la filosofia che salverà questo scimmione pelato dalle sue nefandezze, perchè non è facendo finta di provare compassione e solidarietà che queste contribuiscono a tenere in vita il tutto.
      Prima di tutto bisogna essere, si fottano le mode.

    • Giannico:

      Queste cose mi fanno incazzare come un grifone austroungarico!
      Avevo un cognato imprenditore edile che a suo dire avrebbe asfaltato qualsiasi spiaggia d’Italia se solo glielo avessero lasciato fare….A volte la malafede del singolo e un’amministrazione lacunosa e connivente rappresentano il peggiore dei mix che devastano il nostro impareggiabile territorio.
      Se si ragiona solo con la logica del profitto: “perchè non reimpiantare l’oliveta con 200 pannelli fotovoltaici: è risaputo che con l’olio non ci si arricchisce….”

  • ……con l’olio ci si cucina con i pannelli solari non so …..io sono a favore delle energie rinnovabili , ma che appunto sfruttino l’energia terrestre , ma senza dover creare altri rifiuti , sennò davvero è un cane che si morde la coda. E quindi anche questi pannelli solari io li vedo come un grosso business, che poi arrivati a fine vita , faranno la stessa fine del l’amianto …..andranno smaltiti . Qui davvero secondo me bisogna dare proprio una bella inchiodata al freno di questo mostro fagocitante che è sto maledetto progresso . O ci di ferma o ci fermerà qualcosa di altro

  • Voglio tornare bambino nei pensieri che sono grandi , che appunto lo capisce anche un bambino che se faccio dei rifiuti inquinanti me li ritrovo prima o poi anche nel piatto. Voglio tornare bambino per capire che non ho bisogno di tutte le suppellettili che mi vengon fornite dal progresso , un bambino lo capisce quando è il momento di fermarsi e rimettere tutti i giochi a posto , perché non lo capisce l’adulto? Forse perché si sono invertite le cose , forse perché l’adulto ha perso la purezza di guardare un tramonto anche senza gli occhiali da 500euri, bo non mi raccapezzo più con tutta questa illogicità cavalcante che ci vuole schiacciare, rendere tristi e sviliti , io mo scendo da questo correre mi rifiuto di proseguire il cammino su questo binario, bisogna davvero reinventarsi e aprire il cuore al prossimo , ristabilire un percorso nella natura , con la natura , ciò ci può solo che far bene , come dicono bene tutti i commenti precedenti….. non è che siamo i padroni del mondo, ci siamo solo di passaggio, un conto è lasciare una cicatrice brutta e profonda , e un conto è lasciare quel fiume come è nato in natura perché quella è la sua reale bellezza . Un abbraccione di cuore a tutte le bravissime persone che si adoperano con le proprie idee per un sano miglioramento .

  • Si me lo avevi detto che il libro di Mauro Corona è un po’ catastrofico, ma però nei concetti scende bene , e non si distanzia molto da una possibile futura realtà

  • @Paolo Lamperti ah ah ah

  • @ Paolo Lamperti ,tranquillo anche se mi hai detto il finale del libro , ciò non toglie il piacere della lettura stessa , grazie comunque :-).

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