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Gianni Lannes

 

Impasticcati!
Redazione | 03-03-2014 Categoria: Mondialismo Stampa




La crisi fa decollare anche il consumo di psicofarmaci. In otto anni antidepressivi aumentati  del 310%. Mali dell’anima? Certo, ma chi spinge sono anche le elite mondialiste e le multinazionali del farmaco

Dura investire con la crisi che tira. Ma se proprio dovessimo fare un investimento in azioni, non avremmo dubbi, e punteremmo tutto quanto sul mercato dei farmaci. Meglio ancora: su quello degli psicofarmaci. Tra sonniferi, ansiolitici e antidepressivi non c’è difatti una statistica, una, che contraddica il loro mostruoso trend di crescita. Men che meno in Italia, dove pure è concentrato un terzo degli psicologi di tutta Europa (70 mila su 210 mila: non chiedeteci il perchè).

 

QUALCHE DATO. Secondo l’Aifa, l’Agenzia del Farmaco, l’acquisto degli antidepressivi in Italia è aumentato  dal 2004 del 4,5% all’anno. Per il Censis, che ha messo assieme i dati delle Asl nel periodo 2001-2009, gli aumenti sono stati nell’ordine del 114%. Il Cnr (dato 2011) ha calcolato che usano tranquillanti e ansiolitici 5 milioni di italiani (di cui più di 3 milioni donne), 4 milioni i sonniferi e 2,2 gli antidepressivi. E ancora: uno studio dell’Osmed ha messo gli psicofarmaci al terzo posto tra i farmaci più venduti dopo quelli cardiovascolari e gastrointestinali; secondo l’Osservatorio europeo sulle Droghe e Tossicodipendenze  rappresentano la terza causa di incidenti stradali dopo alcol e cannabis; e un rapporto di Osservasalute del 2009 parlava di un aumento dei consumi di antidepressivi dal 2000 al 2008 addirittura del 310%!



Cosa vogliono dire tutte queste cifre? Primo, che stiamo male. Molto male. Secondo, che le statistiche non sono aggiornate, e dunque con la crisi che tira è molto probabile che la situazione sia ancora peggiore. Terzo, che l’evoluzione dei prodotti psicofarmaceutici – vuoi mettere i tempi del Valium o dei vecchi barbiturici? – non è andata di pari passo con il miglioramento del quadro, anzi esattamente il contrario. Ergo: non sono loro la soluzione del problema (lo complicano, semmai).

MALI DELL’ANIMA. Così li chiamano. Materia da preti, dunque, più che da giornalisti. Di sicuro, lo siano o meno, vi possiamo dire con certezza chi li provoca e chi ne fa un business. I primi, quelli che li provocano (ma forse sarebbe più giusto dire: li amplificano), sono i ritmi della “modernità”. O meglio, quel concetto di moderno che viene spacciato per comunque buono e comunque migliore rispetto al vecchio, “a prescindere” come direbbe Totò, e si concretizza nelle scelte, nei costumi e nello stile di vita che ci hanno calato dall’alto, volenti o nolenti, le elite mondialiste. E di cui solo adesso qualcuno comincia a rendersi conto dell’insostenibilità.

LE CIFRE DEL BUSINESS. Quanto al business, è ovvio di chi stiamo parlando: delle major farmaceutiche. Le quali, non solo traggono profitto dal malessere generale e magari anche dall’eccessiva leggerezza con cui i medici prescrivono i loro farmaci, ma, come dire?, sono direttamente responsabili nello “spingerne” le vendite, promuoverle in tutti modi possibili, leciti o meno. E d’altra parte, quando si hanno fatturati di 30, 40, addirittura più di 60 miliardi di dollari cioè l’equivalente di quattro finanziarie italiane come nel caso della Pfizer, la numero uno di Big Pharma (quella del Viagra e dello scandalo delle cavie umane inconsapevoli in Nigeria: 67 miliardi di dollari di fatturato nel 2011), non è che si possa scontentare gli azionisti, e dunque andare tanto per il sottile, vi pare?

I SOLITI NOTI. Lo confermano del resto le cronache giudiziarie degli ultimi anni, infarcite di condanne per promozioni scorrette, trucchi nella costruzione di sperimentazioni favorevoli, azione di lobby sui governi nazionali nella formulazione delle cosidette “linee guida”, un esercito di rappresentati di vendita, fior di professionisti a libro paga, eccetera. La Ely Lilly, quella che vendeva il mitico Prozac, la “pillola della felicità” come la chiamavano allora, è stata condannata per esempio per aver promosso illegalmente proprio uno psicofarmaco, lo Zyprexa. Lo Zyprexa, che è un antipsicotico, compare addirittura nella classifica dei venti farmaci più venduti del mondo. in compagnia di altri due psicoprodotti dei soliti noti:  l’Abilify, numero uno degli ansiolitici (Bristol-Myers Squibb, 18 miliardi di dollari di fatturato nel 2009) e l’antidepressivo Seroquel prodotto dall’anglo-svedese Astra Zeneca, 27 miliardi nel 2012 (di cui 10 di utile netto). E nominando solo en passant la svizzera Novartis, seconda multinazionale del farmaco nel mondo, quella a cui il famoso Ritalin, l’anfetamina legalizzata, ha garantito da solo un gettito di almeno tre miliardi all’anno.

CHI STA PEGGIO.  Capito con chi abbiamo a che fare? Ma prima di farci venire la depressione, con il rischio di annoverarci presto anche noi tra i clienti di Big Pharma, consoliamoci almeno con questo: che rispetto ad altri non siamo neanche messi male. In Europa, per esempio, il consumo di Prozac secondo una ricerca della London School of  economics and political science è cresciuto del 20% all’anno nel periodo 1995-2009. E in Islanda un abitante su dieci si fa almeno una pastiglia al giorno. Per non parlare degli Stati Uniti, dove le strategie di penetrazione delle major farmaceutiche non hanno trovato le resistenze che ci sono da noi. Qui l’uso gli psicoattivi, che a differenza dell’Italia riguarda soprattutto le donne dopo i 45 anni e gli anziani (fonte: Aifa), è diffusissimo purtroppo anche tra i più giovani. Come ha rivelato un’inchiesta del New York Times, difatti, il Ritalin è stato prescritto a milioni di bambini per curare la (inesistente) sindrome di iperattività ADHD, e viene inoltre usato “regolarmente” dal 20% degli studenti universitari. Uno su cinque!

No, per fortuna noi non siamo l’America. Per ora.

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Commenti (6)

Scritto da A.D.
06-03-2014 10:03

Anch´io ero depresso. Ero depresso perchè non assomigliavo neanche un pochino ai modelli di successo proposti dai media mainstream. Non ero ricco, non avevo una bella macchina, le donne non venivano da me in fila indiana, eccetera. È bastato prendere coscienza del problema e spegnere la televisione. In poco più di un anno tv-free ho comminciato a sentirmi molto meglio. La tv non è un innocente passatempo, come crede la gente, è la più subdola forma di condizionamento che esista. Depressione artificialmente indotta. Uscire dal tunnel televisivo non è facile, ma si può fare. Da malpensante quale sono, credo che sia tutto progettato a priori: se sei insoddisfatto vorrai avere un auto più grande e cambierai quella vecchia, una casa migliore, e quindi muoverai il mercato immobiliare, infine la depressione và curata ed ecco il complesso farmaceutico con le sue pastiglie colorate. Ci inzuppano il biscotto in parecchi. Un enorme e indotto complesso di inferiorità collettivo. Potete anche guardare la tv, contando i secondi ed essendo coscienti che vi state drogando, che i vostri pensieri vengono alterati ed indirizzati per il benessere di altri, non il vostro. Spegnete la tv e non avrete bisogno di pastiglie. A.D.

Scritto da Roberto Arvo
05-03-2014 19:03

Concordo con William. Rilevo anche che il consumo di droghe letali sta aumentando nel mondo occidentale...e non solo. Avete visto come scoppiano in USA i divi di Hollywood? Adesso vanno di moda pasticche derivate ,come principio attivo, dall'oppio. Ce n'è un tipo che è 70 volte più potente della morfina, a parità di dose. E si usa per tagliare l'eroina. Sugli psicofarmaci ripeto quanto già detto: é segno dell' idiozia umana quello di sperare di curare i mali dell'anima con droghe sintetiche. E perdipiù prodotte da multinazionali senza scrupoli.

Scritto da silvio
04-03-2014 11:03

@gianni: medita che ti passa,nessuno e niente può farti uscire da questo stato,se non te stesso...per esperienza...ti consiglio di iniziare,cerca in rete e non date soldi ai santoni ..

Scritto da francesco floro
04-03-2014 08:03

la finiamo con questa storia che la cannabis provoca incidenti stradali..smettetela,altrimenti devo capire che fate lo stesso gioco....devo pensare che site gli anti...niente...è ora di finirla....

Scritto da William
03-03-2014 23:03

Tralascio l'analisi sugli Stati Uniti perchè ormai lì di umano non c'è rimasto niente ma " In Islanda almeno un abitante su 10 si fa una pastiglia al giorno di prozac " quindi la crisi non c'entra , come non c'entra sentirsi uniti e indipendenti ( l'Islanda ha rigettato il debito e si è dotata di un governo autodeterminato di democrazia diretta ). Non credo nemmeno che ci vogliano studi approfonditi o congressi medico - scientifici per capire che siamo in quello che si può definire "gatto che si morde la coda" : la scala dei valori è sovvertita , in alto ci sono il successo , la competizione , l'apparenza , il mito del benessere , della ricchezza , martellati in continuazione 24 ore al giorno più o meno esplicitamente ; Si prendeva ad esempio gli Stati Uniti , paese che ha illuso milioni di esseri umani con la baggianata del "tutto è possibile" e " per tutti c'è un opportunità " ... balle ... è come mettere una tavola imbandita per 10 persone in una stanza e in un altra 500 persone affamate a cui viene improvvisamente aperta la porta : si scanneranno. Le opportunità sono solo per chi comanda il gioco , agli altri non rimane che scannarsi per le briciole , da qui il disagio , perchè viene fatto vedere il miraggio ma non verrà mai raggiunto , qualcuno si illuderà di raggiungerlo ma avrà paura di perdere anche l'illusione ... il problema è che viviamo una vita finta , sprecata a rincorrere il nulla , ma quello che è ancora peggio è che corriamo sempre più veloci verso quel nulla , che è in definitiva il dare valore materiale ad ogni cosa , anche alle spirituali. Nel mio piccolo mi considero fortunato , ho avuto il dono di "intuire" già in tempi remoti , in piena ubriacatura generalizzata da benessere illimitato , che stavo percorrendo la strada sbagliata , mi sono fatto gli anticorpi. sono decenni che non prendo medicinali se non qualcosa per le normali influenze , ma si parla di una - due scatole di aspirina o similari in 30 anni , il medico di famiglia lo vedo una volta ogni 2 anni si e no , mai presi psicofarmaci , gli psicologi li considero i primi malati da curare ... sono stato fortunato , lo ripeto ... ma a volte la fortuna va anche cercata ...

Scritto da GIANNI
03-03-2014 18:03

la societa' di oggi , il periodo che stiamo vivendo porta ad essere depressi , e' gia' un po' che me ne sono accorto , soffro di depressione anchio ma non prendo psicofarmaci

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