Il tuo contributo
Categorie
Archivi
VISITE
Ti ringraziamo per essere passato sul nostro blog! Torna a trovarci presto!
Contatta Stampa Libera
Problemi tecnici?
Banner StampaLibera
Preleva il logo di StampaLibera
Libertà e rispetto
Questo sito sostiene i diritti dell'uomo, dei popoli, degli animali e tutti gli organismi viventi.

di Jean-Claude Paye – 22/11/2009
Fonte:
http://www.eurasia-rivista.org/

europaIl caso Swift è scoppiato quando, nel 2006, la stampa statunitense rivelò che questa società aveva, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, trasmesso clandestinamente al Dipartimento del tesoro degli USA alcune dozzine di milioni di dati confidenziali relativi alle operazioni dei suoi clienti [1]. Swift, società americana di diritto belga, tratta gli scambi internazionali di circa 8.000 istituzioni finanziarie presenti in 208 paesi. Essa assicura i trasferimenti di dati relativi ai pagamenti, ma non il trasferimento di denaro.

Malgrado le flagrante violazione delle leggi, europea e belga, sulla protezione dei dati personali, questo trasferimento non è stato mai messo in causa. Al contrario, l’UE e gli USA hanno firmato molteplici accordi per legittimare l’acquisizione dei dati riservati.

Tutti gli accordi sono stati giustificati nell’ambito della lotta al terrorismo. Il sequestro dei dati operato dalle autorità statunitensi è stato reso possibile grazie alla particolarità del sistema Swift. In pratica, tutti i dati riservati allocati nel server europeo erano parimente presenti in un secondo server di stanza negli USA. Ciò ha consentito alla dogana statunitense di prenderne possesso, giacché la legge americana consente questo tipo di sequestri.


Una razionalizzazione del sistema Swift

Dopo il giugno del 2007, era previsto che i dati Swift inter-europei non fossero più trasferiti negli USA, ma inseriti in un secondo server europeo. Tale nuova procedura si avvicinava di più alle norme europee ed eliminava la possibilità delle autorità statunitensi di acquisire le informazioni. Il nuovo server, piazzato a Zurigo, dovrebbe diventare operativo a partire dal mese di novembre 2009.

A seguito della riorganizzazione e contrariamente a ciò che era stato affermato nei precedenti accordi, Jacques Barrot, commissario europeo alla Giustizia, ha spiegato che i 27 desideravano fornire agli investigatori del tesoro degli USA l’accesso ai centri operativi europei amministrati dalla società Swift. Ha anche dichiarato che “sarebbe molto pericoloso in questa fase cessare la sorveglianza e il controllo dei flussi di informazione” ed affermato che le operazioni sul server americano di Swift si erano rivelate “uno strumento importante ed efficace”.

Barrot ha ripreso semplicemente le dichiarazioni del giudice Brugière, la “personalità eminente” designata dalla Commissione per “controllare” l’uso americano delle dozzine di milioni di dati trasferiti ogni anno. Quest’ultimo aveva detto che il sequestro aveva “permesso di evitare un certo numero di attentati”. Non era stato prodotto o citato alcun esempio che permettesse di verificare tali asserzioni. L’enunciazione del carattere indispensabile del sequestrio dei dati finanziari diventata la prova del successo di tale politica nella lotta contro il terrorismo. Veniva stabilita un’identità tra la parola e la cosa.

Un sequestro fine a se stesso
L’enunciazione della lotta al terrorismo basta a giustificare il sequestro dei dai finanziari

La ragione invocata acquista un carattere surreale quando si sa che la commissione ufficiale d’inchiesta sugli attentati dell’11 settembre 2001 non ha voluto indagare sui movimenti di capitali sospetti, registrati i giorni precedenti gli attentati stessi. Tuttavia, proprio prima degli attacchi dell’11 settembre, il 6, 7 e 8, hanno avuto luogo opzioni di vendita eccezionali sulle azioni delle due compagnie aeree (American e United Ailines) i cui velivoli furono sequestrati dai pirati, come anche sulle azioni di Merril Lynch, uno dei più grandi affittuari del World Trade Center. Queste informazioni sono state rivelate precisamente da Ernst Welteke, all’epoca presidente della Deutsche Bank, il quale ha anche dichiarato che c’erano molti più fatti attestanti che le persone implicate negli attentati avevano approfittato di informazioni confidenziali al fine di realizzare operazioni sospette. Tutti questi elementi, il fatto che un attentato terrorista non ha bisogno di importanti trasferimenti di fondi e la volontà politica di non investigare sui trasferimenti finanziari sospetti, ci mostrano che l’acquisizione dei dati finanziari dei cittadini è un obiettivo in sé.

Un abbandono della sovranità

La Commissione vuole dapprima firmare un accordo transitorio, che avrebbe effetto con la messa in marcia del server di Zurigo. Questo obiettivo è stato confidato alla presidenza svedese, rigettando così ogni possibilità di decisione condivisa con il Parlamento. Ciò ha la sua importanza, poiché il Consiglio segue praticamente ogni giorno le posizioni dei funzionari permanenti e costoro si rivelano essere, spesso, dei semplici canali dei negoziatori americani. Il commissario Barrot afferma di realizzare un accordo equilibrato, ma egli ha dovuto riconoscere che il testo attuale non include l’accesso delle autorità europee alle transazioni bancarie americane.

A questo accordo transitorio deve succedere un testo definitivo, anch’esso unilaterale. Si tratterebbe. Dopo un anno, di “rinegoziare” ciò che è stato accettato d’urgenza. Tale accordo dovrebbe essere validato dal Parlamento europeo, quando il Trattato di Lisbona, che dà a questa assemblea più poteri in materia di polizia e di giustizia, verrà applicato. La volontà proclamata di attendere la ratificazione del Trattato mostra che si tratta di far riconoscere, dal Parlamento, un diritto permanente delle autorità americane di sequestrare, sul suolo europeo, dati personali di cittadini dell’Unione. I nuovi “poteri” accordati al Parlamento trovano la loro ragione d’essere nella legittimazione dei trasferimenti di sovranità dell’UE agli USA.

Questa posizione ha il merito di essere trasparente, di presentare il Trattato, non come un testo costituzionale interno all’Unione, ma come un atto d’integrazione dell’UE in un’entità sopranazionale sotto la sovranità statunitense.

Questo nuovo accordo che permette alle dogane statunitensi di catturare, sul suolo europeo e senza alcuna reciprocità, dati personali dei cittadini dell’Unione, rappresenta un nuovo passo nell’esercizio della sovranità diretta delle istituzioni statunitensi sulle popolazioni europee.

1. « Gli scambi finanziari sotto controllo USA », Eurasia N° 1 2009, Gennaio/Marzo

Jean-Claude Paye, sociologo, autore de La fine dello Stato di diritto, manifestolibri. 

Contributi pubblicati in Eurasia: Spazio aereo e giurisdizione statunitense (nr. 4/2007, pp. 109-113), Gli scambi finanziari sotto controllo USA (nr. 1/2009, pp. 109-120).

Un Commento a “Unione Europea. Il nuovo sistema SWIFT e il nuovo abbandono della sovranità”

  • adriano michelon:

    oltre a queste (non meno importanti) situazioni di generalizzata impossibità di mantenere qualsivoglia informazione privata, dovreste analizzare la situazione allucinante e potenzialmente pericolosissima riguardante la normativa sul trasporto marittimo imposta al mondo intero dagli usa dal 2002, l’obbligo di trasmettere alla dogana usa tutti (e per tutti intendo veramente tutti) i dati sensibili di qualsiasi merce viaggi verso o passi in prossimità del territorio americano per noi che ci lavoriamol’amabile ams, advance manifest. . . se domani gli usa volessero embargare qualcuno dei partner commerciali potrebbero farlo sapendo chi e cosa colpire. . . e nessuno storce il naso o dubita che sia un po’ assurdo far sapere ad un governostraniero cosa produciamo, in che quantità, a che prezzo e a chi lo mandiamo (finanche il produttore effettivo dei beni in caso di merci prodotte da aktro fornitore rispetto al mittente). . . e, commento personale, sono pure permalosi.

Lascia un Commento

FREEPC
FREEPC
Nuove Opportunità
FREEPC
Vacanze nel Chianti
SCIE CHIMICHE
  • Siria: forte preoccupazione di Israele per fornitura armi russe
    Gerusalemme occupata - Una forte preoccupazione per la fornitura di armi russe alla Siria e' stata manifestata dal ministro della Giustizia israeliano Tzipi Livni. Si tratta di "un elemento non positivo e che non contribuisce alla stabilita' della regione, anzi al contrario". Livni ha anche ribadito il diritto di Israele all'autodife […]
  • Israele, Peres: no a compromessi con Iran
    Gerusalemme occupata - Il presidente israeliano Shimon Peres dice di no ad un eventuale "compromesso" con l'Iran nel corso dei negoziati con le sei potenze mondiali del cosiddetto '5+1'. L'ha detto durante l'incontro ad est di Gerusalemme (al-Quds) con il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle- il cui Paese e' […]
  • Iran, pres. Ahmadinejad visitera' in luglio la Russia
    Mosca - L’uno e due luglio il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad visitera' la Russia come previsto. Lo ha comunicato l’ambasciatore dell’Iran a Mosca, Mahmud Reza Sajjadi. Sabato, durante un incontro con i giornalisti russi, il diplomatico ha spiegato che “In Russia il l’uno e due luglio ci sara' un forum degli stati esportatori di gas ed il pr […]
  • Iran, giustiziate due spie di Cia e Mossad
    Teheran - Due cittadini iraniani condannati per aver compiuti attivita' di spionaggio in favore dei servizi segreti di Usa e Israele sono stati impiccati a Teheran. Lo riferisce l'agenzia Isna. Il primo, Mohammad Heidari, era condannato per aver raccolto informazioni segrete e di intelligence sull'Iran passandole al Mossad in cambio di denaro. […]
  • Siria: Germania, serve soluzione diplomatica
    Ramallah - Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, ha ribadito che la soluzione al conflitto siriano puo' essere solo negoziata. "Alla luce dei fatti, una soluzione politica e' l'unica che a lungo termine e in maniera duratura puo' portare pace e stabilita' in Siria, e anche un processo democratico". L'ha […]
Antonella Randazzo
  • Scontro tra Epifani e la Fiom "Piazza? Non risolve i problemi"
    (AGI) - Avellino, 19 mag. - "Non siamo mica una caserma" Guglielmo Epifani risponde cosi' alle domande dei giornalisti sulla partecipazione a titolo personale di alcuni esponenti del Pd alla manifestazione della Fiom di ieri. "Alle manifestazioni si va - prosegue il segretario del Pd a margine di una manifestazione elettorale ad Avellino […]
  • Epifani a Grillo, "la democrazia non funziona cosi'"
    (AGI) - Avellino, 19 mag. - "Non funziona cosi' la democrazia, io non mi permetterei mai di dire ad un grillino 'strappa la tessera'". Guglielmo Epifani, ad Avellino per una manifestazione elettorale, replica cosi' a Beppe Grillo, che ieri aveva invitato i giovani del partito Democratico ad aderire al suo movimento e a strappare […]
  • Governo: Alfano, ora non lasciar aumentare l'Iva
    (AGI) - Roma, 19 mag. - Il governo e' frutto di unmatrimonio di interesse, quindi "non vive della solidarieta' dei partiti, ma della comune volonta' di realizzare il programma". Lo dice in un'intervista al Corriere della Sera il vicepremier Angelino Alfano. "La sorte dell'esecutivo non e' legata ai processi di Ber […]
CONTANTE LIBERO!
ContanteLibero.it