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di Debora Billi – http://crisis.blogosfere.it

Non ricordo chi, diceva “E’ finita la guerra alla povertà, e i poveri hanno perso”. Nulla conferma di più tale asserzione che questa notiziola apparentemente di colore. Nelle entrate posteriori dei grandi magazzini H&M e Walmart di Manhattan, ci sono piccoli assembramenti di persone. Sono lì per frugare nei grandi sacchi di spazzatura che vengono portati fuori dagli addetti. Homeless? Barboni alla ricerca di arance? Niente affatto, si tratta di normali cittadini. E nei grandi sacchi giacciono centinaia di capi di abbigliamento nuovi, con ancora il cartellino attaccato. Sono i capi invenduti, quelli delle giacenze, e finiscono gettati via. Già ciò costituirebbe uno scandalo, se allo spreco non si aggiungesse una sorta di sadismo. Sì: perché magliette e pantaloni, prima di essere destinati ai sacchi, vengono dai commessi meticolosamente tagliuzzati con apposite lame, in modo che i disperati in attesa al freddo non possano comunque indossarli. Qualche maglia però sfugge al massacro, per questo ciononostante si fruga con alacrità.

La notizia riportata dal New York Times ha destato raccapriccio, in una New York dove un terzo dei cittadini è ormai sotto la soglia della povertà secondo l’amministrazione locale. La povera gente ha bisogno di coprirsi e sta morendo di freddo in tutta la città, ma invece di donare i capi invenduti questi magazzini li distruggono e li trattano come immondizia, così commenta in un’altra rubrica il NYT.

H&M si è affrettato a precisare che d’ora in poi donerà gli abiti in beneficenza, ma ormai un’idea ce la siamo fatta. Il problema è che si tratta dei soliti vestiti prodotti in Cina di cui il mondo è invaso, e che si vendono abitualmente ad un prezzo talmente basso che c’è poco margine persino per i saldi. La merce che resta sugli scaffali anche durante i saldi non può essere ulteriormente ribassata: il ricavo non vale neppure la carta dello scontrino. Costa meno buttarli via in blocco. Ma… c’è un ma: non si può rischiare che qualcuno la rivenda, magari sulle bancarelle o sottobanco, così viene distrutta. Peggio ancora: ricordiamoci che i clienti abituali di queste grandi catene a prezzi bassissimi sono gli stessi che, non arrivando a fine mese, indosserebbero più che volentieri una maglia nuova di zecca pescata dal saccone. Lasciandogliela prendere a gratis, insomma, i magazzini farebbero concorrenza a se stessi.

A tal punto siamo ridotti.

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