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Quando due mesi fa in Usa ci fu un calo statistico nella disoccupazione ufficiale alcuni giornali italiani titolarono che in America ripartiva il lavoro. Che facce di bronzo! Solo interessate alla propaganda come durante la guerra fredda, proprio perchè sanno benissimo che la crisi è di sistema. Gli ultimi dati statunitensi dicono che l’occupazione è ulteriormente calata di 85 mila persone lasciando inalterato al 10% il tasso di disoccupazione. Andando sul sito del US Bureau of Labor Statistics si constata invece che l’occupazione è calata di quasi 8 volte di più delle cifre comunicate alla stampa.
Infatti nel mese di novembre la forza lavoro, cioè tutte le persone abili nell’età che va dai 16 ai 64 anni disposte a lavorare, ammontava a 153 milioni e 720 mila persone, mentre a dicembre se ne registravano 153 milioni e 59 mila, un calo di 661 mila persone. L’occupazione totale, compresa quella agricola, a dicembre era di 137 milioni e 792 mila persone che rappresenta una riduzione di 587 mila unità rispetto al mese precedente. La caduta dell’occupazione di 85 mila persone scaturisce dal fatto che nel calcolo viene escluso il settore rurale. Considerando anche quest’ultimo si osserva come la crisi colpisca sia i lavoratori dell’industria manufatturiera e delle costruzioni, che gli addetti all’agricoltura. Abbiamo quindi un quadro di effettiva grande depressione del lavoro. In un paese ove la popolazione cresce arrivando a 304 milioni il 31 dicembre, cala sia il tasso di partecipazione che il rapporto tra l’occupazione totale ed il tasso di partecipazione. A ciò si deve aggiungere che, sempre secondo il Bureau of Labor Statistics, in dicembre due milioni e mezzo di persone cadevano nella categoria di «marginalmente connesse alla forza lavoro», un incremento di 578 mila unità sul mese di novembre. Queste persone nota il Bureau of Labor non sono contabilizzate nella forza lavoro perchè nei dodici mesi precedenti non erano tra quelle che cercavano lavoro. Marginalmente connesse significa disoccupazione a tutti gli effetti. Dal lato del lavoro sia gli Usa che l’Unione europea sono nella seconda Grande Depressione della storia del capitalismo oligopolistico la cui gestione proprio nell’anno della crisi 2009 è diventata solo funzionale alle esigenze del capitale finanziario che ormai sintetizza il capitale globale. Joseph Halevi 14.01.2010

Un Commento a “USA. Senza lavoro otto volte di più di quelli ufficiali”

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