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Martedì 10 Novembre 2009 – 9:13 – Rinascita fonte: http://www.rinascita.info/cc/RQ_Economia/EkVZlVVEAkNfdqJMSf.shtml

Questo fantasma si chiama “signoraggio”.
Mettiamo i puntini sulle i. Il signoraggio, di per sé, non è una bufala ma un fatto, un dato certo dell’attuale sistema economico, come le tasse, le imposte, l’evasione e l’ “io speriamo che me la cavo”.


Riprendiamo in stralci un’analisi di Pietro Cambi edita su http://crisis.blogosfere.it/.
“… se stampo pezzi di carta che mi costano, come complessivo della loro realizzazione, mezzo euro l’uno e ci scrivo sopra 100 euro e qualcuno dice che quei pezzi di carta sono denaro, ecco che ho appena esercitato un diritto, di stampo feudale per alcuni (di qui il termine signoraggio), quello di stampare moneta con un valore nominale diverso da quello reale, cosi realizzando un sonoro utile…”.
Questo, è bene chiarire, è un fatto.
Un fatto ovviamente un filo complicato ma resta il fatto che stampare moneta, specialmente ora che questa stampa è scollegata da beni reali ad essa collegabili, è una ottima fonte di reddito.

Resta quindi da capire a chi va questo reddito, in particolare in Italia.
Andiamo, per capire meglio, alle interrogazioni parlamentari recenti in merito al signoraggio e riportiamo la risposta ufficiale del governo del tempo (Prodi, 2007), da parte dell’allora viceministro dell’economia e delle finanze: Roberto Pinza, che potrete cercarvi a conferma da soli:

“Per quanto concerne il quesito relativo al reddito dei ‘diritti di signoraggio’ realizzato dalla Banca Centrale Europea e quanto di questo reddito sia stato ridistribuito tra le Banche Centrali Nazionali, si precisa che con Decisione ECB/2001/15, la BCE ha regolamentato l’allocazione all’interno dell’Eurosistema delle banconote in euro in circolazione. Essa attribuisce alla BCE una quota pari all’8 per cento delle banconote in euro messe in circolazione dalle Banche centrali Nazionali; il restante 92 per cento viene ripartito fra le Banche centrali nazionali in proporzioni pari alle rispettive quote di partecipazione al capitale della BCE capital key.(1)
Sulla propria quota di banconote in euro, la BCE ricava un reddito da signoraggio le cui modalità di redistribuzione sono ora contenute nella Decisione ECB/2005/11. Essa prevede che il signoraggio della BCE debba essere ridistribuito alle BCN in proporzione al rispettivo capital key, a meno che il Consiglio direttivo decida di trattenerne (in tutto o in parte) il relativo ammontare a causa di: a) una perdita d’esercizio della BCE o un utile netto inferiore all’importo del signoraggio; b) una assegnazione al Fondo di accantonamento a fronte dei rischi di cambio, di tasso d’interesse e di prezzo sull’oro”.

Quindi:
1) Il reddito da Signoraggio è una realtà. Punto ed a capo.
2) Tale reddito per il 92% entra direttamente nelle casse degli Istituti Nazionali, mentre per l’8% in quelle della BCE, che provvede a ridistribuirlo alle banche centrali Nazionali (BCN) in proporzione alle loro quote.

Potrà interessare che la Banca d’Italia ha versato circa 700 milioni di euro come quota capitale della Banca Europea, su un totale di soli 4 miliardi di euro. E non vi sembra incredibile che un istituto enorme come la BCE abbia un capitale sociale di partenza di soli 4 miliardi di euro?

Ah, beh, ma ovviamente questo capitale è stato congruamente rimpinguato anche dal reddito da signoraggio…

E in Italia?
Innanzitutto: sapete quale è il capitale sociale della Banca d’Italia?
Tenetevi forte: è di ben 156.000 euro. Ovvero 56.000 in più, chissà perché, del minimo di legge per fondare una Spa.
Nella stessa risposta ad interrogazione parlamentare, infatti, leggiamo: “la partecipazione al capitale della Banca d’Italia è disciplinata dagli articoli 3 e 49 dello Statuto. Il capitale, di ammontare pari a 156.000 euro, è rappresentato da 300.000 quote di partecipazione nominative di 0,52 euro ciascuna. La disciplina della titolarità delle quote di partecipazione fa rinvio alle disposizioni legislative. È, altresì, stabilito che la cessione di quote del capitale avviene solo previo consenso del Consiglio Superiore e su proposta del direttore nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto e di una equilibrata distribuzione”.
Di fatto il reddito da signoraggio viene in parte restituito allo Stato sotto forma di imposte e tasse varie, mentre una quota che oscilla dal 20 al 40% va ad aumentare le riserve della Banca d’Italia e solo una infima parte costituisce rendita per gli azionisti privati della banca stessa, ovvero la stragrande maggioranza dei principali istituti di credito italici.
Da uno stralcio dello Statuto della Banca d’Italia si apprende tuttavia che il signoraggio viene in parte prelevato dallo Stato, sotto forma d’imposta, e il rimanente resta alla banca centrale, che lo utilizza per coprire i costi di funzionamento e, per l’eventuale parte eccedente, costituisce utile netto. Ma la Banca d’Italia è un ente pubblico (lo statuto parla di istituto di diritto pubblico) i cui partecipanti possono anche essere dei privati; infatti, al suo capitale partecipano sia enti pubblici che, soprattutto, privati [nella stragrande maggioranza: 95%].

Quindi:
1) In Italia il reddito da signoraggio è una realtà e, per una percentuale oscillante tra il 20 e il 40% va a costituire la riserva valutaria della Banca d’Italia. Una riserva che “tutela” gli azionisti (Banca Intesa, per esempio ritiene che il valore reale della sua partecipazione al capitale di Bankitalia sia di circa 7 miliardi e 500 mila euro…).
Insomma è evidente: il reddito da signoraggio esiste, viene riscosso in modo invisibile a tutti i cittadini e va a costituire un tesoretto di cui usufruiscono, con tassi risibili, quando e se necessario, sulla base di “indipendenti valutazioni” del suo governatore, in primo luogo gli azionisti di Bankitalia stessa.
Non sarà un complotto: certo è un ottimo affare per le banche-azioniste della Banca “nazionale” (sic) d’Italia e una bella garanzia di trovare copertura, con i nostri soldi, in caso di crack da speculazione.
Questo, se ci pensate, ci fornisce qualche indizio sul motivo per il quale i famosi “Tremonti bonds” sono stati tanto orgogliosamente rifiutati dalle banche nostrane. Avere un tale tesoretto “indipendente” a cui attingere in caso di bisogno, senza bisogno di chiedere alla politica aiuta… eccome se aiuta.
Con tanti cari saluti e abbracci per ogni cittadino che su ogni euro versa alle banche una “tassa di signoraggio” per alimentare i profitti di tali Signori del denaro.

(1) http://www.ecb.int/press/pr/date/2004/html/pr040426.en.html

4 Commenti a “Signoraggio: uno spettro si aggira sull’Italia”

  • Damiano:

    Allora probabilmente la truffa più grande sta nel signoraggio secondario?

  • Giuseppe:

    Come può il signoraggio essere restituito in parte allo Stato sotto forma di imposte e tasse se non figura come utile?

    Come si fa a definire “tesoretto” l’astronomica cifra di 70 mld di € all’anno?

    E il signoraggio secondario? Quello delle banche commerciali?

    Chi è il proprietario della cosiddetta “riserva valutaria”?

    Questo articolo è pura disinformazione. Si ammette una verità ma la si deforma a tal punto da renderla irriconoscibile.
    Non tocca il punto di fondo: la creazione dal nulla dei mezzi monetari e la successiva usurpazione della loro proprietà da parte di soggetti privati.

  • Sono particolarmente affezionato all’Autrice di questo articolo (peraltro mia cara amica FaceBook) sul Signoraggio, causa unica dell’astronomica TRUFFA del “Debito pubblico”, assolutamente non dovuto.
    Unitamente alla collega Antonella Randazzo e tanti altri perfetti analisti della realtà del Sistema, profondamente ingiusto, il quale fa sì che tutte le tasse sono esclusivamente a danno dei poveri, dannati del mondo, che poi, alla fin fine, dice il saggio imprenditore Nicolò Giuseppe Bellìa, “non apporta alcun vantaggio ai ricchi, è unicamente a danno dei poveri”. Quindi un Sistema marchiato della sola MALVAGITA’, la quale, è pura *CRETINERIA*, come afferma l’indimenticabile Oriana Fallaci nel cap. 9 de’ “La forza della Ragione”.
    In questo articolo, fa notare l’Autrice: “Il signoraggio, di per sé, non è una bufala ma un fatto”. Ma dico io, è un FATTO che più abbominevole per l’umanità non esiste!

    Nel mio ultimo post su http://inenascio.splinder.com, “non è una bufala” l’indicazione di come l’Italia e tutte le Nazioni potranno finalmente LIBERARSI da tutto il MALE magistralmente diagnosticato dalla massima intellighenzia di sinistra.
    Fate di tutto per ottenere NIENTE, approfondite la conoscenza della mia 15ennale vicenda e otterrete TUTTO. Intanto, un caro saluto circolare :-)

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Gianni Lannes
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