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Fonte: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2010/01/le-societa-di-mutuo-soccorso.html
a cura di Ubaldo Schiavo*

Da Consul Press, Dicembre 2009 – Gennaio 2010

La storia italiana delle società di mutuo soccorso.
Periodo antecedente alla legge 15 aprile 1886 n.3818.

Cesare Ponzi, un ideatore della mutualità italiana

L’idea mutualistica di affrontare insieme difficoltà o problemi dei singoli o di una categoria di persone risale a tempi remotissimi.
Già nella letteratura della Grecia antica, si ritrovano forme di sinedries éramos (cooperazioni operaie) mentre in quella romana sodalilates o di collegia opificum, che rappresentavano forme di organizzazione volontaria per affrontare i disagi dovuti a malattie, invalidità, guerre, povertà o vecchiaia e costituivano una protezione per diverse categorie professionali.
Successivamente, con la decadenza di queste civiltà, bisogna aspettare il Medio Evo per ritrovare forme associative create per scopi mutualistici.
E’ però nel periodo del Rinascimento che diversi mestieri e professioni si organizzano e si riuniscono sotto diverse denominazioni: per esempio, in Scandinavia e Danimarca troviamo le Guilds, società di assistenza; in Germania le Gilde ma anche gli Hirsch Dunkerrsche Gewewrerkreine fra gli operai ed il Knappschaftsverin fra i minatori; in Francia sono diffuse le associazioni di compagnottaggio secours mutuel per offrire assistenza ai membri di una stessa professione nei loro spostamenti da un paese all’altro attraverso associazioni affiliate.


In Italia le denominazioni variano di città in città e di regione in regione: per esempio, in Toscana ci sono le Arti ,a Venezia le Fraglie, a Roma le Senole, a Genova gli Alberghi, in Sardegna i Gremi.
Ma lo sviluppo di un vero e proprio sistema mutualistico si ha intorno alla metà del XIX secolo ed è collegato alla rivoluzione industriale ed ai problemi di ordine sociale che da essa scaturiscono, per supplire alla carenza di ogni forma di stato sociale ed aiutare i lavoratori che si trovavano nella impossibilità economica di far fronte ad eventuali eventi dannosi che li colpiscono.

E’ nell’Inghilterra vittoriana, colpita da una serie di rivoluzioni settoriali, che andavano dal settore dell’ agricoltura a quello dei trasporti, delle innovazioni tecniche fino a quelle finanziarie, che sorgono le prime associazioni di mutuo soccorso tra lavoratori dette Friendly Societes..
In questo Paese, infatti, il processo di industrializzazione inizia in netto anticipo rispetto alle altre nazioni e vede presto sfruttato un enorme numero di lavoratori nelle fabbriche, comprese donne e bambini a partire di 9/10 anni.

Le Friendly Societes sono associazioni, tutt’oggi esistenti, basate su un accordo stipulato da persone allo scopo di soccorrersi vicendevolmente per il caso di danno. Rappresentano una forma alternativa di assicurazione, ma non basata sul sul sistema contrattuale, bensì su quello mutualistico.

Queste associazioni, poi chiamate “cooperative”, sono presto imitate in altri Paesi contribuendo ad espandere il concetto di mutuo aiuto per la difesa di interessi di consumi e di lavoro.
Non trascorre molto tempo che alcune di esse assumono carattere di associazioni generali dei lavoratori, arrivando a determinare la nascita delle Trade Unions nel 1825 in Inghilterra e di forme parallele ”più sindacali” in Germania nel 1869, fino in Italia (dove saranno riconosciute nel 1902).

Le forme di mutualità volontaria si moltiplicano dalla seconda metà del XIX secolo in tutta Europa.

I contributi dei membri sono fissati sulla base della ripartizione dei rischi e molte mutue sono coinvolte anche nella prestazione di cure tramite istituti nati su loro iniziativa o tramite prestatori di servizi con i quali hanno stipulato contratti per meglio controllare i prezzi e l’offerta delle cure mediche (pratica che proseguirà fino ai nostri giorni).

In Italia il processo di industrializzazione si sviluppa con maggiore ritardo: all’inizio dell’unificazione il paese ha ancora una vocazione essenzialmente agricola e la struttura industriale è ancora arretrata, basta pensare che i chilometri di “strada ferrata” in Italia sono solo 2000 a fronte dei 17.000 dell’Inghilterra e che l’industria siderurgica non è ancora stata avviata, mentre nello stato inglese produce già 3 milioni di tonnellate di acciaio.
Tuttavia, grazie alla promulgazione dello Statuto Albertino il 4 marzo 1948, che all’art.32 sancisce il diritto alla libertà di associazione ed all’abrogazione degli articoli del Codice Penale limitanti tale libertà, cominciano subito a essere costituite le prime società di mutuo soccorso (SMS).

Fino ad allora l’unica forma di difesa dei lavoratori contro la cessazione dal lavoro per qualunque motivo si aveva attraverso le “Corporazioni”, alla cui esperienza, comunque, si rifanno le prime forme di SMS, che, basate su concetti mutualistici, vanno a scalzare l’importanza delle Corporazioni, troppo settoriali e statiche.

Bisogna considerare che il processo di sviluppo del pensiero mutualistico non è assolutamente repentino. Le prime forme assistenziali di tipo mutualistico/corporativo hanno origine o da una certa borghesia “illuminata” animata da spirito filantropico, per concedere sussidi, in particolare modo in caso di malattia – e di organizzare iniziative per innalzare il livello culturale e sociale dei lavoratori, oppure trovano spazio nell’ambiente caritativo ecclesiastico.

Le forme assistenziali di tipo mutualistico/corporativo hanno avuto il grande merito di portare la classe lavoratrice ad una progressiva presa di coscienza e desiderio di ricerca in sé stessa, prima ancora che nelle istituzioni politiche, religiose o nella classe borghese, della forza e degli strumenti necessari per fare fronte alle proprie esigenze.

*REVISORE CONTABILE
COMMISSARO LIQUIDATORE presso il Ministero Attività Produttive

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