01/02/2010
Mentre Obama ribadisce agli europei il ruolo, l’obbligo, degli aderenti Nato di schierarsi in una eventuale guerra in difesa di un qualsiasi membro aggredito, en passant minaccia Cina, Nord Corea, Iran, Venezuela e Russia. Sono i nuovi stati canaglia ovviamente!
Gli Usa sono ad un passo dal tracollo ma hanno un settore economico che tira in controtendenza ed è l’industria bellica, l’industria della morte. Cosa non farebbero pur di non pagare i debiti contratti con Cina, Russia, Giappone e Brasile dopo aver venduto, in cambio del salvataggio delle loro banche a delinquere, l’anima a Israele inserendo nel governo Usa i rappresentanti più determinati del piccolo Stato?
Una guerra perenne in mezzo mondo non sembra essere una ipotesi tanto fantascentifica. Purtroppo vi sono tanti, troppi elementi a conferma di questa tendenza… La loro tecnica detta dei false flag è utilizzata da sempre dagli anglosassoni Olanda compresa. E’ facile, serve solo un pretesto, un casus belli costruito ad arte, come un altro attentato appariscente… mentre i nostri vari capi politici dell’Europa serva, da Sarkozì a Berusconi, da Gordon Brown alla Merkel, sono schierati con gli aggressori planetari esportatori di democrazia al fosforo e all’uranio, e seppur con qualche distinguo si appiattiscono sulle posizioni guerrafondaie di Usa e Israele…
Fonte: peace reporter.net
Iniziata da Gerusalemme la visita di tre giorni del presidente del Consiglio
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è arrivato oggi a Gerusalemme da dove comincerà una visita di tre giorni in Israele. Prima di partire, ieri, Berlusconi ha evidenziato i temi in agenda da discutere durante i suoi incontri con i rappresentati dello stato ebraico: fermare la politica degli insediamenti in Cisgiordania, dialogare con la Siria partendo dalla restituzione delle alture del Golan e mandare un chiaro segnale all’Iran sul nucleare attraverso un rafforzamento delle sanzioni Onu. Nella cerimonia di apertura, Berlusconi ha espresso quello che ha definito un suo sogno: “Israele, membro dell’Unione Europea”. E mentre Berlusconi sottolineava la vicinanza dei due popoli, il premier israeliano Benyamin Netanyahu lo ha definito “il più grande amico di Israele nella comunità internazionale”.
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Anch’io sogno Berlusconi fuori dall’Europa, ma conoscendo sia la strada vecchia, che quella nuova… passi lunghi e ben distesi per tutti e due.
Rettifico quanto detto nel precedente commento sul primo soggetto, questi, dopo aver avuto delucidazioni di movimenti di cui la nostra stampa o meglio la penosa raccolta di giornalisti che scrivono sui giornali nazionali, i quali si guardano bene di metterci a conoscenza di informazioni di tutto rispetto, come quella appena letta qui: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6727
per quanto riguarda invece il secondo soggetto, entrando nella comunità europea forse potrebbe decretare la fine delle sue insulse attività, in quanto come appartenete alla comunità stessa, ha da rendere conto delle sue azioni, azioni che finora mai sono state conformi ai trattati internazionali, tanto da aver collezionato e disatteso ben 72 risoluzioni ONU con le quali veniva ripresa e di cui se n’è altamente fregata.
Dopo essersi preso la statuetta in faccia è tornato amico degli ebrei dimenticandosi il signoraggio……………è proprio un mercenario………….