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Fonte icberg finanza

Come ho scritto non più tardi di una settimana fa…In attesa che la nebbia si dissolva su questa vicenda, DER SPIEGEL ci racconta che Goldman  Sachs  avrebbe  aiutato  la  Grecia ad approfittare di un vuoto normativo al fine di ridurre la vera entità del proprio deficit.

Nel fine settimana, il NYTimes pubblica un altro dettagliato resoconto, ricordando come nell’altra sponda dell’Atlantico, la questione non ha avuto grande rilevanza come ha invece sottolineato Der Spiegel.

Sul Sole24Ore Vittorio Da Rold e sulla Repubblica Federico Rampini, riportano la notizia con i dovuti particolari, di una finanza creativa che nella sostanza non si limita ad essere solo creativa ma anche profondamente distruttiva.


Inutile ricordare le imponenti colpe della politica, che nella sua profonda connivenza continua ad assecondare il gioco finanziario.

Se le grandi firme di Wall Street, ma non solo, basti pensare all’allegra compagnia dei derivati che ha invaso le amministrazioni italiane, hanno aiutato alcuni paesi a liftare il proprio bilancio con strumenti finanziari derivati, quanti sono i bilanci mondiali, privati e pubblici, realmente affidabili? Inutile ricordare ai lettori di Icebergfinanza, il famigerato ” Mark to Model ” valutazione soggettiva minima teorica, tra il costo storico e il valore dei titoli scontato dei proventi futuri presunti, per assets da detenere sino alla loro naturale scadenza.

Tecniche finanziariamente virtuose, quelle di rimandare all’infinito, la responsabilità del debito. Un po come quelli che pagano le rate del mutuo con la carta di credito, e la carta di credito con un affidamento qualsiasi. Debito su debito all’infinito, ipotecando le generazioni future.

Ormai della finanza creativa non si stupisce più nessuno, abbiamo perso da tempo la capacità di stupirci , di indignarci, ma della finanza distruttiva, forse qualcosa in più bisognerebbe raccontare. Se un’istituzione finanziaria, “aiuta” uno stato a “liftare” i propri bilanci, essendo a conoscenza della eale situazione finanziaria e possibile che quando è il momento, sia  a disposizione di informazioni “sensibili”, padrona di assimmetrie informative, che possono essere utilizzate per speculare contro o a favore di una qualsiasi situazione contabile o finanziaria.

Phil Angelides, presidente della commissione di inchiesta federale sulle cause e sulle responsabilità della crisi, ha recentemente utilizzato una monumentale metafora, in riferimento alla speculazione messa in atto da Goldman Sachs, che prevedeva operazioni simultanee di collocamento e contestuale vendita a breve sul mercato, di pacchetti di titoli tossici.

«Perdoni la franchezza, ma a me questa sembra la storia di uno che vende un’auto sapendo che è guasta e poi fa un assicurazione a suo vantaggio sulla vita del guidatore che l’ha comprata ”

Le assicurazioni sulla vita, di coloro che hanno comprato auto guaste sono  i famigerati credit default swap, assicurazioni vendute da “medici” che conoscono i dati sensibili.

Fin qui nulla, di nuovo, ma diamo un’occhiata a cosa ci racconta Simon Johnson, di Baseline Scenario., segnalatoci dal nostro Raffaele Mascetra, non una fonte qualsiasi ma un blog nato nel settembre 2008, citato dalle maggiori testate economico finanziarie del paese, un blog della massima autorità.

Ebbene, Simon Johnson, ex capo economista presso il Fondo Monetario Internazionale e professore al MIT, oltre che mebro di altri importanti istituti, ci ricorda che Goldman Sachs, ma non solo è stata salvata con la garanzia implicita del governo americano, in nome della “presunta”, aggiungo io, stabilità finanziaria globale.

Ebbene ricordando gli ultimi suggerimenti “finanziari” per nascondere ulteriormente la situazione contabile greca, offerti dal sistema finanziario, Johnson, sottolinea l’azione destabilizzante sulla fiducia di bilanci senza trasparenza che minano i più elementari principi che stanno alla base del corretto funzionamento dei mercati. Quando la realtà è nascosta, il fenomeno “subprime” insegna che la tempesta è dietro l’angolo.

Ricordando il caso della Barings, un solo operatore economico disonesto, può far crollare una banca, ma una sola banca disonesta è sufficiente, a far esplodere il sistema finanziario. Ricordate il granellino di sabbia, della Madre di tutte le crisi?

Certo, sottolinea Johson, tutto “business as usual” e per essere sicuri, qualche telefonata intorno a Washington, aiuterà che il supervisore primario, la Federal Reserve, giri lo sguardo da un’altra parte.

Sarà interessante osservare se l’interessamento delle autorità europee, avrà un seguito, o se sarà come sempre, un interessamento di facciata. Questi sono i quesiti che Johnson si pone:

a) Quali governi hanno lavorato con Goldman Sachs in questi anni e su quali basi. Tutte le azioni messe in atto prima o dopo l’introduzione dell’euro dovrebbero essere accuratamente riesaminate.

b) Operazioni messe in atto e modalità di segnalazione del debito pubblico.

c) L’accusa è che Goldman abbia deliberatamente e in maniera premeditata, suggerito di nascondere la reale situazione contabile. Se è vero, in che misura ha aiutato altri paesi,( tra cui il nostro sembra…) ad entrare o a cercare di entrare  nell’Euro?

d) Quale è il vero livello di passività della Grecia, senza il quale è impossibile progettare un qualsiasi intervento di sostegno, al di la delle dichiarazioni di maniera, aggiungo io?

e) Ci sono altri paesi aiutati in questo modo da Goldman, Svizzera o Inghilterra, tanto per fare qualche nome?

f) Goldman ha esaltato le virtù del debito pubblico greco o di altri paesi, contribuendo nel contempo a ingannare gli investitori sui rischi reali di tali debiti e quali gli interessi di Goldman in questi titoli?

g) Ci sono prove che Goldman ha strutturato operazioni analoghe per il settore privato – che consente alle aziende di nascondere il proprio livello di indebitamento? Alcuni di questi titoli, sono stati suggeriti da Goldman, per la lista degli acquisti.

h) Le autorità di vigilanza erano a conoscenza della attività di Goldman Sachs, in Grecia e in altri paesi dell’area euro, approvandone le operazioni che minano l’integrità dell’unione europea?

i) Dove stava la Banca Centrale Europea mentre tutto ciò stava accadendo, affascinata probabilmente dalla finanza creativa di Wall Street?

l) Ogni funzionario responsabile era davvero convinto che Goldman stava proponendo, il sacro Gral della produttività, il dogma dell’innovazione finanziaria, piuttosto che una soffisticata forma di truffa legalizzata?

Tutte domande legittime, che il sistema ha smesso di porsi, in quanto ha perso la capacità di indignarsi e l’inganno e la menzogna sono parte integrante di questo sistema. la regola, non l’eccezione, o perlomeno la regola dominante.

Ecco perchè la Madre di tutte le crisi ci accompagnerà per molto più tempo di quello che nessuno è in grado di immaginare, l’intreccio finanza e politica, è il granellino di sabbia che bloccherà per molto tempo la possibilità di qualsiasi ripresa, socializzando le perdite e privatizzando i profitti.

Johnson si chiede per quanto tempo ancora il governo degli Stati Uniti, resterà intimamente legato a Goldman Sachs in questo tipo di azioni destabilizzanti, quale è la sua priorità, una ripresa sostenibile e un sistema finanziario sostenibile o un set particolare di banche di investimento.

Se mai qualcuno non avesse ancora compreso la questione, ascoltiamo insieme, Otmar Issing, alto funzionario della Banca Centrale Europea:

(ANSA) – NEW YORK, 15 FEB – L’Europa non puo’ permettersi di salvare la Grecia. Lo afferma, sul Financial Times, Otmar Issing, ex membro del board della Banca Centrale Europea, secondo il quale “e’ certamente vero che per l’Unione economica e monetaria Europea questo e’ un momento decisivo”. Issing osserva come gli aiuti finanziari alla Grecia da parte di altri paesi europei violano i trattati europei e mettono a rischio le fondamenta dell’Unione monetaria. “L’Unione monetaria e’ basata su due pilastri. Uno e’ la stabilita’ dell’euro, garantita da una Banca Centrale indipendente e con il chiaro mandato di mantenere la stabilita’ dei prezzi. L’altro e’ la solidita’ fiscale”, dei conti pubblici, e che fa capo “ai singoli stati membri. L’Unione monetaria non rappresenta uno stato, e’ un accordo internazionale unico nella storia. Negli anni 1990 diversi economisti, fra i quali anche io, hanno messo in guardia sul fatto che creare un’unione monetaria prima che politica significava mettere il carro prima del cavallo. Ora la domanda e’ se l’unione monetaria puo’ sopravvivere senza un’unione politica”. “Entrando a far parte dell’Unione, ogni paese ha accettato le sue regole. Entrarvi a far parte – aggiunge Issing – ha portato molti vantaggi” a molti paesi, inclusa la Grecia. Ma la concessione di “assistenza finanziaria a paesi che hanno violato i termini della partecipazione all’unione monetaria sarebbe un duro colpo alla credibilita” dell’unione stessa. “Trasferire soldi dei contribuenti di un paese che ha rispettato le norme previste a una nazione che invece le ha violate – mette in evidenza Issing – creerebbe ostilita’”. La crisi attuale e’ per l’Unione Monetaria “l’ultimo test per vedere se l’accordo istituzionale puo’ sopravvivere nel lungo termine senza un accordo politico”.(ANSA).

Purtroppo come ricorda Simon Johnson, il signor Issing, ha trascurato di evidenziare che lui è un consulente di Goldman Sachs, FTArchivesFormer ECB guru Issing to join Goldman Sachs ” come riportato in questo pezzo, un piccolissimo accenno di conflitto di interesse, niente di rilevante sia chiaro.

Altro che crisi finanziaria ed economica, altro che nichilismo, questa è la Madre di tutte le crisi antropologiche della Storia, come sostiene Icebergfinanza dall’inizio del suo viaggio.

2 Commenti a “FINANZA CREATIVA o FINANZA DISTRUTTIVA?”

  • marco:

    16.02.2010 – Chiunque ma non Draghi
    Di G.P. Chi spinge il nome di Mario Draghi sullo scranno più alto della BCE? Chi lo vuole successore di Mr. “rigore monetario”, il francese Jean-Claude Trichet? Nessuno dei paesi-pilastri dell’Unione Europea eccettuato, ovviamente, il nostro che in nome della bandiera e della patria combatte battaglie autolesionistiche e di retroguardia.

    http://www.cpeurasia.org/?read=47166

  • mario:

    Partendo dalla certezza che i debiti pubblici di tutte le nazioni della
    area Euro sono una truffa, se non ci riappropriamo della ns.Sovranità
    monetaria, penso che non ci sia via di uscita.

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