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Traduzione di Alessandro Lattanzio fonte:sitoaurora

RIA Novosti 8 ottobre

AFP 22 ottobre 2009 – I militari della Russia devono prepararsi a un tipo di conflitto a grande scala, che sembrava improbabile subito dopo la fine della Guerra fredda, ha detto un alto funzionario della sicurezza russa. “Nel 1993, abbiamo detto che i conflitti militari erano stati esclusi, ma la vita ha dimostrato questo non è così“, avrebbe detto Nikolaj Patrushev, il segretario del Consiglio della Sicurezza Nazionale della Russia, secondo le agenzie di stampa. “Ci sono stati conflitti regionali e locali, e non possiamo escludere grandi conflitti su vasta scala, e dobbiamo essere pronti a ciò“, ha detto ai giornalisti Patrushev, dopo un incontro a San Pietroburgo.


Patrushev ha formulato le osservazioni mentre discuteva della nuova versione della dottrina militare della Russia, il principale documento di pianificazione strategica per le forze armate del paese, che i funzionari hanno redatto negli ultimi mesi. La dottrina attuale risale al 2000 e la versione precedente al 1993, quando il crollo del comunismo sembrava inaugurare un’epoca di relazioni pacifiche fra Mosca e il suo ex nemico della guerra fredda, Washington. La scorsa settimana Patrushev ha detto che la nuova dottrina permetterebbe alla Russia di realizzare un attacco nucleare “preventivo” contro potenziali aggressori, un allentamento della politica attuale di Mosca sull’uso delle armi atomiche. La nuova dottrina sarà presentata al presidente Dmitry Medvedev, entro la fine di quest’anno, ha detto Patrushev, che è anche un ex dirigente del servizio di sicurezza della Russia, l’FSB, il successore del KGB sovietico.

La Russia andrà avanti con i missili all’Iran
UPI 23 ottobre 2009 – Mentre gli Stati Uniti e i loro alleati contrattano con l’Iran sul suo programma nucleare, Mosca ha alimentato il disagio occidentale con i suoi legami militari con Tehran, impegnandosi a continuare a vendere armi alla Repubblica islamica. Ciò ha sollevato la speculazione che potrebbe spazzare via le accese obiezioni degli Stati Uniti e d’Israele, che l’offerta all’Iran degli avanzati missili superficie-aria S-300PMU, può aumentarne notevolmente le difese contro le incursioni aeree. I russi, che hanno respinto la proposta di irrogazione delle sanzioni economiche contro l’Iran, definendole “controproducenti“, stanno mantenendo le acque torbide, con dichiarazioni contraddittorie e ambigue per quanto riguarda gli S-300.
L’agenzia di stampa russa Interfax, citando una fonte del governo russo, ha riferito che Tehran non ha ancora versato a Mosca i soldi per il contratto del 2005 del valore di 800 milioni, perché Mosca non ha ancora dato la sua approvazione finale all’accordo. “Il contratto è stato congelato a tempo indeterminato a causa di una serie di circostanze. Subito dopo essere stato firmato“, avrebbe detto la fonte. “Molto dipende da una serie di circostanze politiche sul presente contratto, che ha cessato di essere semplicemente un affare commerciale.” Tuttavia, il giorno seguente, il servizio federale russo per la cooperazione tecnica e militare ha dichiarato: “La Federazione russa attua i piani ulteriori della cooperazione tecnico-militare con la Repubblica islamica dell’Iran, in stretta conformità con la normativa vigente e i suoi obblighi internazionali.
Secondo Interfax, se la vendita ottiene l’approvazione finale da parte del Cremlino, la consegna può iniziare immediatamente, visto che i missili sono stati preparati per la spedizione nei depositi del Ministero della Difesa. L’accordo prevede cinque batterie di missili S-300PMU1 – 40-60 lanciatori ciascuna con quattro tubi lanciamissili, con radar e unità di controllo del tiro. Secondo l’Eurasia Daily Monitor pubblicato dalla Jamestown Foundation, un think tank di Washington, tutti i missili destinati all’Iran sono stati tratti dall’arsenale del Ministero della Difesa. Intanto, il Cremlino non fa capire agli statunitensi e ai loro alleati israeliani ciò che farà. La RIA-Novosti, citando un non identificato funzionario del ministero della Difesa afferma che, poiché gli S-300 sono “armi da difesa“, Mosca non aveva alcun obbligo internazionale a sospendere il contratto. Ha affermato che la Russia avrebbe subito gravi perdite finanziarie se decideva di far saltare il contratto degli S-300.
L’analista militare russo Konstantin Makienko, ha detto che rinnegando il costoso contratto, Mosca avrebbe subito la perdita di circa 1 miliardo di dollari in profitti, più 300/400 milioni di dollari in multe e sanzioni. Tuttavia, è stato ampiamente riportato che l’Arabia Saudita ha offerto di acquistare armi dalla Russia per un valore di circa 2,8 miliardi dollari, se Mosca annulla la vendita degli S-300 e altri avanzati sistemi di armamenti all’Iran. La Russia ha da tempo deciso di entrare nell’altamente remunerativo mercato delle armi del golfo, ma ha anche sviluppato legami stretti con la difesa della Repubblica islamica, dove si sta costruendo un reattore nucleare nei pressi del porto settentrionale nel Golfo di Bushehr.
L’S-300PMU1, designazione NATO SA-20 Gargoyle, è un sistema mobile progettato per abbattere velivoli e missili da crociera fino a una gittata di 75 miglia. E’ apparentemente immune da jamming elettronico e può colpire obiettivi multipli contemporaneamente. L’ultima versione, l’S-300PMU2 Favorit, ha una gittata di 120 miglia. La famiglia degli S-300 è considerata uno dei più efficaci sistemi di difesa aerea del mondo, paragonabile a quella del sistema MIM-104 Patriot degli Stati Uniti. Esperti militari occidentali dicono che l’S-300, operando accanto al sistema di difesa aerea a breve raggio Tor-M1, già fornito all’Iran dalla Russia, avrebbe reso gli impianti nucleari iraniani virtualmente immuni dagli attacchi aerei e missilistici di Stati Uniti o di Israele, o almeno estremamente costosi per qualsiasi malintenzionato. Senza l’S-300PMU1, l’Iran non ha una efficace difesa aerea per la propria infrastruttura nucleare, in modo presumibile Tehran farebbe di tutto per mettere le mani su questi missili.

L’Ucraina rassicura la Russia sullo scudo antimissile
Mosca (AFP) 23 ottobre 2009 – L’alto diplomatico ucraino ha rassicurato la Russia che Kiev non è in trattative con Washington sul nuovo piano USA dello scudo missilistico, cercando di ricucire i rapporti erosi da una serie di crisi. “Nessuno ha trascinato l’Ucraina nell’iniziativa sulla difesa missilistica“, ha detto il ministro degli Esteri ucraino, Petro Poroshenko, dopo aver detto che i colloqui con il suo omologo russo sono stati “molto costruttivi“. “Ad oggi, non vi sono motivi per una tale discussione“, ha detto, parlando alla radio Eco di Mosca.
La Russia, all’inizio di questo mese, s’è detta preoccupata per le proposte degli Stati Uniti per il piano di un rinnovato scudo antimissile per l’Europa, in seguito a indicazioni che potrebbero coinvolgere l’Ucraina. Poroshenko ha detto che lui e il suo collega russo, Sergei Lavrov, hanno discusso l’eventuale uso in comune “delle alte potenzialità dell’elettronica e dell’aerospazio” dell’Ucraina, aggiungendo che altri paesi sono stati invitati ad unirvisi in una fase successiva. Il primo vice ministro della difesa dell’Ucraina, Valerij Ivashchenko, parlando a Sofia ha indicato che l’Ucraina è pronta a concedere l’accesso degli USA al suo impianto d’allarme radar, per la protezione contro le minacce missilistiche dell’Iran. Gli Stati Uniti, a settembre, hanno accantonato il piano d’installare le infrastrutture della difesa antimissile in Repubblica Ceca e la Polonia, che preoccupavano Mosca. Tuttavia Washington sta proponendo un nuovo sistema, sostenuto da Praga, Varsavia e Bucarest.
Poroshenko era a Mosca per una missione per riparare le relazioni , divenendo il più alto ufficiale ucraino a visitare la Russia dopo che il Cremlino, nel mese di agosto, ha promesso di non fare accordi con la sua attuale leadership. Poroshenko ha detto a Lavrov che l’Ucraina vuole lasciarsi il passato alle spalle. “L’Ucraina è pronta per la ripresa del dialogo a tutti i livelli, compreso quello più alto”. “Vi posso assicurare che tutti i rami del potere, senza eccezioni – il presidente, il primo ministro, il Parlamento e l’opposizione – sono oggi interessati a che l’Ucraina sia un effettivo partner strategico nei confronti della Russia“, ha detto ai giornalisti dopo i colloqui.
Nel mese di agosto, il presidente russo Medvedev ha accusato la sua controparte ucraina, ferocemente filo-occidentale, Viktor Jushchenko di perseguire politiche “anti-russe“, affermando che la Russia non poteva avere rapporti normali con l’Ucraina fino a quando egli rimane al potere. I colloqui per dare all’Ucraina cinque miliardi di dollari di prestiti, che aveva chiesto, sono stati congelati. Medvedev ha snobbato Jushchenko all’inizio di questo mese, rifiutandosi di incontrarsi con lui a margine di un vertice della Comunità degli Stati Indipendenti, in Moldavia.
Lavrov ha offerto una misurata lode dei colloqui di Venerdì, indicando tuttavia che una serie di questioni rimane in sospeso. “… Abbiamo convenuto che la soluzione dei problemi, compresi gli aspetti controversi che possono insorgere in un modo o nell’altro, deve essere ottenuta sulla base del dialogo, dei colloqui, in modo tranquillo, senza politicizzazioni non necessarie“, ha detto Lavrov.
Poroshenko ha detto che i due paesi hanno deciso di riprendere la cooperazione economica e anche di riprendere regolari consultazioni a livello di vice ministri, anche per quanto riguarda “le questioni della sicurezza europea“. Il compito di migliorare i legami con la Russia è affidata a una figura conosciuta come il “re del cioccolato”, per le sue fabbriche di dolciumi. Poroshenko, che non ha alcuna esperienza diplomatica e che in precedenza supervisionava la Banca centrale ucraina, è stato nominato ministro degli Esteri dal Parlamento, il 9 ottobre. La visita arriva pochi mesi prima che l’Ucraina elegga un nuovo presidente, in una votazione che, dicono gli esperti, Jushchenko non ha alcuna possibilità di vincere.

Il Cremlino avverte il settore della difesa russa
UPI 28 ottobre 2009 – Il presidente russo Dmitry Medvedev è scontento per lo sviluppo del settore della Difesa russa. “Negli ultimi anni, molti soldi sono stati investiti nella modernizzazione e nello sviluppo del settore della difesa. Tuttavia, i risultati non sono alti, direi“, avrebbe detto Medvedev secondo l’agenzia di stampa russa Interfax. “Continuiamo la politica dei rattoppi. Gli obiettivi per nuove attrezzature e tecnologie non sono stati raggiunti“. La Russia ha promesso di modernizzare le proprie forze armate. Non solo il piano del Cremlino di aumentare le paghe dei soldati, ma vuole anche rendere le sue forze più mobili, sostituendo le attrezzature militari dell’era della Guerra Fredda con i moderni sistemi d’arma. “La riforma strutturale delle forze armate russe si concluderà in due mesi. Poi ci sarà una missione più complicata – la modernizzazione delle forze armate. Il settore della difesa dovrà fare molto“, ha detto Medvedev. “Un termine alla modernizzazione delle forze armate deve essere fissato entro il 2012“.
Il problema è che le armi prodotte per il mercato interno russo, spesso non rispondono alle norme desiderate dal Cremlino. “La qualità della produzione militare per l’esercito russo e le esportazioni è fonte di preoccupazione giustificata dei clienti“, il ministro dell’Industria Viktor Khristenko avrebbe detto ad Interfax. “Non dobbiamo abbandonare la posizione che abbiamo avuto difficoltà a raggiungere. Sarebbe un duro colpo per la reputazione delle armi russe e del paese.” A dispetto di questa critica, l’industria nazionale ha un buon rendimento. La Russia nel 2008 ha venduto armi per un valore di 8,35 miliardi di dollari – il più alto dal crollo dell’Unione Sovietica. La partecipazione agli appalti resterà forte. Il mese scorso il vice primo ministro, Sergei Ivanov, ha detto che gli ordine per le attrezzature militari aumenteranno dell’8 per cento, per 36,5 miliardi dollari. “Nell’attuale difficile situazione economica, si può dire che questo aumento è particolarmente significativo,” avrebbe detto secondo RIA Novosti. La Russia compra avanzati missili strategici, navi da guerra, sottomarini e aerei Sukhoj, ha detto. Questa estate, Defensenews.com ha riferito che il fatturato consolidato delle prime 10 aziende della difesa della Russia, è cresciuto del 26 per cento lo scorso anno, passando da 9,5 a quasi 12 miliardi di dollari.

La Francia vende navi alla Russia
UPI 2 novembre 2009 – La Francia invia di una nave da guerra in Russia, prima di accordo innovativo per l’acquisto di una portaelicotteri. Il previsto acquisto della nave francese assalto anfibio ribadisce che la Russia sta crescendo la portata globale e la massa delle sue forze armate. Il capo di stato maggiore della Marina dalla Russia, Oleg Burstev, ha detto ai media locali che la portaelicotteri Mistral sarebbe arrivata a fine mese a San Pietroburgo. Ha confermato che Mosca ha dato il via libera per l’acquisto di un simile tipo di nave a Parigi, con il progetto di costruirne su licenza, in un’ulteriore periodo, quattro di queste navi da guerra. “Abbiamo in programma di acquistare una nave della classe Mistral dalla Francia e con il supporto tecnico francese, procedere alla costruzione di quattro portaelicotteri di questa classe, su licenza“, ha detto Burstev durante una conferenza stampa.
I negoziati per l’accordo si svolgono tra la Francia e i suoi cantieri navali STX DCNS e il ministero della Difesa Russa. Se concluso, l’accordo segnerà il trasferimento più importante di attrezzature militari alla Russia da un membro della NATO. Gli esperti temono che la vendita potrebbe provocare polemiche con i partner NATO della Francia e i vicini della Russia, dato il conflitto tra Russia e Georgia dello scorso anno, che ha sottolineato la mancanza di Mosca di capacità anfibie, e le tensioni tra la Russia e l’Ucraina. La nave da guerra Mistral può trasportare 16 elicotteri pesanti, mezzi da sbarco e può anche servire come un nave-comando e centro di controllo. Può trasportare 13 carri armati e 450 soldati. La nave è inoltre dotato di un ospedale da 69 posti letto e quattro chiatte da sbarco. Il capo di stato maggiore della marina russa non ha fornito ulteriori dettagli, ma la nave costerebbe tra i 738 e gli 886 milioni dollari, ha riportato RIA Novosti.
Il capo di stato maggiore delle forze armate della Russia, Generale Nikolai Makarov, ha detto che l’accordo riflette gli sforzi del Cremlino per intensificare la sua modernizzazione militare. Altri funzionari militari Russi avevano sollevato la questione se consultare alle altri paesi, tra cui la Spagna e Paesi Bassi, con una forte tradizione nella tecnologia delle costruzioni navali. Non è stato immediatamente chiaro se la nave francese Mistral sarà consegnata alla Russia con radar o sistemi d’arma. Con l’acquisizione della Mistral, la Russia sarà in grado di schierare una portaelicotteri nel Mar Nero. Non è stato neanche chiaro se la NATO sia stata informata, nei dettagli, della proposta di vendita.

Medvedev promette nuovi missili per le forze armate russe
AFP 12 novembre 2009 – Le forze armate della Russia otterrà nuovi missili e sottomarini nucleari a partire dal 2010, ha detto il presidente Dmitry Medvedev sottolineando la necessità di sostituire l’arsenale militare in via d’ invecchiamento. “Il prossimo anno, l’esercito avrà 30 missili balistici … cinque sistemi Iskander, circa 300 nuovi veicoli blindati, 30 elicotteri, 28 aerei da combattimento, tre sottomarini nucleari, una nave, così come 11 veicoli spaziali“, ha detto Medvedev nel suo discorso annuale alla nazione. “Queste misure permetteranno alle nostre forze armate ed ai nostri alleati di far fronte a qualsiasi minaccia“, ha detto ai funzionari, in un discorso tenuto al Cremlino. Gran parte del materiale militare della Russia risale ai tempi sovietici e il governo, negli ultimi anni, ha promesso denaro extra per la modernizzazione.

La Russia rafforzerà la sua presenza navale: Medvedev
AFP 16 novembre 2009 – La Russia vuole ricostruire la sua flotta nei prossimi dieci anni, ha annunciato il presidente Dmitry Medvedev, mentre ha visitato un incrociatore lanciamissili russo, a Singapore. Parlando ai marinai a bordo della Varjag, della flotta russa del Pacifico, Medvedev ha detto che circa la metà degli equipaggiamenti militari della Russia dovrà essere rinnovato entro il 2020. “Sì, un ampliamento della nostra presenza militare è prevista. La Russia non può considerarsi una piena potenza navale se non dispone di una flotta completa che svolge compiti di addestramento e di combattimento“, ha detto, secondo le agenzie di stampa russe. La Varjag, costruita nel 1980 sotto l’Unione Sovietica, si faceva scalo a Singapore, in quello che i funzionari russi hanno descritto come una prova ulteriore della capacità della marina russa nell’affrontare la pirateria nella regione. Ha lasciato il porto di Vladivostok all’inizio del novembre 2009 per Singapore. La visita di Medvedev alla nave, durante il suo viaggio, era la prima di un presidente russo.
La Russia sta portando avanti una profonda riforma delle proprie forze armate – anche se si oppongono con veemenza alcuni ambienti delle forze armate – nel tentativo di rendere le forze armate più adatte alle esigenze della guerra moderna. Il governo spera che gran parte del suo invecchiato equipaggiamento militare dell’era sovietica venga rinnovato. Entro il 2020 i rami principali delle forze armate “dovranno essere riarmate al 30-50 per cento e in alcuni – non voglio specificare – al 80-90 per cento“, ha detto Medvedev. “Il compito che deve essere rispettato, altrimenti non saremo in grado di dire che abbiamo un esercito e una marina efficienti“, ha detto, descrivendo la situazione attuale degli appalti non “ideale”, ma migliore degli anni ‘90.

I finanziamenti della difesa russa sono a un ‘livello senza precedenti‘: Putin
AFP 18 novembre 2009 – La Russia ha effettuato un finanziamento “senza precedenti” di 970 miliardi di rubli (22,6 miliardi di euro, 33,8 miliardi di dollari) per la sua industria della difesa, nel 2009, ha detto il primo ministro Vladimir Putin. Il sostegno dello stato al settore aveva contribuito a farlo crescere del 3,8 per cento dall’inizio dell’anno, nonostante la recessione economica, ha detto Putin nei commenti riportati dalle agenzie di stampa russe. “Durante la recessione, abbiamo stanziato abbastanza soldi per l’industria militare, un sostegno che è una priorità del governo. Nel 2009 i finanziamenti hanno raggiunto un livello senza precedenti per il nostro paese: quasi 970 miliardi di rubli“, ha detto Putin. Gli aiuti di stato avevano preso la forma di prestiti agevolati e garanzie, nonché di sovvenzioni dirette. Mentre l’industria russa in generale è scesa durante la crisi finanziaria globale, il settore della difesa è rimasto alto.
Parlando durante una visita alla città di Kolomna, circa a 100 chilometri a sud-est di Mosca, e che ospita uno dei siti principali della produzione di missili della Russia, Putin ha avvertito che è di vitale importanza modernizzare il settore. “Secondo il nostro piano, la percentuale di armi e tecnologia moderne utilizzate dall’esercito devono radicalmente aumentare entro il 2020. Abbiamo bisogno di attrezzature moderne e avanzate“, ha detto. Il 12 novembre il presidente russo Dmitry Medvedev ha detto che le forze armate avranno nuovi missili e sottomarini nucleari dal 2010.

Risultato delle esercitazioni delle Forze Strategiche Missilistiche (SMF) della Russia
MOSCA, November 18 © RIA Novosti 2009
Le Forze Strategiche Missilistiche (SMF) della Russia hanno condotto, nel 2009, un totale di 11 esercitazioni di grandi dimensioni e due lanci di prova di missili strategici. I vertici delle SMF si sono riuniti a Mosca per discutere i risultati degli addestramenti al combattimento nel 2009 e impostare i piani per il prossimo anno. La riunione è stata presieduta dal nuovo comandante Tenente-Generale Andrei Shvaichenko. “Un totale di 11 esercitazioni a livello strategico e operativo, e 22 esercitazioni a livello tattico sono state condotte dalla SMF, nel 2009“, dice la nota.
Le SMF hanno lanciato un missile RS-12M Topol balistici il 10 aprile e un missile RS-20B (SS-18). Cinque lanci di prova supplementari sono stati programmati per la fine dell’anno. Al momento, sei tipi di sistemi mobili e silo-basati dei missili balistici intercontinentali sono in servizio operativo con le SMF, compresi i sistemi pesanti Voevoda (SS-18 Satan) in grado di trasportare 10 testate, e il Topol-M (Stalin).
Le SMF controllano un totale di 538 missili balistici intercontinentali, compresi 306 missili SS-25 Sickle, 88 SS-18 Satan e 56 SS-27 Topol-M.

La Russia continua a modernizzare la sua triade nucleare
MOSCA, 18 novembre © RIA Novosti, 2008
Le Forze Strategiche Missilistiche (SMF) della Russia, la componente terrestre della triade nucleare, metteranno in stato operativo un secondo reggimento dotato di sistemi mobili missilistici Topol-M, entro la fine del 2009. I missili Topol-M (SS-27 Stalin), sono la fondamentale componente terrestre della triade nucleare della Russia. A partire dall’inizio del 2009, le SMF gestiscono 50 sistemi missilistici Topol-M silo-basati e sei mobili. “Intendiamo completare il riarmo del secondo reggimento missili della Divisione Teikovo, con sistemi mobili Topol-M“, ha detto ai giornalisti, a Mosca, il nuovo comandante delle SMF, Tenente-Generale Andrei Shvaichenko. Il primo reggimento missilistico mobile Topol-M è già stato messo in servizio operativo con la 54° Divisione Strategica Missilisitica vicino alla città di Teikovo, circa 240 km a nord-est di Mosca. Shvaichenko anche detto che nel 2010 un sesto reggimento su sistemi silo-basati Topol-M sarà messo in servizio presso la Divisione Missili Tatishchevo, vicino Saratov, nel sud-ovest della Russia.
Il missile Topol-M, con una gittata di 11.000 km, potrebbe essere immune a qualsiasi difesa ABM degli Stati Uniti. E’ in grado di effettuare manovre evasive nella fase terminale, per evitare gli intercettori, e trasporta sistemi di contromisure e inganno. È anche protetto da radiazioni, impulsi elettromagnetici, esplosioni nucleari, ed è progettato per sopravvivere a ogni forma di tecnologia laser. Al momento, sei tipi di missili balistici intercontinentali silo-basati e su sistemi mobili, sono in servizio operativo nelle SMF, compresi i sistemi pesanti Voyevoda (SS-18 Satan) in grado di trasportare 10 testate, e il Topol-M. Shvaichenko ha detto che la Russia continuerà a lavorare per estendere la durata della vita operativa dei missili SS-18, a 31 anni e dei SS-25 RS-20BTopol, a 23 anni.

Il programma degli armamenti russo non sarà influenzato dalla crisi – Medvedev
SINGAPORE, 16 novembre © RIA Novosti 2009
La crisi finanziaria in atto non avrà praticamente alcun impatto sulle acquisizioni di armi per l’esercito russo, ha detto il presidente russo. “La crisi finanziaria avrà un effetto assolutamente trascurabile sulla componente militare, sugli acquisti di armi“, ha detto Dmitry Medvedev durante una visita all’incrociatore missilistico russo Varjag, ancorato a Singapore, dove era arrivato per partecipare al vertice APEC, dopo di che ha iniziato la sua visita ufficiale alla nazione asiatica. Ha detto che tra il 30% e il 90% dei militari avrebbe ricevuto nuove attrezzature, nel 2011-20.
Il presidente, nel suo indirizzo alla nazione, aveva indicato che l’armamento di base sarebbe stato acquisito comunque. Tra questi 30 missili balistici, tre sottomarini nucleari, e altre armi. Medvedev ha detto che la lista includerà anche “cinque complessi missilistici [tattici] Iskander, circa 300 veicoli blindati moderni, 30 elicotteri, 28 aerei da guerra, una corvetta e 11 veicoli spaziali“. Ha sottolineato che la fornitura di sistemi d’arma avanzati ai militari è una priorità, e ha incaricato il governo ad attuare un sistema efficace per i contratti, per trovare il giusto equilibrio tra le armi prodotte per l’esportazione e per il fabbisogno interno.

La Russia respinge le preoccupazioni della NATO sulle esercitazioni militari con la Bielorussia
BRUXELLES, 18 novembre © RIA Novosti 2008
Non vi è alcuna ragione, per la NATO, d’essere interessata alle recenti esercitazioni militari su larga scala russo-bielorusse, vicine alla Polonia, ha detto la Russia all’Alleanza. Il portavoce della NATO, James Appathurai, in precedenza aveva detto ai giornalisti che gli ambasciatori di 28 paesi della NATO avevano espresso preoccupazione per le dimensioni e lo scenario dell’esercitazione Zapad 2009, che ha coinvolto circa 13.000 effettivi. I media Polacchi hanno sostenuto che la Russia e la Bielorussia avevano simulato attacchi nucleari alla Polonia, durante le esercitazioni. La NATO ha anche detto che il messaggio politico di questa operazione era in contrasto con il recente miglioramento delle relazioni tra l’alleanza militare e la Russia. “I nostri colleghi della NATO dovrebbero concordare le misure di fiducia sulle attività militari al confine dei vicini, già proposte da parte della Russia, invece di cercare di pensare a un nuovo problema nei nostri rapporti“, ha detto Dmitrij Rogozin. Rogozin ha anche detto che le esercitazioni congiunte con la Bielorussia erano di natura puramente difensiva, e la Russia aveva informato la NATO delle esercitazioni con largo anticipo.
Le manovre russo-bielorusse Zapad 2009, che si sono tenute l’8-29 settembre 2009 in Bielorussia, hanno coinvolto circa 13.000 effettivi in servizio, 63 aerei, 40 elicotteri, 470 veicoli da combattimento della fanteria, 228 carri armati e 234 pezzi d’artiglieria. L’esercitazione d’interoperabilità, tra le altre cose, ha testato il sistema di difesa aerea integrata bielorusso-russo, che i due paesi hanno deciso di istituire recentemente.
Il segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, ha detto l’8 ottobre 2009, durante la sua visita in Estonia, che Zapad 2009 in Bielorussia non rappresentava una minaccia per i membri della NATO.

Un Commento a “Notiziario strategico: La Russia deve essere pronta a un ‘conflitto su vasta scala’”

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