Tratto dal sito http://www.osho.com
L’idea di essere immersa in uno stato di infelicità totale, è un’illusione e vuoi continuare a crederci, puoi farlo; altrimenti, puoi uscirne in qualsiasi momento.
L’ego fa di tutto per essere sempre il primo: “La mia infelicità è più grande di quella di qualunque altro. Indipendentemente da ciò che sono, io sono il più grande, sono speciale, sono straordinario!” [...]
Come prima cosa, devi riportare le cose alle loro dimensioni reali.
Lo so, è difficile, in particolare per una donna: le donne vivono nell’immaginazione. Quando si innamorano, pensano di essersi innamorate di un dio greco e, al termine della luna di miele, scoprono sempre che si tratta solo di un greco qualunque!
Sono sufficienti sette giorni: il dio greco, altri non è che un greco qualunque! Ma tornerà a succedere: ti innamorerai di nuovo, e poi ancora, e creerai sempre una storia fantastica, farai delle proiezioni che verranno, prima o poi, smontate, perché la realtà non è obbligata ad appagare le tue proiezioni.
Quindi, prima di tutto, ridimensiona ai fatti il tuo concetto di infelicità, riportalo alla realtà e, a quel punto, non ti sarà difficile uscirne.
Come secondo passo, dovrai esserne consapevole, e a questo punto ne sarai fuori: infatti, puoi esserne consapevole solo se non sei identificato con la tua infelicità. Quando osservi qualcosa, una cosa è certa, assolutamente certa, e cioè che tu ne sei separato: l’osservatore non è mai, in nessun caso, la cosa osservata.
La cosa osservata è presente, come un oggetto, di fronte a te; e tu sei l’osservatore, tu sei il soggetto. Quindi, esiste l’infelicità, il dolore, il piacere, o qualsiasi altra esperienza, ma tu non sei mai tutto ciò… tu ne sei distaccato, ne sei fuori.
Due attori stavano chiacchierando della crisi nel mondo del cinema. “Sono dieci anni che non riesco ad avere una parte”, disse il primo.
“Questo non è niente”, disse l’altro, “io non lavoro dall’invenzione del sonoro!”
“Accipicchia!”
“Puoi ben dirlo! Stavo proprio pensando di lasciare questo lavoro…!”
Sono più di quarant’anni che non lavora più, e sta ancora pensando di uscirne!
Segui semplicemente queste due fasi: come prima cosa, riporta la tua infelicità sul piano della realtà, e poi osservala, perché solo la realtà può essere osservata. Non potrai mai osservare ciò che è immaginario, perché ti identifichi con esso.
Una volta che sei di fronte alla realtà, tutto diventa obiettivo, osserva… e all’improvviso, ti renderai conto che tu sei l’osservatore, che sei all’esterno, rispetto a ciò che vedi.
Mi chiedi: “Come uscirne?”
Tu ne sei fuori, in questo preciso istante ne sei fuori… l’idea di essere immersa in uno stato di infelicità totale, è una semplice illusione. Se vuoi continuare a crederci, puoi farlo; altrimenti, puoi uscirne in qualsiasi momento.
Prova, prova a saltarne fuori. Schiocca le dita, datti uno schiaffo… e svegliati!





























Bell’articolo. Ogni tanto è salutare spezzare il vortice di disperazione e sensanzione d’impotenza che si genera con le notizie di economia e finanza degli ultimi tempi. Complimenti come al solito per il vostro lavoro!