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fonte:eurasiasplinder.com

IRIB 26 Febbraio 2010

TEHERAN – L’amministrazione di Barack Obama aveva offerto ad Abdolmalek Rigi una base militare in Afghanistan e soldi illimitati per incoraggiarlo a proseguire le sue attività terroristiche ai danni della Repubblica Islamica dell’Iran e dei suoi cittadini.
La rete satellitare in lingua inglese PressTv, entrata in possesso della confessione fatta durante il suo primo interrogatorio dal feroce terrorista Abdolmalek Rigi rivela parti importanti delle sue dichiarazioni: “Dopo che Obama venne eletto, gli americani ci contattarono e mi incontrarono in Pakistan. Lui (l’agente americano/ndr) mi disse che gli americani chiedevano un colloquio”. Rigi ha proseguito: “Io all’inizio non accettai ma lui promise a noi grande cooperazione. Disse che ci avrebbe dato armi, mitragliatrici ed equipaggiamenti militari; loro ci promisero pure una base militare in Afghanistan, a ridosso del confine con l’Iran”. Il terrorista arrestato nei giorni scorsi ha proseguito: “Il nostro meeting avvenne a Dubai e anche lì ripeterono che avrebbero dato a noi la base in Afghanistan e che avrebbero garantito la mia sicurezza in tutti i paesi limitrofi dell’Iran in modo che io possa mettere in atto le mie operazioni”.

Riguardo all’ultima fase prima della sua cattura Rigi spiega: “Mi dissero che un’alto esponente americano mi voleva vedere e che lui mi aspettava alla base militare di Manas, vicino Bishkek, in Kirkizistan. Mi dissero che se questo alto esponente viaggiava negli Emirati poteva essere riconosciuto e perciò dovevo andare io da lui”. Il terrorista arrestato proprio sul volo che da Dubai si dirigeva verso Bishkek ha inoltre rivelato: “Nei nostri meeting gli americani dicevano che l’Iran aveva preso la sua strada e che al momento il loro problema era proprio l’Iran e non Al-Qaeda e nemmeno i talebani; solo e solamente l’Iran. Dicevano di non avere un piano militare adatto per attaccare l’Iran; questo, dicevano, è molto difficile per noi. Ma dicevano che la Cia, narra Rigi, conta su di me perchè crede che la mia organizzazione è in grado di destabilizzare il paese”.
Abdolmalek Rigi ha inoltre spiegato: “Un ufficiale della Cia mi disse che era molto difficile per loro attaccare l’Iran e che perciò il governo americano aveva deciso di dare supporto a tutti i gruppi anti-iraniani capaci di creare difficoltà al governo islamico. Per questo mi dissero che erano pronti a darci ogni sorta di addestramento, aiuti, soldi quanti ne volevamo e la base per poter mettere in atto le nostre azioni”.

Arresto Rigi, ecco perchè l’azione è stata solo iraniana
IRIB 25 Febbraio 2010

L’arresto di Abdolmalek Rigi, il feroce terrorista sostenuto dai servizi segreti occidentali e da quelli israeliani, ha avuto una forte eco nei media della regione mediorientale e in quelli di tutto il mondo.
Mercoledi il Guardian di Londra ha definito l’arresto del sanguinario terrorista un’importante vittoria per l’Iran nell’ambito della sicurezza. Il quotidiano citando le dichiarazioni del Ministro iraniano per l’intelligence, Heidar Moslehi, che aveva rivelato di avere in mano prove che dimostrano la cooperazione di Jundallah, il gruppo di Rigi, con i servizi di spionaggio di USA, Gran Bretagna e Israele, ha detto che ora toccherà all’Occidente e a Israele dare spiegazioni sulla vicenda. Negli Stati Uniti il Christian Science Monitor mercoledi ha definito l’arresto di Rigi, il colpo di grazia dell’Iran al gruppo terroristico Jundallah. Il più noto New York Times ha ricordato come l’arresto di questo terrorista, avvenuto attraverso un’operazione difficile e complicata e per giunta grazie a inseguimenti in diversi paesi, dimostri l’ottimo livello di preparazione dei servizi d’intelligence dell’Iran; il quotidiano della grande mela ricorda che dal 2003 Rigi si era macchiato dell’assassinio di centinaia di persone tra civili e membri delle forze armate iraniane. Anche il Los Angeles Times, quotidiano della città dove vive la più numerosa comunità iraniana in America, ha dedicato un’ampia pagina alla questione.
È degno di nota che l’arresto del feroce terrorista, che ha immerso nella gioia specialmente gli abitanti della regione iraniana di confine del Sistan e Beluchistan, la più colpita dai suoi attentati, è stata accolta freddamente dai paesi occidentali che avevano addirittura espresso sostegno al terrorista negli anni passati; da non dimenticare l’assurda intervista della sezione persiana della tv americana VOA con il terrorista, che era stato definito ancora più assurdamente dall’emittente uno dei sostenitori della democrazia in Iran.
Comunque ora la questione per l’Occidente si mette male perchè il Ministro iraniano per l’intelligence ha dichiarato che prossimamente verranno resi pubblici i documenti che dimostrano la stretta collaborazione di Rigi con paesi come gli Stati Uniti. E sono proprio questi documenti che smontano l’insulsa teoria sparata nei giorni scorsi da alcuni media filo-americani che avevano sostenuto che l’Iran avrebbe addirittura arrestato il terrorista con l’aiuto degli americani o dei servizi del Pakistan, quando entrambe queste realtà, purtroppo, hanno sempre sostenuto le attività del gruppo di Rigi.

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