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Libertà e rispetto
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La frase del titolo di Gino Strada l’ho pensata subito quando ho saputo del nuovo finanziamento per l’invio di altri soldatini in Afghanistan.
Se penso che Sabrina e Roland Michaud, fotoreporters francesi che ebbero a definire in un libro fotografico di rara bellezza, l’Afghanistan, il paese più bello del mondo, mi si stringe il cuore.
Pensare che simile bellezza non la potremo mai più vedere, ne potranno farlo più i loro abitanti in miseria e non parlo solo per la devastazione perpetrata a tutti i livelli ambientali ed umani, ma per la presenza di  centinaia di migliaia forse milioni di mine di ogni nazionalità in ogni angolo di quel paradiso perduto. Capisco cosa si nasconde negli anfratti delle menti diaboliche dei signori della guerra: la bruttezza, la meschinità, la miseria interiore, un’inferiorità vitale, un deficit di comprensione dei valori terreni; la vera povertà.
Ma cos’è questa nostra assuefazione e rassegnazione al peggio? Forse è un egoismo figlio del privilegio di essere dalla parte che non soffre che ci fa disinteressare delle sofferenze altrui. Magari ci documentiamo e condividiamo, noi che navighiamo nei siti dissidenti di informazione critica, ma poi non traduciamo in realta alcuna forma di protesta o di invito alla pace.
Non è più tempo cari amici di restare indifferenti perchè la guerra colpisce dove ci sono persone in armi e noi colonia NATO non siamo certo al riparo. Non possiamo restare chini e immersi nelle sole nostre miserie ma dobbiamo rizzar dritta al schiena, impugnare l’orgoglio e far sentire la voce di chi non ci sta ad essere connivente con questo parlamento di criminali che sostiene senza condizioni una guerra di aggressione per imporre una civiltà dell’idiozia contro una cultura millenaria. La nostra miserevole classe politica di destra e sinistra non si scompone.
DOVE SONO LE BANDIERE DELLA PACE?  TIRIAMOLE FUORI,  COMINCIAMO A PARLARNE,  FACCIAMO SENTIRE LE NOSTRE VOCI.  Si sappia che ci sono persone che rifiutano la guerra e difendono la pace e la comprensione fra i popoli.
Chiedo agli altri blog impegnati, ai lettori che ci seguono di armarci almeno di una bandiera e di cominciare un percorso di comunicazione che possa portare alla comprensione della natura del crimine che stiamo passivamente accettando in silenzio.  Anche chi non ha l’indole per denunciare la guerra e i suoi orrori promuova la pace! Metti una bandiera nel tuo sito!
Vedrete saremo in tanti!
LB

di Gino Strada – Michelangelo Cocco – 28/02/2010

Fonte: Il Manifesto

Gino Strada: i parlamentari che hanno votato il rifinanziamento della missione sono dei «delinquenti politici»

3.300 soldati (destinati ad aumentare di altre mille unità), 750 mezzi terrestri (tra carri armati, blindati, camion e ruspe) e 30 velivoli (4 caccia-bombardieri, 8 elicotteri da attacco, 4 da sostegno al combattimento, 10 da trasporto truppe e 4 droni): questo è il contributo italiano all’occupazione militare dell’Afghanistan. Ieri, come noto, l’ultimo caduto, l’agente dell’Aise Piero Antonio Colazzo. Che quella in Afghanistan sia una missione palesemente incostituzionale lo dice perfino l’ex generale Mini. Ma i parlamentari italiani hanno votato compatti, anche se al Senato (a differenza che alla Camera) si è registrata l’astensione (evidentemente il massimo concesso!) dell’Idv e di due radicali eletti nelle liste del Pd.

Strada guarda alla guerra in Afghanistan con gli occhi dei civili che ne stanno subendo le conseguenze. Per il fondatore di «Emergency» – la ong italiana in prima linea con il suo ospedale di Lashkar-gah, a pochi chilometri da Marjah dove infuriano i combattimenti tra truppe Usa e taleban – il rifinanziamento «automatico», senza dibattito, della missione che il Parlamento assicura alla Nato è come un crimine di guerra.

Il governo olandese è caduto sull’Afghanistan, francesi e tedeschi non vogliono essere coinvolti ulteriormente nella guerra. Berlusconi invece risponde signorsì. I governi italiani, questo come il precedente di centro-sinistra, hanno come denominatore comune il servilismo nei confronti degli Stati Uniti. Ma questo non deve farci dimenticare che partecipare all’occupazione militare dell’Afghanistan rappresenta un crimine (in quanto si contribuisce alle stragi di civili) e una violazione della nostra Costituzione. Non a caso ho definito «delinquenti politici» tutti i parlamentari che votano a favore del rifinanziamento della missione militare. Se soltanto volessero vedere le vittime dell’offensiva di questi giorni, potrebbero andare sul sito di Peacereporter (it.peacereporter.net): lì troverebbero i volti e le storie dei civili colpiti.
Otto anni dopo l’invasione anglo-americana, con l’operazione «Moshtarak» va in scena l’ennesima offensiva anti-taleban. Perché è così difficile batterli? Ad occupare il paese ci ha provato l’Armata rossa e ancora prima gli inglesi (tre guerre, tutte e tre perse). Agli afghani non piace essere occupati dagli stranieri. Perciò fino a quando ci sarà occupazione militare, ci sarà guerra.

E il corridoio umanitario che Emergency ha chiesto per favorire la salvezza dei civili di Marjah e Nad Ali? È paradossale che, guidate dal Nobel per la pace Barack Obama, le forze armate statunitensi che stanno conducendo questa offensiva si rivelino criminali di guerra. Infatti – con una palese violazione delle convenzioni internazionali – non permettono ai civili di lasciare le aree sotto bombardamento e impediscono ai feriti, in maggioranza donne e bambini, di essere curati. Questi comandanti militari dovrebbero essere portati davanti alla Corte penale internazionale.

Il comandante Usa McChrystal aveva promesso di ridurre al minimo le vittime civili. I massacri non sono controproducenti per gli Usa? I militari hanno sempre detto questo, in tutte le guerre. Dopo la bomba su Hiroshima si disse: come il mondo ha potuto vedere, è stata colpita un’installazione militare.

Perché il centro-sinistra non si oppone a una guerra di questo tipo, nonostante le notizie delle stragi? Il servilismo nei confronti di Washington, come dicevamo, è trasversale agli schieramenti. Da questo punto di vista non parlerei nemmeno di centro-sinistra e centro-destra ma piuttosto di una casta politica di impuniti e di impunibili per la quale delinquere contro la legge fondamentale (la Costituzione, ndr) del proprio stato è cosa di tutti i giorni.

E il fronte pacifista?

La guerra afghana è percepita come lontana e il fronte pacifista, di fatto, non esiste più da qualche anno ormai, da quando quelle forze politiche (il centro-sinistra, ndr) che avevano fatto finta di essere solidali col movimento per la pace, appena arrivate al governo, hanno aumentato il numero di militari in Afghanistan. Proprio come il premio Nobel per la pace Obama ha mandato altri 30.000 militari. Un gioco nel quale sono cadute anche sigle del «pacifismo» che ritengono che la guerra sia brutta quando la fanno gli avversari politici, ma accettabile quando a condurla sono gli amici.

Chi sono i taleban, emblema del terrorismo e della negazione dei diritti umani?

Sono una delle componenti della società afghana, certo più rappresentativa dei presidenti imposti (Karzai, ndr). All’interno del movimento ci sono estremisti con tendenze «psicopatiche» soprattutto per quanto riguarda la questione femminile, e persone ragionevoli. Anche la questione femminile è utilizzata per vendere la guerra all’opinione pubblica. A qualcuno è mai venuto in mente di bombardare l’Arabia Saudita, dove una donna non può scoprirsi il naso per soffiarselo se ha il raffreddore? Sarebbe davvero divertente chiedere ai nostri parlamentari di dire tutto ciò che sanno sui taleban. Risponderebbero due/tre stereotipi, perché non sanno nulla del paese che stanno contribuendo a bombardare.

4 Commenti a “Il voto sull’Afghanistan? Un crimine di guerra”

  • mario:

    Non è facile dare un parere a tutto questo o prendere l’iniziativa, perchè
    la politica, se così si può dire, è lontanissima dal rappresentare il popolo.
    Spero vivamente che la gente che segue la rete, si sia fatta un’idea di come
    stanno andando le cose e nel prossimo futuro dia un segnale forte di cambiamento. Spero inoltre che la crisi che ci occupa, anche se porterà sofferenza per tutti, possa aprire dei nuovi orizzonti.

  • luca martinelli:

    vanno bene le manifestazioni, ma sappiamo che alla fine lasciano il tempo che trovano. occorre convincersi che abbiamo un arma formidabile nelle nostre mani: il boicottaggio. evitiamo accuratamente l’acquisto di qualsiasi prodotto che abbia a che fare con gli Usa. è li che vanno colpiti, in cio’ che piu’ gli interessa: il denaro. Non solo, ma se ritirassimo i nostri risparmi dalle banche faremmo un opera altamente meritoria, perche’ toglieremmo la linfa vitale al loro gioco.

  • Lino Bottaro:

    @ mario e luca, condivido le vostre opzioni e le sto attivando da parecchi anni, ma oggi credo sia il momento di parlare di quanto scritto sopra di indignarci di creare coscienze nuove, di far sapere ai nostri politici camerieri che ci siamo e che vogliamo ed esigiamo il rispetto almeno della Costituzione. Più che manifestazioni di piazza oggi che siamo un gruppo sparuto, credo sia necessario crescere forti di un’ideale che faccia proseliti e quando saremo in tanti chiederemo il cambiamento anzi a quel punto lo potremo esigere ed avere e forse nasceranno uomini nuovi.

  • luca martinelli:

    @ carissimo Lino, ovvio che condivido quello che pensi e scrivi. tra l’altro ti confesso che mi coglie una emozione particolare quando qualcuno, in questo caso tu, cita la nascita dell’uomo nuovo: era il pensiero di Ernesto Guevara. solo che , data la mia eta’ non piu’ giovane e ricordando molto bene la delusione del ’68, preferirei contarmi insieme a chi è gia ‘ consapevole e tentare una rivolta pacifica. mi sono solo permesso di citare due esempi che credo siano davvero armi formidabili. ti auguro buone cose

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