Articolo di Valerio Passeri * http://eccocosavedo.blogspot.com/
Quando ci sentiamo minacciati da qualcuno o qualcosa, l’istinto comune è quello di cercare rifugio assieme ad altri che condividono la nostra stessa paura o i nostri stessi interessi. Immaginate ad esempio di percepire per qualche motivo, in maniera netta, la rivalità del nostro paese con un’altra nazione, risulterà quasi automatico sentirsi italiani. Se capita invece di “scontrarsi” su questioni che riguardano la vostra ed un’altra città, a quel punto sarà facile identificarsi con il proprio centro abitato.
Leggi il resto di questo articolo »
La rete della reciproca distruzione del debito che hanno studiato risulta così.
DOPO
-
I paesi possono ridurre il loro debito totale del 64% attraverso la cancellazione dei debiti reciprocamente interconnessi, portando il debito totale dal 40,47% del PIL al 14,58%
-
Sei paesi - Irlanda, Italia, Spagna, Gran Bretagna, Francia e Germania – sono in grado di cancellare oltre il 50% del loro debito
-
L’Irlanda può ridurre il suo debito da quasi il 130% del PIL a meno del 20% del PIL
-
La Francia può eliminare virtualmente il suo debito – riducendolo a solo lo 0,06% del PIL
Un Giubileo del Debito tra le nazioni ‘debitrici’ consentirebbe all’Irlanda di ridurre il carico del suo debito dal 130% del PIL a meno del 20%! Praticamente vorrebbe dire cancellare i tagli paralizzanti a cui sono costretti gli Irlandesi. Mentre anche tra le nazioni ‘creditrici’ la Francia beneficerebbe di una quasi totale cancellazione del suo debito. Così anche il popolo francese sarebbe avvantaggiato.
Il Professor Evans ha puntualizzato è che in “tutto il debito estero”, ha incluso anche i debiti in valuta estera detenuti dalle banche private, visto che la linea tra debito veramente sovrano e debito bancario e privato è ormai confusa.
Ha detto inoltre che il principale limite che hanno avuto è stato di non essere stati in grado di determinare la durata e i tassi delle diverse obbligazioni nei diversi paesi. Così hanno virtualmente cancellato debiti che, pur dello stesso importo di capitale, potrebbero avere un valore diverso a causa dei diversi tassi di interesse e durata. Comprensibilmente, questo lo rende prudente sulla attendibilità dei suoi risultati. Tuttavia, egli è d’accordo che su ammontari così elevati, i tassi di interesse e le differenze di durata possono essere considerati marginali. Nel grande schema delle massicce riduzioni di debito che si otterrebbero le differenze di tassi e durata potrebbero essere giustamente viste come un piccolo costo da sopportare per così tanto guadagno.
I banchieri non vogliono che si parli della cancellazione reciproca del debito perché sarebbe necessario imporre una riduzione della leva finanziaria. I banchieri non vogliono il deleveraging perché la leva è il segreto su cui i banchieri fanno i loro profitti. La ragione per cui la cancellazione del debito costringerebbe alla riduzione della leva finanziaria è che gran parte del debito che verrebbe annullato è attualmente registrato sui libri delle banche come un ‘asset’ che serve da garanzia ad altri prestiti e ancora più debito. Così, se si inizia a cancellare il debito la piramide del debito a leva dei banchieri comincia a sgretolarsi. Il fatto che dovrebbe sbriciolarsi se si vuole avere una ripresa, e non essere paralizzati dal tentativo di pagare debiti impagabili, non riceve mai un accenno nel mondo dei banchieri.
Il 29 gennaio 1969 una piattaforma petrolifera localizzata a sei miglia (10 chilometri) dalla costa di Santa Barbara, circa 200 chilometri a nord di Los Angeles, esplose. A causare lo scoppio furono le fortissime pressioni sotterranee causate dall’opera di trivellamento del fondale marino.Un milione di litri di petrolio, fanghi ed acque di risulta vennero riversati nel mare per undici giorni initerrottamente: l’area interessata fu di circa 2500 chilometri quadrati. Circa 50 chilometri di spiaggia si tinsero di verdastro e il mare si mise a lutto stretto, colorandosi di nero.
L’impatto ambientale fu terrificante: si ritrovarono carcasse di delfini, balene, e pesci morti, avvelenati e soffocati dalle scorie petrolifere. Forte fu anche la moria di uccelli che si cibano di organismi marini. Molti animali continuarono a morire anche a causa dei detersivi usati per pulire il mare.
Leggi il resto di questo articolo »
di Fulvio Grimaldi http://fulviogrimaldi.blogspot.com/2011/05/dalla-libia-con-amorefurore.html
Tra Gheddafi e Mladic, l’onore di Tripoli, il disonore del “manifesto”
Torno da Tripoli, Libia, con nelle orecchie ancora lo schianto delle bombe che hanno incenerito, secondo la Nato, “otto navi da guerra di Gheddafi che sparavano sui civili di Misurata” che poi, quanto a quelle che ho visto esplodere e incenerirsi nel porto commerciale di Tripoli, erano due motoscafi della Guardia Costiera, fermi lì causa blocco navale Nato fin da quando li vedevo dal vicino albergo a metà aprile, e un cargo da trasporto pieno di rifornimenti per un popolo che si vuole gaza-izzare. Basta vedere le file chilometriche delle auto ai distributori di benzina, nel paese più ricco di petrolio di tutta l’Africa, per capire che paralisi e agonia tipo Gaza o Iraq è nei piani di chi dall’ONU era stato autorizzato soltanto a inibire voli e uccisione di civili. Le raffinerie erano già poche e ora sono in massima parte sotto controllo dei mercenari Nato di Bengasi. Si incomincia a non riuscire più a raggiungere la scuola, l’ospedale, il mercato, gli uffici, i parenti, il lavoro. E da fuori la grande armata Nato, che fa affogare i migranti in fuga dalla Libia perché l’aggressione gli ha fatto perdere lavoro, casa, scuola, sanità, dignità, blocca perfino la benzina per i trasporti privati (i mezzi armati corrono su nafta), come anche farmaci e soccorsi di ogni genere. Hanno imparato dall’assedio di Gerusalemme. Poi Goffredo da Buglione è entrato e ha ammazzato i morti di fame e di sete. Tutti. Leggi il resto di questo articolo »
Ennesimo processo farsa… 02 giugno 2011 * http://etleboro.blogspot.com/
Banja Luka – Ratko Mladic è affetto da gravi forme di tumore ai linfonodi, motivo per cui del 2009 è stato sottoposto ad interventi di chirurgia e chemioterapia a Belgrado. Il linfoma ha colpito anche lo stomaco ed è ormai al quarto stadio degenerativo, come certificato dalla documentazione clinica presentata dal suo legale. Viene così confermato il grave stato di salute dell’ex Generale serbo, entrato ormai in una fase terminale della sua malattia. Questo Belgrado lo sapeva, come ne erano a conoscenza anche gli inquirenti de L’Aja, ma ciò non è bastato a fermare la macchina del giustizialismo ipocrita della comunità internazionale. “Le lobbies hanno infatti bisogno di mostrare al mondo il Generale Mladic vivo, come un trofeo, per dare solo una parvenza di giustizia e di democrazia”, afferma Michele Altamura, Direttore dell’Osservatorio Italiano. “In realtà – continua – il Generale è un uomo morto, un malato terminale, non è capace di intendere e di volere, e questo è lo sciacallaggio dei servi delle lobbies pagate con i soldi dei contribuenti e del riciclaggio”. Leggi il resto di questo articolo »
Fonte: http://spaziomente.wordpress.com
Cari amici, diverso tempo fa ci siamo occupati degli esperimenti dell’Università di Princeton sull’interazione tra mente e materia (con La mente modifica la materia e su spaziomente.com con l’articolo Poteri dell’ingegneria e della mente: il progetto PEAR )
Come già accennato altrove dunque, sempre a Princeton – ma non più all’Università – da anni Roger Nelson dirige il Global Consciousness Project, un progetto su scala internazionale che registra dati provenienti da generatori di eventi casuali in 65 Paesi del mondo. Per spiegarla in soldoni, possiamo immaginare questi dispositivi come generatori di sequenze binarie (200 bit ogni secondo) come se fossero lanci di moneta – o testa o croce – i cui risultati nel complesso si raggruppano uniformemente nel tempo – 50% delle possibilità per testa e 50% per croce.
Tuttavia, analogamente a quanto avveniva su base individuale – o di piccoli gruppi – negli esperimenti del PEAR (in cui però si misurava l’effetto dell’intenzione sulla “materia”), anche su scala collettiva sembra che qualcosa di particolare possa essere osservato: in concomitanza ad eventi “choc” o di portata mondiale, che coinvolgono quindi un cospicuo numero di persone sulla Terra, i generatori di eventi casuali – o REG – non producono più risposte che si raggruppano attorno ai dati medi statistici, ma in qualche modo se ne discostano in maniera significativa. Leggi il resto di questo articolo »
Un ringraziamento particolare a Merlin Fulkan per averci segnalato questo articolo.
Link: http://www.evolfenix.org
Articolo di Ruggero Di Giovanna
1 Una delle epidemie più diffuse al mondo è l’incapacità di provare emozioni, specialmente quelle partorite dalla candida natura del proprio Io. Sono molteplici le cause che hanno diffuso questa pandemia, ma è possibile evidenziare le più comuni al fine di evitarle. Generalmente chiunque nasce con una particolare predisposizione a emozionarsi vivendo il mondo esterno e quello interiore, è sufficente osservare i bimbi per comprendere quanto essi siano sensibili agli eventi percepiti. Pian piano la maggior parte di noi va perdendo questa capacità fanciullesca, parafrasando Pascoli, e con essa anche la possibilità di vedere il cosmo sotto un punto di vista più naturale, gioioso e reale. Ciò è dovuto principalmente ad un’autoblocco emozionale costruito ad hoc come difesa a fattori che potrebbero danneggiare il lato sensibile del nostro essere. Ovvero in uno stato “naturale” (in realtà indefinibile, ma se ne considera lo stato in cui l’uomo abbia per nulla eretto i suoi canoni) un uomo potrebbe vivere in un’atmosfera di assoluta apertura mentale che gli permetterebbe di lasciarsi trasportare esclusivamente dalle proprie emozioni che, lungi dall’essere semplici reazioni nervose casuali, guiderebbero le sue scelte nella maniera più consona. Leggi il resto di questo articolo »
phpHIw8ZY1783 (qui in pdf per vedere al massimo dettaglio)
Attività criminali di cui nessuno parla. Destra e sinistra uniti appassionatamente contro la sovranità popolare delle regioni.
Concessioni di estrazione al 7 % di royalties contro l’80% di Norvegia e Libia, permettono una pacchia per i petrolieri d’assalto in Italia. Siamo in un paese di bengodi in cui mancano controlli da parte dello Stato e dove nessuno paga mai i danni ambientali. Perforare ed estrarre in un mare chiuso significa mettere a rischio l’intero Mediterraneo, la nostra nazione. La possibilità di perforare a 5 miglia dalla costa rende l’ eventualità di un disatro ambientale una terribile minaccia incombente. Tutto ciò anche a seguito della depenalizzazione dovuta ad una legge oscena del governo Berlusconi.
Gli Usa hanno il petrolio che affiora in Texas ma lo conservano come scorta strategica. L’Italia dei Berlusconi e dei Bersani vuole invece la privatizzazione di ogni nostro bene in nome del libero mercato. Con buona pace di ogni anelito di sovranità nazionale.E il WTO se la ride.
Quasi tutta l’Italia è interessata alle trivelle e tuttavia ci chiediamo che valore abbia distruggere l’ambiente naturale, inquinare le nostre campagne e città per prelevare un olio quasi bituminoso a livello bassissimo di purezza, usando solventi e ritrovandoci immense quantità di micidiali fanghi di estrazione da smaltire.
E’ l’inizio di una tragica serie di disastri ambientali o sapremo opporci? Dipende da noi, dobbiamo impegnarci tutti a divulgare queste notizie, specialmente ai politici se vogliamo dare un fiuturo ai nostri figli.
Lino Bottaro
“Spett.le Big Pharma, Bolgia X, Malebolge – 00000 INFERNO” – PARTE Ia
Come produrre e vendere farmaci inefficaci o dannosi per curare malattie inventate, non curare malattie vere, distruggere scienza sperimentale e clinica, finanziare studi fasulli, corrompere medici ed istituzioni sanitarie, aggiogare mass media ed editoria, isolare ricercatori e medici onesti e riempirsi sempre di più le tasche di dollari ed euro alle spalle di chi soffre.
dal sito ufficiale del Metodo Di Bella Cristo caccia i mercanti dal tempio (ill. della “Vita di Cristo” di Renan) http://www.dibellainsieme.org/discussione.do?idDiscussione=18538
Premessa.
In precedenti discussioni, come sul Forum, avevamo trattato un tema che tocca tutti da vicino: quello del degrado della medicina provocato dal potere farmaceutico. Non stiamo parlando unicamente di malattie oncologiche od ematologiche, ma di ogni patologia, vera o presunta, che affligge l’umanità. Il business raggiunge l’acme in ambito oncologico, per il terrore che il cancro ispira a milioni di uomini, ma come edera malefica si abbarbica intorno a qualsiasi malattia. Oggi ci consola constatare come non siamo più soli a puntare il dito contro la degenerazione di un mondo, quello della sanità, che dovrebbe essere presidiato con particolare attenzione e severità da qualsiasi governo, perché si sono unite, a noi e ad altri, voci numerose ed autorevoli.
Oggi la società dei consumi e l’economia globalizzata (chiamatele come più vi aggrada) hanno soggiogato le collettività umane, distraendole ed ingannandole, con una pletora di falsità, slogan, luoghi comuni e messaggi più o meno subliminali. Di conseguenza, si è venuto a creare quasi un riflesso spontaneo, che porta a rifiutare gli allarmi lanciati da un sempre maggior numero di persone libere e che ragionano secondo logica, quasi fossero espressione di pretestuoso catastrofismo. Ed è triste pensare che i primi a pagare di persona saranno i soggiogati, se colpiti da malattie più o meno preoccupanti: tali non solo per l’obiettiva gravità, ma per il negativo plusvalore costituito dai farmaci proposti per combatterle, che possono rivelarsi più letali dei morbi. E’ bene, allora, rendersi conto che nessuno tutela davvero i nostri beni più preziosi – vita e salute – per il semplice fatto che essi sono, nel contempo, fattori di profitto economico e di potere. Convinti che viviamo in un’epoca civile e di condivisa solidarietà, alleggeriti da una politica suadente che incita a cancellare la parola “dovere” dal vivere quotidiano, siamo stati indotti a credere ad un’umanità liberata da ingiustizie e prepotenze e affratellata da uno zuccheroso girotondo mano nella mano. E’ vero il contrario, perché siamo stati ridotti ad una immensa spugna che assorbe acriticamente ogni scempiaggine, rassegnati a farci svuotare mente, cuore e anima ed espropriare della salute dalla mostruosa EssepiA che domina il mondo contemporaneo.
Dopo il cervello di scimmia mangiato col cucchiaino in certi ristoranti di Canton, con la scimmia viva immobilizzata sotto il tavolo, ecco ora il cervello umano arrostito a fuoco lento col cellulare.
Due miei conoscenti sono morti per un tumore al cervello. Diego C. aveva 48 anni. Luigi S. ne aveva 54. Il primo ebbe una vita irreprensibile, attivista ACLI, insegnante, pacifista: fumava poco. Il secondo ebbe una vita sregolata di tossicodipendente e spacciatore, finendo poi per mettere la testa a posto e farsi assumere dal Comune come spazzino. Paragonando le loro vite e sapendo che sono morti dello stesso male, non posso che farmi venire in mente il vangelo di Matteo, capitolo 24 versetti 40 e 41, laddove dice: “Allora di due uomini che si troveranno nel campo, uno sarà preso e l’altro lasciato. Di due donne che saranno a macinare alla mola, una sarà presa e l’altra lasciata ”.
Quali altri fattori saranno sopraggiunti per far sì che due persone dagli stili di vita completamente diversi siano decedute a causa della stessa malattia? Credo che non lo sapremo mai, ma si può ipotizzare che in entrambi i casi il loro sistema immunitario abbia ceduto, soverchiato da troppi attacchi alla loro integrità fisica. In fondo, anche un insegnate cattolico, moderato fumatore, tendenzialmente astemio, potrebbe subire uno stress tale, prolungato, da ottenere l’abbassamento delle proprie difese immunitarie.
Leggi il resto di questo articolo »
Fonte: http://andreacarancini.blogspot.com
Riguardo all’arresto dell’ex generale Ratko Mladic, avvenuto nei giorni scorsi, hanno suscitato scalpore le seguenti dichiarazioni di Mario Borghezio:
Mario Borghezio
Sulle (presunte) pulizie etniche serbe, sono possibili – giornalisticamente parlando – due punti di vista:
Un’ora di volo dei caccia-bombardieri Tornado costa 32.000 euro, che passano a 60.000 per gli aerei da ricognizione. In una sola ora costano quanto tre/quattro salari annui di un operaio.
Giugno 1, 2011 di byebyeunclesam
Sono ormai mesi che l’Italia partecipa alla guerra e ai bombardamenti sulla Libia insieme ad altre potenze della NATO. La motivazione ufficiale è quella di “proteggere i civili”, la motivazione reale è quella di cacciare Gheddafi e mettere le mani sul petrolio e i soldi libici. Per raggiungere questi obiettivi gli aerei e le navi militari francesi, britanniche, italiane e statunitensi stanno bombardando a tappeto le città libiche, producendo migliaia di vittime, quelle stesse che si dichiarava di voler proteggere. Si ripete così il macabro rituale delle stragi di civili, effetto non collaterale di ogni guerra, motivo per il quale muovere guerra è un crimine internazionale, secondo il dettato della nostra Costituzione che ”ripudia la guerra”. Perciò è molto grave che anche il Presidente Napolitano e i partiti di opposizione in Parlamento sostengano questa guerra.
La guerra in Libia non è gratis
Ma se la guerra è un dramma per chi rimane sotto le bombe, è illusorio pensare che sia gratis anche per i lavoratori, i disoccupati, i precari dei Paesi che stanno bombardando la Libia. Oltre ai costi della crisi economica, il governo vuole farci pagare anche i costi della guerra che vedono milioni di euro buttati via per finanziarla mentre vengono tagliati senza pietà i soldi per le scuole, la sanità, il lavoro, le pensioni, il reddito ai disoccupati. Leggi il resto di questo articolo »
Ecco una soluzione verticale al problema dell”energia derivata dai combustibili fossili: la creazione di petrolio dalla coltura di micro-alghe, attraverso l’addizionamento di acqua e CO2. Si chiama Petrolio Blu (o “bio-petrolio“) ed è stato brevettato da un cementificio di Alicante (Spagna), in collaborazione con un gruppo di ricerca franco-spagnolo (come avevamo già segnalato in passato: leggi qui e qui). Contemporeamente, un progetto di ricerca in Sardegna ha prodotto i medesimi risultati, con lo scopo di poter utilizzare il bio-petrolio come alternativa al petrolio ricavato dalle trivellazioni! Perchè, anzichè dichiarare guerra a stati sovrani e svendere il proprio territorio alle compagnie petrolifere straniere (leggi qui), non fare investimenti produttivi in questa direzione?
Qui sotto propongo il servizio della Tv francese TF1 sulla scoperta, oltre a due articoli che forniscono unlteriori spiegazioni sull’argomento.
Clicca qui per scaricare il video sul tuo pc!
Leggi il resto di questo articolo »
Fonte: http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenografici/sed479/pdfbt33.pdf
Interrogazione a risposta scritta 4-12113
presentata da
ANTONIO DI PIETRO
lunedì 30 maggio 2011, seduta n.479
DI PIETRO. – Al Ministro dell’economia e delle finanze. – Per sapere – premesso che:
l’emissione della moneta è obbligatoriamente collegata alla generazione del signoraggio che è rappresentato dal guadagno e dal potere in mano al soggetto predisposto alla creazione della moneta. Il signoraggio, dunque, è l’insieme dei redditi derivanti dall’emissione di moneta. Leggi il resto di questo articolo »
Ringraziamo Laura per averci fornito tutto il materiale.
“Uno degli episodi più vergognosi della storia del giornalismo” – Charles Thomson
E’ stato esattamente cinque anni fa che dodici giurati all’unanimità hanno assolto Michael Jackson dalle varie accuse di molestie su bambini, complotto e somministrazione di alcool ad un minorenne. E’ difficile immaginare come la storia ricorderà il processo a Michael Jackson. Forse come la quintessenza dell’ossessione occidentale per le celebrità. Forse come un linciaggio del 21° secolo. Personalmente penso che sarà ricordato come uno degli episodi più vergognosi della storia giornalistica.
Finchè non ti ritrovi a scavare negli archivi dei giornali e a riguardare ore di programmazione televisiva non si comprende veramente la portata delle carenze dei media. Dell’intero settore.
Senza dubbio c’erano alcuni giornalisti e anche pubblicazioni, come anche alcune emittenti televisive, che favorivano palesemente l’accusa, ma molte delle mancanze dei media erano istituzionali. Nei media ossessionati dagli slogan, come si possono ridurre otto ore di testimonianza in due frasi ed essere accurati? In un’epoca di notizie veloci e instant blogging, come si fa a resistere alla tentazione di precipitarsi fuori dall’aula alla prima occasione per diffondere per primi la notizia delle ultime accuse salaci, anche se questo significa perdere una parte di testimonianza di quel giorno? Leggi il resto di questo articolo »






































