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Di Marco Della Luna, 19 agosto 2013

Analisi critica delle false spiegazioni di un merkeliano fedele

 Come sempre fanno le istituzioni e quasi sempre la politica, nei loro discorsi a Rimini ieri (uno registrato, l’altro dal vivo), Napolitano e Letta, contro il loro stesso motto “parlate il linguaggio della verità”, hanno spiegato al popolo di CL la crisi e “come uscirne” in termini emotivi, soggettivi, infantili, fasulli. E il popolo di CL, impreparato e irrazionale, ha bevuto, ha applaudito, anzi è stato conquistato.

Immaginate una città colpita da tassi elevatissimi di tumori, con la gente che emigra o manda via i figli per sfuggire al cancro. L’alta incidenza di tumori è causata dai pesticidi degli agricoltori che finiscono in falda, dall’asbesto emesso da una grande industria americana, dalla diossina emessa da una grande industria svizzera, dai metalli pesanti emessi da una grande fonderia tedesca, dal nanoparticolato emesso da un inceneritore di una municipalizzata gestita da mafia e politici corrotti. Le autorità cittadine sanno che le cause sono quelle, non hanno fatto nulla per rimuoverle perché sono condizionate dai capitali americani, svizzeri, tedeschi, mafiosi e perché dipendono dal voto degli agricoltori per restare in carica. Quindi ai cittadini non menzioneranno nemmeno pesticidi, diossina, nanoparticolato, metalli pesanti – niente che possa nuocere al business; non diranno che le cause sono sempre lì, quindi la moria di cancro continuerà, salve normali fluttuazioni; ma taceranno le cause. Non diranno: “se l’inquinamento non cesserà, interverremo di forza per rimediare”; bensì diranno: “in passato sono stati fatti gravi errori e non siamo stati diligenti; ora la musica è cambiata; abbiamo sviluppato una consapevolezza igienica e ambientale e alimentare; nella logica del dialogo con i nostri partner stranieri e coi capitali internazionali stiamo elaborando nuove regole; l’uscita dal cancro è a iniziata; guai a chi interromperà il processo di uscita.” E la gente, rassicurata, applaude. E continua a riempire i cimiteri. Leggi il resto di questo articolo »

Di Toni Brandi, 6 maggio 2013, Fonte: http://www.prolifenews.it/notizie-dal-mondo/ungheria-costituzione-e-sovranita-nazionale/

Ungheria_famiglia_concepimento«Ognuno ha diritto alla vita e alla dignità umana. La vita del feto è protetta fin dal concepimento». Questo articolo della nuova Costituzione Ungherese ha fatto infuriare i vertici UE e le lobby abortiste europee. Sembra escludere «le famiglie monoparentali, le coppie di fatto e le coppie omosessuali e la protezione della vita del feto dal concepimento equivale a una proibizione dell’aborto», tuonano i liberal democratici. La European Women’s Lobby (EWL) e la International Planned Parenthood Federation European Network (IPPF EN) hanno invece dichiarato che questo articolo lede i diritti sessuali e riproduttivi delle donne. Anche Lydia Gall, avvocato di Human Rights Watch, attacca il Governo di Viktor Orban, il premier ungherese, per «non essere democratico».La risposta ungherese è chiara e limpida: «Si tratta di un altro attacco infondato e politicamente motivato, in quanto la nostra Costituzione è fondata sui valori europei». La Costituzione ungherese interpreta il matrimonio esclusivamente come comunità di vita tra persone di sesso diverso. Ciò non esclude altre forme di convivenza, ma l’istituzione della famiglia è tra i valori fondamentali da difendere, perché è «fondamento della sopravvivenza della nazione», in quanto atta alla generazione e all’educazione dei figli. Infatti la legge ungherese n. 2011/CCXI sulla tutela delle famiglie, al suo § 7 dichiara: «La famiglia è una rete di rapporti naturali tra persone che realizza la comunanza sentimentale ed economica delle stesse, basata sul matrimonio di un uomo ed una donna, e con figli naturali o adottati». Da questo segue che un genitore solo che educa uno o più figli è una famiglia, e così pure le forme di convivenza di fatto, se almeno uno dei due conviventi ha figli. Leggi il resto di questo articolo »

Agenti sauditi

di Luciano Lago

Da una fonte libanese molto ben accreditata ( Al -Khabar Press) è stata comunicata la notizia dell’avvenuta infiltrazione in territorio siriano di circa un centinaio di agenti dei servizi di intelligenza (servizi segreti) dell’Arabia Saudita, notizia confermataci anche dal nostro corrispondente sul posto.

Dalla stessa fonte viene specificato che non si tratta della prima operazione degli agenti sauditi svolta in territorio siriano dal momento che già alcuni di essi operano ampiamente in varie zone della Siria. Qualcuno di loro è rimasto anche ucciso nella contro offensiva dell’Esercito Nazionale Siriano ed i suoi documenti sauditi resi pubblici  dall’autorità militare siriana, si trattava in particolare di ufficiali delle forze Saudite.       

Fonte: repubblica.it

La giovane attivista contesta due manifestazioni inscenate dall’organizzazione in Francia mentre lei era in carcere. E definendosi ormai “anarchica” si chiede: “Se fosse Israele a fornire i fondi?“. La replica: “Tradisce migliaia di donne che l’hanno sostenuta”

L'ultima foto che Amina ha messo online (Ansa).

L’ultima foto che Amina ha messo online (Ansa).

TUNISI – Amina Sboui, la militante tunisina scarcerata a inizio agosto dopo due mesi e mezzo di detenzione, ha annunciato che lascerà il gruppo femminista Femen, che accusa di islamofobia e di avere un sistema di finanziamento opaco.

“Non voglio che io mio nome sia associato a un’organizzazione islamofoba. Non mi è piaciuta l’azione in cui le ragazze strillavano ‘Amina Akbar, Femen Akbar’ (una parodia di preghiera) davanti all’ambasciata di Tunisia in Francia, o quando hanno bruciato la bandiera di Tawhid (dogma fondamentale dell’islam) davanti alla moschea di Parigi”

ha dichiarato all’edizione maghrebina del sito di informazione dell’Huffington Post. Parole che contrastano con quanto la giovane aveva detto uscendo dal carcere (“Non lascerò mai le Femen”). Leggi il resto di questo articolo »

 Fonte: http://www.signoraggio.it/marra-eugenio-scalfari-anche-lui-un-analfabeta-un-accattone-una-nullita-al-servizio-dellnwo-banche-massoneria-bilderberg-aspen-eccetera/

scalfari_Anche quell’analfabeta e accattone di Eugenio Scalfari — un individuo che ha una consumata quanto gratuita e anzi risibile postura da filosofo o da ideologo, perché non ha mai espresso altro che fiuto nel seguire la corrente e nell’arrampicarsi socialmente — armato dei soliti ‘giusti’ appoggi (banche, massoneria, bilderberg, aspen.. insomma NWO), nonché di una serie di argomenti e ‘tesi’ costituenti null’altro che la media dei luoghi comuni via via grati al sempiterno potere massonico bilderberghino (era massonissimo già il padre), cerca ora, coerentemente, di far da spalla al sempre più vacillante, squallidissimo Enrico Letta.

Lo sostiene scrivendo con la sua novantennale supponenza di sparacazzate che solo la paura e la confusione ispirano il timore che il governo anch’esso massonico bilderberghino di Letta cada, perché, secondo lui, invece no, non cadrà!

Non cadrà — a suo dire — perché non conviene a nessuno, perché la ripresa è prossima, perché tutto sommato tutto va ormai meglio eccetera: una sceneggiata che serve a dare la sensazione, ora che Letta cadrà, che se non si sono risolti i problemi non è perché lui e i suoi mandanti non sono in grado di risolvere nulla, ma solo perché appunto lo si è fatto cadere..

A parte poi che quello che questo canuto cialtrone, questo difensore di criminali — perché i bilderberghini e i massoni, specie poi se deviati, sono dei criminali (vedi la mia denunzia a Monti) — non spiega è perché mai sarebbe una cosa buona il fatto che un delinquente bilderberghino come Letta rimanga al governo.

Forse perché fa parte dello stesso ordine morale ed economico di merda di cui fa parte lui?

O perché capisce che se anche Letta va in crisi in pochi mesi significa che si avvicina sempre di più il momento in cui andranno in carcere tutti per avere difeso con ogni mezzo questo regime miserabili venduti alle banche che stanno causando più morte e malessere della peggiore delle pesti? Leggi il resto di questo articolo »

Generale egiziano

di Luciano Lago

Gli avvenimenti in Egitto hanno di fatto Interrotto la marcia spedita verso la costituzione di  un nuovo califfato sunnita programmato dall’ex presidente egiziano Morsi e dalla sua cricca con l’appoggio ed il sostegno  dell’Arabia Saudita e degli USA.

Ricordiamoci bene quale era la strada percorsa dal Morsi e dagli integralisti dei “Fratelli Musulmani” durante il loro periodo di governo successivo alla deposizione di Mubarak. Quando governava il presidente si considerava investito di una missione che era quella prioritariamente di islamizzare il paese nonostante ci fosse una ampio settore della popolazione egiziana laica e contraria all’islamizzazione dei costumi. Per ottenere questo Morsi aveva sistemato tutti i suoi uomini, quelli del partito integralista dei Fratelli Musulmani,  nei posti chiave dell’amministrazione statale, ad esempio aveva nominato governatore di Luxor la stessa persona (Assad El Khayat)  che era risultata l’autore dell’attentato terroristico che nel  1997 aveva provocato oltre 60 morti.

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/1263694/Morsi-nomina–un-terrorista–governatore–di-Luxor.html Leggi il resto di questo articolo »


Sgarbi difende Berlusconi: le indagini sono… di wwwc6tv

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

RICORSO IMU PAOLA MUSU

parco erbacce

Nel giardino dell’ignoranza cresce la paura per il diverso.

Nel giardino dell’ignoranza cresce la paura per la malattia.

Nel giardino dell’ignoranza trovano spazio le colture OGM.

Nel giardino dell’ignoranza si pensa che il clima cambi a causa delle attività umane.

Nel giardino dell’ignoranza si teme la malattia come un nemico da combattere, una maledizione da evitare.

Nel giardino dell’ignoranza cresce il senso di abbandono, la paura del domani, il bisogno di qualcuno che ci dica come fare, come mangiare, come curarci, cosa studiare, che lavoro chiedere, a chi chiedere tutto, ma proprio tutto. Leggi il resto di questo articolo »

Fonte: http://www.today.it/rassegna/egitto-museo-danneggiato.htmlOrrore nel museo Malawi di antichità Minya. Le foto riportate dal Daily Mail sono raccapriccianti. Vetrine distrutte, sarcofagi aperti, cocci in terra

Mentre i soccorsi sono intenti a contare le tante, tantissime vittime umane delle violenze, in Egitto si contano nuovi saccheggi al patrimonio storico del Paese.

Il quotidiano britannico Daily Mail pubblica le immagini del museo Malawi di antichità di Minya, 250 km a sud del Cairo, distrutto e saccheggiato giovedì sera.

Nelle immagini si vedono vetrine distrutte e vuote, sarcofagi aperti e danneggiati sparsi a terra tra schegge di vetri rotti.

Le violenze, iniziate mercoledì quando i militari hanno con la forza sgomberato i centri della protesta dei sostenitori dell’ex presidente Mohamerd Morsi al Cairo, hanno invece finora risparmiato il museo egizio della capitale, il più famoso del mondo.

FOTO E VIDEO DEGLI SCONTRI

Blindata la zona delle Piramidi e sotto stretto contro altri luoghi turistici, in Europa è polemica sui viaggi: decine i passeggeri che vogliono partire comunque per l’Egitto nonostante gli avvertimenti delle autorità.

Altri riferimenti: Erdogan condanna l’Egitto di terrorismo di Stato: http://www.hurriyetdailynews.com/Default.aspx?pageID=238&nID=52723&NewsCatID=338

Articolo del 14 Febbraio 2013.
Fonte: http://www.h24notizie.com/news/2013/02/14/equitalia-multe-illegali-ritrovata-sentenza-smarrita-della-cassazione/

Roma, 3 gennaio 2012. EquitaliaAncora una sentenza contro Equitalia ed a tutela del cittadino.

Gli interessi del 10 per cento applicati sulle contravvenzioni rendono nulle le cartelle in cui viene chiesto di pagare le vecchie sanzioni amministrative, lo stabilisce una sentenza della Cassazione che fino a oggi è stata quasi ignorata la n. 3701 del 16 Luglio del 2007.

Questa decisione storica, risale al 2007, ma non è stata mai massimata e quindi non è stata portata a conoscenza di chi avrebbe avuto il diritto di ricevere informazione.

La decisione è rimasta negli scantinati del “Palazzaccio”, sino a quando due giornalisti non ne sono venuti in possesso, pubblicandola e portandola a conoscenza del grande pubblico.

Questa sentenza, datata febbraio 2007, potrebbe annullare le sanzioni di migliaia di cartelle di Equitalia, una pronuncia che, a partire dalle infrazioni al codice della strada segna un piccolo gol a favore dei cittadini, debitori del fisco, dichiaran sanzioni di migliaia di cartelle di Equitalia. Sentenza della Corte di Cassazione per anni introvabile anche nei database giuridici più forniti. Una pronuncia che,a partire dalle infrazioni del codice della strada, segna un piccolo gol (almeno sulla carta) a favore dei debitori del fisco, dichiarando “illegittime” le sanzioni che la società di riscossione applica sulle multe e sulle ammende amministrative.do illegittimi gli interessi che la società di riscossione applica sulle multe e sulle ammende amministrative. Leggi il resto di questo articolo »

Il giornalista Dino Marafioti è stato trovato morto il 17 agosto a casa sua, all’età di 53 anni. Un semplice trafiletto, nessun dettaglio ulteriore.

Questo il documentario pubblicato su youtube il 1 luglio del 2013 sul caso Orlandi.

 

 

Di Andrea Carancini, Fonte: Da Ambrogio Fusella a Mario Merlino: ovvero, per capire Piazza Fontana bisogna (ri)leggere i Promessi Sposi

 

Membri del futuro Circolo 22 marzo
Devo assolutamente raccontare una storia che mi è capitata mesi fa. Eravamo all’inizio dell’anno: un amico – che è un noto giornalista d’inchiesta – mi invia per email le foto, fino ad allora inedite su Internet, dei locali romani del famigerato Circolo 22 marzo (quello dei finti anarchici Merlino e Valpreda) . “È un regalo”, mi dice: “pubblicale pure sul tuo sito”.
Il regalo in questione mi fa tornare in mente che avevo da diversi mesi nel cassetto un – importante – articolo di Vinciguerra proprio sul detto Circolo, che mi ero dimenticato di pubblicare.
Riguardo alle foto inedite, una su tutte mi colpisce: l’ultima, quella col disegno sul muro di quello strano personaggio sul cui cappello è stampata la lettera A (anarchia) e che reca in mano una bomba. Quello accompagnato da un fumetto con il seguente messaggio: “NO ALLA CULTURA”.
Un particolare, soprattutto, non cessa di intrigarmi: il fatto che il detto personaggio indossi, oltre al poncho, anche una gorgiera[1], il tipico colletto pieghettato indossato dagli aristocratici del ‘500-‘600.
Che c’entra la gorgiera con un bombarolo (presuntamente) anarchico?
Ne riparleremo tra breve.
Curiosamente, proprio in quel periodo, mi rivedo in dvd I promessi sposi[2], lo storico sceneggiato RAI del 1967: uno dei grandi sceneggiati della grande RAI dell’epoca.
Mentre guardo l’episodio su Renzo che, a Milano, viene condotto all’osteria dopo l’assalto ai forni del pane, sobbalzo: è l’episodio (corrispondente al capitolo 14° del romanzo) in cui Renzo viene circuito da Ambrogio Fusella, il falso spadaio – e vero bargello (sbirro) – che lo invoglia a bere per carpirne le generalità.
Renzo trascinato all’osteria da Ambrogio Fusella
Ma questo, mi dico, sembra l’antenato dei Merlino e dei Valpreda di Piazza Fontana: a quanto pare, già nella Milano del ‘600 esisteva la figura dell’agente provocatore (oltretutto, nello sceneggiato Ambrogio Fusella è barbuto proprio come Mario Merlino)!
Mi vado a rileggere il romanzo, e verifico che la somiglianza con il modus operandi dei finti anarchici sessantottini non solo c’è ma è addirittura sconcertante.
Chi ha letto il capolavoro del Manzoni, Ambrogio Fusella se lo ricorderà certamente: è quello che accosta Renzo, dopo il discorso in piazza tenuto dal giovane, con le fatidiche parole:
«Son qui io a servirvi, quel bravo giovine … Conosco appunto un’osteria che farà al caso vostro; e vi raccomanderò al padrone …».
Quello stesso che, una volta all’osteria, per farlo parlare, si mette a fare quel discorso che oggi si direbbe “di sinistra”:

«Eh! Se comandassi io,» disse, «lo troverei il verso di fare andar le cose bene … vorrei che ci fosse pane per tutti; tanto per i poveri, come per i ricchi … Ecco come farei. Una meta onesta, che tutti ci potessero campare. E poi, distribuire il pane in ragione delle bocche: perché c’è degli ingordi indiscreti, che vorrebbero tutto per loro, e fanno a ruffa raffa, pigliano a buon conto, e poi manca il pane alla povera gente.»

Quello che poi lo fa arrestare dagli sbirri come pericoloso delinquente …

di Julian DA Wiseman, http://leconomistamascherato.blogspot.it/2011/08/defaulting-eurozone-country-can-print.html agosto 2011

Trad. e note a cura di Marco Saba, riveduto da N. Forcheri con aggiunta di note

(Originale inglese: English)

Nota dei Traduttori:

Dall’articolo sotto si enucleano vari fatti interessanti:

1. che la Gran Bretagna non ha aderito al sistema TARGET2, pur partecipando alla BCE e pur non avendo adottato leuro come la Danimarca che pure appartiene a TARGET2.

2. che i TDS (titoli di Stato) sono altamente liquidi e cioè valgono moneta tra banche (donde il contingentamento della BCE degli stessi per evitare il rischio sotto)

3. che a partire dal momento che un paese ha privatizzato come l’Italia il suo sistema bancario si è dato la zappa sui piedi, il che è elementare ma l’autore sotto ragiona come se il paese X avesse entità da esso controllate ossia pubbliche, cioè ragiona da inglese.

4. che le sentenze dei tribunali possono essere aggiustate in senso favorevole per un dato paese, ma questo è valido nella sovranità di un paese come GB, FR e DE poiché non si è mai visto in Italia la magistratura deliberare contro le banche creditrici.

5. che l’euro non è una moneta unica “finale” in quanto la BCE non è pagatore di ultima istanza (ufficialmente) contrariamente alla BoE e alla sterlina che lo sono

6. last but not least, che stampando moneta a iosa, sia pur in una circostanza di default “si diluisce la ricchezza dei creditori” ergo si aumenta quella dei debitori… Non una parola sulla tanto paventata “inflazione”…

Articolo:

Argomento: I default sovrani sono sempre disordinati, ma un default sovrano nella zona euro può causare danni ancora maggiori, molto sparsi e non marginali, su una parte ancora ricca del mondo.

 

Cronistoria pubblicazione: tratto da www.jdawiseman.com/papers/finmkts/20110619_euro_defaulter_print_euros.html . Articolo coperto dai normali diritti di autore

 

Indice: Introduzione; La contraffazione; Le sterline presso la Banca d’Inghilterra; L’euro in TARGET2; La struttura legale del TARGET2 (molteplicità dei sistemi, le banche centrali hanno un credito perfetto, Il fallimento non si applica a una banca centrale, Qual’è la zona giuridica di competenza?); Alcune domande senza risposta; Conclusioni.

 

Introduzione

 

Ai fini di questo saggio, supponiamo che un paese sovrano dell’Eurozona, il paese X, sia a rischio di default. Questo paese sovrano potrebbe essere uno qualsiasi degli attuali Stati membri dell’Eurozona (AT, BE, CY, DE, EE, ES, FI, FR, GR, IE, IT, LU, MT, NL, PT, SI, SK), o un paese non-membro collegato al TARGET2 (DK), o qualsiasi altro paese sovrano (quando diventerà membro della UE).

 

Si supponga inoltre che il paese inadempiente agisca egoisticamente, se così facendo avesse la possibilità di ottenere un guadagno.

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Gianni Lannes
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Antonella Randazzo
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