Di Philip Giraldi – Why I Dislike Israel
Fonte: TLAXCALA
“Il governo israeliano è un regime ‘canaglia’ secondo i principi e le norme internazionali, impegnato com’è nell’esercitare la tortura, la detenzione arbitraria, e la continua occupazione dei territori sequestrati dalle sue forze armate. Peggio ancora, ha manipolato con successo il mio paese, gli Stati Uniti, e ha recato danni terribili sia al nostro sistema politico sia al popolo degli Stati Uniti, un crimine che non riesco proprio a perdonare, tollerare, o giustificare.”
Grande attesa a Dakar per il discorso del presidente francese dopo il “precedente” di Sarkozy. Poi partirà alla volta di Kinshasa per il summit sulla Francofonia
La prima volta di Hollande in Africa

“Non sono qui per dare lezioni. Considero gli africani come amici”. Sono le prime parole pronunciate dal presidente francese François Hollande che venerdì è arrivato a Dakar, in Senegal. Si tratta del primo viaggio ufficiale del capo dell’Eliseo che nel fine settimana parteciperà al vertice dei Paesi Francofoni, che si tiene a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo. “L’africa a tutte le possibilità per essere un continente di crescita e di progresso” ha affermato Hollande, che parlando all’Assemblea nazionale, ha anche assicurato che “i tempi della Françafrique sono finiti”: “C’è la Francia, c’è l’Africa”. Hollande ha poi detto di voler ridefinire gli accordi di difesa con i Paesi africani, assicurando di cancellare le “clausole segrete”. Leggi il resto di questo articolo »
Quello che non dice Bagnai è che quei paesi creditori di cui parla, come Germania, Olanda e Belgio, lo sono perché sono in joint venture stretta con le galassie delle multinazionali che consumano l’incesto con le banche dealer e banche di affari attraverso un complicato schema di alleanze societarie spoliano gli altrui paesi con la frode del debito pubblico, ma non solo, anche con i derivati, con l’arraffo delle risorse/servizi pubblici attraverso gare falsate…
l’amante vs la moglie, l’intelligenza vs la furbizia, l’uomo libero vs il cagnolino, l’amor della verità verso la falsità manipolatoria ecc ecc ecc
“Osservo questo mondo, che lentamente affonda, dalla terrazza della mia mente. Nulla posso fare, né dire. Non posso pregare. Mi è concesso solo di guardare, fino a quando l’ultimo centimetro di prua, scomparirà per sempre sotto questo mare di odio, di paura e di menzogna”.
Dobbiamo buttare giù tutto, e presto! Prima ancora di ricostruire questa società in putrefazione, la stessa va demolita dalle fondamenta, e per un po’ dormire all’addiaccio in attesa di tempi migliori.
Il mondo è sul punto di collassare e tutti, inspiegabilmente, si occupano d’altro come annichiliti dentro un sortilegio.
Faremmo bene a trovare in fretta qualche soluzione per recuperare questa pensante situazione, invece di pensare a un’improbabile invasione di extraterrestri o al 21 dicembre 2012. E ancor meno a fantascientifiche manovre politico/finanziarie per salvare l’economia globale! Siamo alla frutta e il dolce è finito! Leggi il resto di questo articolo »
Titolo da http://pas-fermiamolebanche.blogspot.it/ – Articolo tratto da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/12/troika-ad-atene-“evacuate-isole-con-meno-di-centocinquanta-abitanti”/380473/
La troika ad Atene: “Evacuate le isole con meno di centocinquanta abitanti”
Vicino l’accordo con il governo per tagli da 13 miliardi. Intanto continua, con Coca-Cola Hellenic, l’emorragia delle multinazionali dalla Grecia. E Bloomberg conferma le aspettative sulla produzione aurifera del Paese
di Francesco De Palo
“Evacuate le isole con meno di centocinquanta abitanti”, firmato troika. Nel sessantottesimo anniversario della liberazione di Atene dai nazifascisti (era il 12 ottobre del 1944) i rappresentanti di Bce, Ue e Fmi, impegnati in vertici no stop in queste ore nella capitale ellenica per concedere l’ulteriore tranche di aiuti che eviti la bancarotta della Grecia, accanto a misure draconiane come tagli di dipendenti pubblici e fondi per la sanità, hanno tirato fuori dal cilindro anche questa singolare richiesta, sulla quale in tarda serata c’è stata la smentita da parte del commissario europeo Olli Rehn. Come se quel provvedimento dal sapore amarissimo per chi su un’isola vi è nato e vi lavora possa da solo influire sul mare di debiti che affliggono la Grecia. C’è anche questa dose di assurdità all’interno del pacchetto di misure che sta provocando una rivolta sociale in un paese stremato dal memorandum, con la disoccupazione che sfonda la soglia del 25% e con i dati Unicef che gridano tutto il loro dolore: 400 mila bambini sottonutriti. E che, come confermano fonti ministeriale, potrebbe vedere la luce entro domenica, in virtù di un accordo quasi raggiunto tra governo di Atene e troika.
Il pacchetto comprende tagli alle pensioni per circa 4,9 miliardi di euro nel 2013, oltre a tagli su salari, indennità e prestazioni sanitarie per un ammontare complessivo di 13,5 miliardi di euro in due anni. Al momento il dibattito sarebbe ancora “aperto” sui 300 milioni di euro di tagli alle prestazioni di invalidità. Ma in linea di massima le ottantanove riforme fiscali strutturali proposte dalla troika dovrebbero vedere la luce in parlamento prima dell’eurovertice del prossimo 18 ottobre. Anche se è sulla recessione che si giocherà molto di questa partita: in quanto la troika ha già fatto filtrare la sua posizione in merito. Si aspetta il 5% del Pil nel 2013, mentre la parte greca è ferma al 3,8% del PIL. All’interno del pacchetto finale da 13,9 miliardi dal ministero confermano che vi sarà una clausola di condizionalità, ovvero il fabbisogno di finanziamento che se effettivamente approvato, potrebbe essere propedeutico alla famosa proroga di un biennio (come ha lasciato intendere ieri anche il direttore dell’Fmi Christine Lagarde), e per complessivi 12 miliardi di euro. Su cui ancora pesa ancora il veto di Berlino. Il ministro delle finanze Schaeuble per ben due volte da Tokyo ha infatti ribadito che “non c’è alcuna alternativa alla riduzione del debito degli Stati della zona euro”. Leggi il resto di questo articolo »
Lisbona
Ue: prove di sollevazione?
Aggiornamento: anche a Parigi (ma non c’era il magico Hollande tutto diritti e niente austerità?) pare che ci sia molto fermento. La gente chiamata a raccolta dal fronte di sinistra manifesta contro l’austerità. In Italia, l’autoeletta parte “sana” del paese, quello stesso fronte di sinistra sta preparando il No Monti day. Sarà il Profumo delle elezioni che ha fatto risvegliare questa “parte sana”, ben lieta di non aver disturbato il manovratore fino ad oggi? Mentre viene oscurata dai media mainstream la manifestazione apparentemente trasversale ed apartitica della Catena Umana già circolano articoli che trasudano soddisfazione per il supposto flop dell’iniziativa. Il primo è del Fatto Quotidiano, finta testata alternativa (basti pensare alla propaganda pro vaccini), il secondo su giornalettismoche sfotte chi tenta in buona fede di cambiare lo status quo. Forse, proprio questo disturba chi non gradisce
iniziative e manifestazioni che non siano state prima “validate” dai magna magna partitici.
Barbara
Portogallo: protesta anti-austerità a Lisbona
La protesta pacifica e’ stata organizzata dal sindacato della CGTP e arriva dopo che il premier, Pedro Passos Coelho ha promesso di ascoltare la voce del popolo, rivedendo in parte i
rincari delle tasse e contributivi precedentemente annunciati.Resta il fatto che nella finanziaria per il 2013 l’esecutivo dovra’ comunque varare nuovi sacrifici per evitare che il deficit sfori il tetto concordato. Oggi i manifestanti a Lisbona hanno scandito slogan contro il governo di centrodestra. “Un anno fa – ha detto dal palco il leader sindacale, Armenio
Carlos – il premier ci aveva assicurato di aver concordato con la troika le soluzioni per risolvere i problemi del Paese. Ma e’ un film che abbiamo gia’ visto in Grecia, stiamo andando verso una strada senza uscita, che ci sta spingendo nel precipizio” . AGI
Come per Tangentopoli, si ripete oggi il colpo di mano di un potere giudiziario che ha sempre tollerato il malcostume e la corruzione e che adesso inchioda anche i politici locali. E’ in atto di fatto, con questa nuova ondata di inquisizioni, un azzeramento della politica a tutti i livelli. In un colpo solo saranno smembrati, spazzati via tutti i partiti a partire dalla base, quella locale, la meno compromessa. Il piano di dominio si fa sempre più palese.
Dal canto suo il servizievole Monti ed il suo governo di “tecnici”, ha esautorato le Regioni delle loro sudate e sofferte conquiste di autonomia, azzerandone di fatto l’operatività extra ragioneristica e con questo intendo la possibilità di decisione e programmazione dello sviluppo della loro terra. L’opera di devastazione globalista corre velocemente su due binari paralleli quello tecnocratico e quello giudiziario.
Nelle lande lasciate scoperte dalla politica, pur con i suoi gran difetti e costi per la società, scorazzeranno solo i servitori delle banche internazionali; banche alle quali con servile sussiego saranno dati in premio i beni del Bel Paese.
Se qualcuno ha ancora gli attributi, si faccia avanti, questo è il momento di passare sopra ad ogni divisione ideologica ed approntare una linea di difesa comune. Se ci lascieremo bollire la condanna sarà nelle ipotesi migliori una feroce schiavitù.
Noi di Stampalibera siamo quì, stiamo combattendo in prima persona, per il bene comune, ci abbiamo messo il cuore e l’anima.
Abbiamo delle idee ed aspettiamo impegno,
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Dopo il Nobel “preventivo” a Obama nel 2009, oggi viene premiata l’Ue. Una decisione che lascia allibiti: incapace di arginare la crisi, Bruxelles non fa altro che complicarci la vita
Articolo di Andrea Indini * Link
Qui non si tratta di essere filo o anti europeisti. Tuttavia, il premo Nobel per la Pace all’Unione europea nel migliore dei casi ingenera una certa incredulità. Nei peggiori un marcato sdegno. Vuoi perché i tecnici, gli economisti e i vari ministri dell’Ecofin si sono rivelati del tutto incapaci e impreparati a superare il primo vero problema che gli si è parato dinnanzi dalla formazione dell’Ue: la crisi economica. Vuoi perché le norme, i trattati e le leggi partorite dagli euroburocrati non hanno fatto altro che complicarci la vita anziché semplificarla. Vuoi perché ogni anno gli italiani pagano ancora di tasca propria la scelta più nefasta presa dai tecnocrati europei: l’unione monetaria. Leggi il resto di questo articolo »
11 ottobre 2012 * www.greenreport.it
Qualche ora prima della manifestazione nazionale contro l’installazione del terminale terrestre del Muos, il nuovo sistema satellitare delle forze armate Usa, su richiesta della Procura della Repubblica di Caltagirone, a conclusione di indagini avviate nel luglio del 2011, sono stati sequestrata perviolazione delle leggi sull’ambiente l’area e gli impianti del sistema di comunicazioni “Mobile user objective sistem” (Muos) della stazione “Naval radio transmitter facility” (Nrtf) delle Forze Armate Usa in Sicilia. (E’ HAARP decentrato sul Mediterraneo)
La stazione radio statunitense sorge in di contrada Ulmo ed è stata costruita all’interno della riserva naturale della Sughereta di Niscemi (Caltanissetta), area a inedificabilità assoluta e sito di interesse comunitario.
Il Wwf è soddisfatto e in un comunicato sottolinea di essere «Più volte intervenuto nei mesi scorsi sulla vicenda insieme al comitato No Muos, segnalando non solo il grave danno ambientale che l’impianto ha sul delicato equilibrio della riserva naturale, ma anche i gravissimi rischi per la salute dei circa 500.000 cittadini che abitano in prossimità della stazione radio. Già adesso infatti questa consta di 42 antenne impiantate dalla Marina statunitense che ha emissioni radio superiori ai limiti consentiti dalla normativa vigente. Leggi il resto di questo articolo »
Fonte: peopleinpraise.org * Link
Il regno di Satana, per stare in piedi, come dice Gesù, non conosce divisione, defezioni, tradimenti, diserzione, distrazioni, infedeltà, negligenza, impreparazione. I demoni agli ordini di Satana odiano Dio e persino Satana, odiano l’uomo e la vita, ma sono sempre perfettamente obbedienti e sottomessi, perché questo permette loro di avere potere e di esercitare il potere. Il regno di Satana si regge su di un’allucinante, perversa, orribile, assurda, agghiacciante, delirante forma di unità. Nel regno di Satana tutti i demoni si odiano nel modo più violento ed efferato, non sono d’accordo su nulla, non vogliono condividere nulla, ma al tempo stesso nessuno va contro l’altro e tutti rispettano, assolutamente sottomessi, le gerarchie, senza alcuna discussione o ripensamento. Il regno di Satana è la più avanzata e riuscita forma di globalizzazione mai realizzata, e Satana usa questa forma di totale controllo, dominio e supremazia per creare la stessa forma di globalizzazione sulla terra, che i potenti del mondo chiamano “nuovo ordine mondiale”. Satana ha fatto un tentativo di globalizzazione anche ai tempi della torre di Babele e il Signore è stato costretto a intervenire per scongiurare l’autodistruzione dell’umanità (Genesi 11). Leggi il resto di questo articolo »
Articolo di Stefano Davidson per Stampa Libera
Lo scopo di questo breve articolo è di dare a grandi linee la dimensione del mondo che abbiamo intorno, anzi della galassia intera. Abbandoniamo quindi momentaneamente lo squallido pianeta i cui tre abitanti Monti, Draghi e Napolitano la stanno facendo da padroni. Escludiamo per un attimo anche i coinvolgimenti politici internazionali che fanno girare questo pianetino come se fosse una trottola ed entriamo nella complessa nebulosa dei possibili, anzi probabili, probabilmente certi, “complotti di ordine economico finanziario” che ruotano intorno a tutto. Sì, a tutto, non solo al nostro pianetino con i tre burattini che fanno i fenomeni, ma anche intorno a quelli che si sentono forti e ben governati, per capire che c’è chi con un soffio può modificare radicalmente “il tutto”.
Or dunque nell’autunno del 2011, alcuni scienziati svizzeri (che per luogo comune si pretendono quantomeno precisi) ha presentato uno studio a dir poco allucinante soprattutto nelle sue conclusioni finali. Tale studio rivelava come soltanto un piccolo numero di banche abbia il pieno controllo di una porzione esagerata dell’economia globale. Leggi il resto di questo articolo »
Non si tratta quindi di un vero corpo armato europeo, un inizio di esercito unico europeo, nel qual caso si collocherebbe alle dipendenze di Commissione e Parlamento Europeo, ma di un semplice corpo armato sovra-nazionale che, in quanto tale, gode di piena autonomia. Infatti, la EGF non è sottoposta al controllo dei Parlamenti nazionali o del Parlamento europeo, ma risponde direttamente ai Governi, attraverso il citato interministeriale (CIMIN)- L’articolo 21 del trattato di Velsen, con cui viene istituito questo corpo d’armata sovranazionale, prevede l’inviolabilità dei locali, degli edifici e degli archivi di Eurogendfor.
- L’articolo 22 immunizza le proprietà ed i capitali di Eurogendfor da provvedimenti esecutivi dell’autorità giudiziaria dei singoli stati nazionali.
- L’articolo 23 prevede che tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possano essere intercettate.
- L’articolo 28 prevede che i Paesi firmatari rinuncino a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni.
- L’articolo 29 prevede infine che gli appartenenti ad Eurogendfor non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in tutti quei casi collegati all’adempimento del loro servizio. Leggi il resto di questo articolo »

































