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ottobre 2011 (MoviSol) – Dall’8 settembre è nelle librerie “Il Golpe Inglese”, libro di Giovanni Fasanella e Mario J. Cereghino che documenta cinquant’anni di trame britanniche per destabilizzare e controllare la politica dell’Italia. L’EIR ha intervistato uno degli autori, Giovanni Fasanella. Ecco per gentile concessione l’intervista integrale:

EIR: Giovanni, tu hai scritto un libro intitolato “il golpe inglese”. Questo libro parla di un golpe ininterrotto, come dici tu, da cinquant’anni, da parte della diplomazia Britannica nei confronti dell’Italia. Come ti è venuta l’idea di scrivere questo libro?

Giovanni Fasanella

Fasanella: Intanto, questo, è un libro scritto a quattro mani, con un bravissimo archivista, Mario José Cereghino, esperto in particolare di Inghilterra e Stati Uniti. L’idea di questo libro è in qualche modo il risultato di un lavoro parallelo compiuto da Mario e da me. Egli, attraverso la ricerca, appunto, negli archivi americani e britannici sin dai primi anni Novanta. Io attraverso la raccolta (nei miei libri – ne ho scritti dodici) delle testimonianze di – diciamo così – “persone informate sui fatti”, investigatori: Giovanni Pellegrino per esempio sul piano politico-parlamentare, Rosario Priore su quello giudiziario, oppure protagonisti diretti come Alberto Franceschini, cofondatore delle Brigate Rosse, insomma tante testimonianze con cui avevo tentato di ricostruire il quadro entro il quale erano maturati eventi tragici dell’Italia degli anni tra il 1969 – l’anno della strage di Piazza Fontana a Milano – e il 1978 – l’anno del sequestro e dell’assassinio di Aldo Moro. Leggi il resto di questo articolo »

Si e’ chiuso all’insegna della tensione, degli scontri e delle cariche, il corteo degli indignati partito poco dopo le 14 da piazza della Repubblica, a Roma. Nel primo pomeriggio un esponente dei Cobas e’ stato ferito mentre cercava di allontanare i piu’ violenti, stessa sorte per un manifestante che ha riportato gravi lesioni ad una mano mentre raccoglieva o tentava di lanciare un grosso petardo. Una ragazza ferita in volto. Contusi anche tra gli agenti delle forze dell’ordine, alla fine intervenuti con idranti e lacrimogeni.
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Incendiato mezzo blindato dei carabinieri: salvi militari Feriti nelle forze dell’ordine. Black Bloc continuano gli assalti: paura tra manifestanti pacifici

ROMA- Guerriglia in piazza San Giovanni, luogo storico delle manifestazioni sindacali e democratiche. Il corteo degli indignati, che doveva essere una manifestazione pacifica, si è trasformato in una vera e propria battaglia urbana che da più tre ore e mezzo sta mettendo a ferro e fuoco il centro. La piazza è simbolicamente divisa tra i violenti e i manifestanti pacifici che con le mani alzate stanno cercando di scappare. Le forze dell’ordine prese d’assalto dai black bloc con una pioggia di sassi e sampietrini. Continue le cariche dei blindati e degli idranti: le forze dell’ordine in tenuta antisommossa cercano di disperdere il folto gruppo di incappucciati, circa 500 persone che li attacca anche con bottiglie incendiarie e bombe carta.

RINFORZI – Altri contingenti delle forze dell’ordine sono arrivati a Piazza San Giovanni in supporto a quelli presenti nella piazza. Il lancio di lacrimogeni ormai è fitto ed i teppisti rispondono con pietre e bottiglie. La loro violenza sembra inesauribile: tra loro urlano quasi per darsi la carica soprattutto durante i blitz. Continuano a costruire barricate e ora ne hanno eretta una a via Merulana. Leggi il resto di questo articolo »

http://www.diegocugia.com/index.php/_home/

di Diego Cugia | Scritto in alcatraz-italia |

L’uomo scopre di amare al tramonto
quando la vista stanca e le lacrime autoritarie
gli sgorgano per uno stupido bolero
e l’orizzonte si sfuoca al punto
che è indistinguibile il mare dal pianto,
e il ricordo di lei gli barda il cuore.
Lui, ultracinquantenne, in tempo giovane
aveva avuto qualche successo da visionario
(Un eroe della radio? Un telefilm? Non mi ricordo).
Poi la gloria lo cancellò, e un tenore di vita
da prodigo incosciente, lo ridusse sul lastrico.

Lo conobbi su una panchina de L’Avana,
in una notte in cui l’oceano spadroneggiava
sul Malecon. Parlava da solo, di figli sperduti
come spiaggiati balenotteri, e di una donna
(“l’unico grande amore della mia vita…”, ripeteva
come fanno gli scolari all’interrogazione, quando,
impreparati, ricominciano il discorso dall’inizio)…
“L’unico grande amore della mia vita, io
non potei ingannarlo, sarei stato un traditore,
e lei era già stata mortalmente aggredita. Pure,
per tenerla, avrei dovuto compiacerla,
illuderla, blandirla, perché ogni volta
che mi comportavo onestamente,
lei mi giudicava un delinquente.”

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http://www.signoraggio.it

Oggi, 15 ottobre, è una giornata storica: definita giornata della protesta globale, chi dice degli indignados, chi del 99% della gente contro l’1% dei banchieri, densa di manifestazioni e soprattutto di prese di consapevolezza. Già si rincorrono voci sul net di strumentalizzazioni varie, persino di finanziamenti da parte dei finanzieri, della protesta mondiale contro sé stessi (cfr. globalresearch.ca) – con lo scopo di cavalcarne l’onda? – visto che alle marce del movimento genitore OccupyingWallStreet, nato il 17 settembre, si è visto persino uno dei maggiori attori della débacle internazionale, Soros.

Sarà soprattutto la giornata della vittoria dell’informazione che corre sul net con il metodo tribale e democratico del tam tam, visto che i temi a noi tanto cari, le banche, il signoraggio, i finanzieri, lo strapotere di una elite globalista che tiranneggia il mondo e che dissacra le sovranità dei popoli, in breve banche e multinazionali, verranno messi in evidenza e pesantemente dissacrati. La vittoria del parlare vero contro la lingua orwelliana, babilonia, il politicamente corretto e umanamente depravato. Arrigoni, barbaramente massacrato dopo una vita dedicata alla difesa dei diritti degli oppressi, insegna, universale è  diventato il suo motto: “Restiamo umani”, uno dei tanti slogan che infiammano la rivolta. Leggi il resto di questo articolo »

15-10-11

(ASCA-AFP) – Hong Kong, 15 ott – Sono iniziate in Asia le proteste degli indignati che tra oggi e domani scenderanno in piazza in tutto il mondo con cortei e manifestazioni. Oltre 950 citta’ e 82 Paesi prenderanno parte alle iniziative ispirate al movimento di giovani e precari nato alla Puerta del Sol di Madrid, gli ”indignados”, e al gruppo ”Occupy Wall Street”.

Le proteste divamperanno in Europa, in America del Nord, in America latina, in Asia e in Africa. A Roma decine di migliaia di persone sfileranno per le strade del centro per esprimere la propria ”indignazione” contro le politiche economiche dei governi e della banche europee contro la crisi economica.
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Il popolo arabo libico, riunito in Congresso popolare di base:
ispirato dalla prima Dichiarazione della Grande Rivoluzione di Al Fatah (1° settembre 1969) che fu il trionfo definitivo della libertà su questa terra, diretto dai principi della Dichiarazione Storica della Instaurazione del Potere del Popolo del 2 marzo 1977, evento che aprì una nuova era, coronamento della lotta ininterrotta, nell’arco dei secoli dell’Umanità e conferma della sua incessante ispirazione alla Libertà e all’emancipazione; guidato dal Libro Verde, guida dell’umanità per la liberazione totale da ogni potere individuale, di classi, clan, tribù o partiti, e strada che conduce all’instaurazione di una società per tutti, nella quale tutti gli esseri umani siano liberi ed uguali nell’esercizio del potere e nel possesso delle ricchezze e delle armi; in riposta all’incitamento permanente del leader internazionalista, Moammar Qaddafi, fondatore dell’era jamahiriyana, il quale concretizza tramite il suo pensiero e il suo lavoro le aspirazioni degli oppressi e degli asserviti nel mondo e che apre dinanzi ai popoli la via del cambiamento attraverso la rivoluzione popolare, strumento indispensabile per l’instaurazione della società jamahiryana; convinto che i diritti dell’uomo, supplente di Dio sulla terra, non possono essere il dono di nessuno Leggi il resto di questo articolo »

Fonte: neovitruvian.wordpress.com

Il Pantheon è un antico tempio romano che fu successivamente trasformato nella Chiesa di Santa Maria dei Martiri. Risalente al 125 dC, questo è l’edificio più completo giuntoci dall’antica Roma. Il Pantheon fu dedicato al pan theos, che significa “tutti gli dèi.” Quando divenne una chiesa,  venne dedicato alla Vergine Maria e a tutti i martiri. Il Pantheon è il luogo di sepoltura di molti italiani importanti e rimane una Chiesa attiva. Leggi il resto di questo articolo »

Sulla giornata contro le banche e l’usura internazionale, la consegna del Palazzo è: “far finta di nulla”

di: Ugo Gaudenzi
direttore@rinascita.eu

In metà Occidente oggi è una giornata di protesta speciale. Contro gli affamatori dei popoli, contro chi ritiene di poter impunemente predare la vita stessa agli esseri umani: quei Signori del denaro che, apolidi, hanno rubato la moneta a chi lavora, ai cittadini, hanno comprato i debiti delle Nazioni per lucrare interessi a usura, hanno trasformato i cittadini in un gregge di pecore.
Nel Palazzo, gli altri, quelli di destra, quelli di (falsa) sinistra, continuano nei loro giochi. Se ne fregano del movimento di popolo in atto, come esplicitano i loro media embedded che, dando notizia delle manifestazioni, tacciono sugli obiettivi della protesta e dipingono cronachette senza senso.
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Washington accusa Teheran di aver pianificato l’omicidio dell’ambasciatore saudita negli Stati Uniti

”Sembra la sceneggiatura di un film di Hollywood”. Ha ragione Robert Mueller, direttore del Federal Bureau of Investigation (Fbi) statunitense, nel commentare così la notizia che lui e Eric Holder, Attorney General degli Usa, il ministro della Giustizia di Washington, hanno diffuso ieri in una conferenza stampa.

Mentre incontravano la stampa, davanti a una Corte Federale di New York City, compariva per la convalida dell’arresto Mansoor Arbassiar. Secondo la ricostruzione delle autorità statunitensi, al termine di un’indagine iniziata a maggio 2011, il 56enne irano-statunitense Arbassiar avrebbe tentato di ingaggiare un killer per assassinare Adel al-Jubeir, ambasciatore dell’Arabia Saudita negli Stati Uniti.

La ricostruzione di Mueller e Holder si basa sulle dichiarazioni di un infiltrato che lavora con la Drug Information Association (DIA), l’agenzia governativa Usa che si occupa di lotta al traffico internazionale di droga. Si tratta di un agente sotto copertura, in Messico, avvicinato a maggio, da Arbassiar e da un certo Gholam Shakuri. All’informatore, legato alla banda messicana dei narcos chiamata Los Zetas, sarebbero stati offerti 1 milione e mezzo di dollari per uccidere al-Jubeir, nel ristorante dove è solito mangiare a Washington.

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Fonte http://fulviogrimaldi.blogspot.com/

UOMINI E TOPI ( e due canzoni d’attualità e un contributo strategico sull’Europa di polizia)

di Fulvio Grimaldi

Ricordate il bambino palestinese Handala? Alla faccia delle organizzazioni palestinesi che hanno assalito Gheddafi

Ogni propaganda deve essere così avvincente e a un livello intellettuale tale che perfino il più stupido di coloro a cui è diretta la comprende. Attraverso astuta e costante applicazione della propaganda si può portare la gente a prendere l’inferno per il paradiso, e viceversa, a credere che la peggiore vita sia la migliore. (Adolf Hitler, “Mein Kampf”)

Piazza pulita? Occupiamola!
Ieri a “Piazza Pulita” (La 7, Corrado Formigli), quando una compagna di quello strepitoso gruppo di incazzati che occupano il Teatro Valle, contro lo smantellamento a opera di speculatori edilizi, e l’ex-cinema Palazzo, che per questo Stato biscazziere dovrebbe diventare una bisca, ha accennato al diritto a resistere a forsennati picchiatori in divisa, c’è stato un sussulto di terrore. Tutti raccapricciati ad anatemizzare la “violenza”, con il soggettone squadrista Gasparri a latrare contro i violenti di piazza e solo l’alieno De Magistris, rara flor, a ricordare Genova 2001, Diaz e Bolzaneto, gli aguzzini condannati ma promossi, compreso il falsario che ora fa il capo dei servizi, per suggerire che un po’ di violenza sta anche dall’altra parte. Poteva anche dipanare il filo nero, rosso di sangue, che, collega, a forza di mazzate e gas venefici, arresti e pestaggi, ogni singola espressione del pensiero che si svolga all’aperto, sul territorio del padrone, cioè su tutto il territorio: terremotati, pensionati, donne, operai, studenti, immigrati, difensori del territorio, morituri delle discariche mafiogovernative, eutaniasiaci, manifestanti anti-guerra….Alt, manifestanti anti-guerra no, non c’era nessuno da picchiare.
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Arrestati gli ex dirigenti dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente di Basilicata.

http://dorsogna.blogspot.com/

Caro Vincenzo Sigillito, ex direttore dell’Arpab – Potenza
Caro Bruno Bove, coordinatore del dipartimento provinciale dell’Arpab – Potenza
spero che l’arresto di questa mattina – arresti domiciliari, ma pur sempre arresti – per disastro ambientale e omissione di atti d’ufficio vi faccia vergognare profondamente e vi marchi nell’animo, nella reputazione, e per la vita.

Quello che avete fatto e’ abominevole: avete nascosto i dati dell’inquinamento da inceneritore al vostro popolo per dieci anni.
Li avete ingannati nella fiducia. Gli avete mentito.
Avete intascato lo stipendio pagato dalla stessa gente a cui avete nascosto la verita’.
L’inceneritore ha inquinato le falde acquifere dal 2002. Monnezza nel territorio per dieci anni – nickel, manganese, arsenico – roba cancerogena.
Chi ha bevuto quell’acqua? Ve lo siete mai chiesti? Vi siete mai preoccupati della salute dei lucani? Vi siete mai sentiti un po’ responsabili delle impennate di tumori in Basilicata di questi anni?
E quando nascondevate i dati, chi volevate proteggere? Ci pensavate mai che la vostra prima responsabilta’ e’ verso il cittadino e non verso chiunque ci sia dietro La Fenice?
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Gianni Lannes
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Antonella Randazzo
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