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Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/article/1549354/tagli-spesa/manovra-finanziaria-si-va-verso-tagli-spesa-da-10-miliardi.aspx

Def esaminato da lunedi’ dalle Commissioni: sforbiciata a beni e servizi in vista (sanita’ e Pubblico impiego) in due tappe. Corsia preferenziale per cassa integrazione. Rinviato al 2014aumento aliquota Iva.

Il premier in carica Mario Monti insieme al ministro dell’Economia Vittorio Grilli (a sx) e il pari grado dello Sviluppo Corrado Passera.
ROMA (WSI) – Da quando e’ stato presentato a inizio aprile, il Documento di Economia e Finanza (Def) ha portato con se’ anche i timori di una nuova manovra di finanza pubblica, ipotesi gia’ in varie occasioni rilanciata e poi smentita dal ministro dell’Economia Vittorio GrilliAllarme rilanciato oggi dal Sole 24 Oree, che parla di un piano di tagli da 7-10 miliardi in due tranche. L’iter dovrebbe essere super veloce, ma c’e’ viva l’incognita relativa allacassa di integrazione e ai rifinanziamenti del fondo di sussistenza per risolvere una volta per tutte il problema esodati. Nel primo caso dovrebbe essere trovato almeno un miliardo di euro.
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Fonte: http://blog.consulenzapenale.net/2013/04/19/napolitano-intercettato-processo-penale-subito-in-cassazione-la-risposta-quale-esito-vediamo-qui/

Un’imbarazzante situazione è stata quella che ha dovuto affrontare il presidente della Repubblica uscente Giorgio Napolitano in ordine alle intercettazioni delle telefonate con Nicola Mancino nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia.

L’autorità giudiziaria procedente, dopo un iter travagliato, aveva disposto la completa distruzione ma tale provvedimento è stato oggetto di ricorso in Cassazione.

Il Supremo Collegio si è espresso in tempi brevi dando così una decisione definitiva su tale vicenda. Nella giornata di ieri ha confermato l’eliminazione di tutti i files, operazione che verrà eseguita il 22 aprile.

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Fonte: http://salvatoretamburro.blogspot.it/2013/04/giorgio-napolitano-traditore-del-pci-e.html 

Con 738 voti, il 20 aprile 2013, due terzi della casta politica ha votato come Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, confermando al Colle un uomo di 88 anni (che secondo il mandato settennale resterebbe in carica fino a 95 anni…alla faccia del rinnovamento della classe politica).
Ma chi è veramente Giorgio Napolitano?
Egli è un uomo che ha sempre cambiato i suoi ideali all’occorrenza, da sempre servile ai poteri forti americani e filo-israeliani, presente ed ossequioso ovunque ci fosse un potere da servire.

Febbraio 2013 al Convegno del PD

“Non mi convinceranno a restare – Mia elezione non è soluzione, e sarebbe al limite del ridicolo – Giorgio Napolitano14.4/2013

Quello che si è consumato oggi al parlamento italiano, è il più grande inciucio di sempre nella storia repubblicana. Le controindicazioni e gli effetti collaterali gravi di questo abominio politico, si rederanno palesi fra qualche tempo, quando il paese, allora definitivamente nel baratro, accenderà sommosse popolari in ogni dove, mettendo a serio rischio la tenuta sociale. Hanno voluto mettere una “grande pezza”, a uno squarcio talmente esorbitante, che in nessun modo può essere ricucito – il tutto con il losco intento, di consolidare per l’ennesima volta, poltrone, privilegi, impunità e potere, infischiandosene provocatoriamente e spudoratamente della volontà popolare, principio sul quale si fonda e si esercita la democrazia nella sua più corretta derivazione etimologica.
I sorrisi di giubilo, l’entusiamo, gli applausi e il plauso, che hanno animato e rianimato l’aula del parlamento, dopo la rielezione di Napolitano a capo dello stato, si ascrivono drammaticamente a metafora di un ultimo vergognoso atto prima della fine, per sancire così il tracollo di una democrazia mai compiuta, ma da sempre ostaggio di interessi particolari e mercimonio della dignità.

L’atteggiamento ipocrita, codardo, servile e fintamente responsabile di Giorgio Napolitano, vanifica il sacrificio di tutti quegli italiani che hanno lottato e sono morti per liberare l’Italia dal nazi-fascismo, e riconquistare il diritto di una libertà perduta – affermando così, l’inutilità di una tale carica e allineandosi all’ipocrisia di questa classe politica escrementizia, nella speranza di passare alla storia come un presidente neutrale, super partes e di buon senso.
A tempo debito, e alla luce dei fatti e degli avvenimenti futuri, la storia giudicherà e confermerà la stupidità e faziosità di un tale atteggiamento, permeato di infantilismo politico, qualunquismo, piaggeria e vanesia visibilità che, nella sostanza, rinnega e sterilizza gli ideali e le ragioni, all’origine della sua storia politica improntata alla mera carriera personale.
Da tutto ciò si evince che il signor Napolitano non ha alcuna consapevolezza della realtà e della gravità della situazione socio politica e quindi, minimizza i suoi atti e comportamenti, adducendone un significato retorico e formale – mettendo così a rischio la tenuta dei principi fondamenti della democrazia, relativizzando ogni parametro di giudizio, e messa in discussione l’autenticità dei suoi valori morali ed etici e il suo, un tempo platealmente ostentato, senso dello Stato.
Il Cittadino più rappresentativo della nostra Repubblica, che dovrebbe dormire con la Costituzione sul comodino, ha l’obbligo morale e politico di astenersi fermamente e in forma esplicita da ogni coinvolgimento che possa in qualche modo, mettere in dubbio la sua onestà intellettuale, il suo senso dello stato, e l’indipendenza.
Detto questo, trovo raccapricciante e scandaloso il silenzio tombale del “compagno” Bersani, sulle motivazioni mai espresse che lo hanno spinto a non considerare in alcun modo legittima una possibile candidatura alla presidenza della Repubblica del signor Stefano Rodotà: una, e forse la sola figura in questo paese, degna e meritevole di un tale compito. Un uomo al di sopra di ogni sospetto, autentico servitore dello stato, la cui limpidezza e statura morale traspare da ogni poro della sua persona, colto, etico, sobrio e intelligente, senza secondi fini, lontano da ogni becero protagonismo, gioco di potere e servilismo politico.
Certo, una tale eminente personalità a Capo dello Stato, avrebbe in breve tempo portato alla luce le incongruenze, le contraddizioni, i compromessi e l’indecente doppio/giochismo di Giorgio Napolitano. E questo è il motivo primo che lo ha indotto ad accettare.
Ergo, il tragico e spudorato accordo tra PD, Berlusconi, Monti e Napolitano sull’elezione del Presidente della Repubblica, propedeutico alla costruzione di un nuovo governo dei poteri forti, è un vero e proprio golpe bianco a cui occorre rispondere con la mobilitazione popolare e l’unità di tutti i cittadini onesti e di buona volontà.

Quella Libertà e quella Democrazia che in maniera perseverante e sistematica, questa classe politica imbarbarita dal potere cerca di mercificare in tutte le salse, è stata loro servita su un piatto d’argento dal sacrificio e dal sangue di tanti italiani che, un tempo, sono morti per combattere proprio questo tipo di ingiustizie, abusi e soprusi. Una libertà che, oggi (e per i motivi che sappiamo) è trasfigurata in licenza, pratica di mistificazione sistematica, privilegio e impunità.

 Fonte: http://dadietroilsipario.blogspot.it/2013/04/la-usurocrazia-benedice-napolitano.html

Sul fatto che l’usura globale si nasconda dietro l’imposizione di un secondo mandato di Re Giorgio, che ha inaugurato la tecnodittatura bancaria come modello della cosiddetta Terza Repubblica vi erano pochi dubbi. Lo conferma la telefonata di Draghi a Napolitano poco prima dell’accettazione del secondo mandato, ipotesi che Napolitano non molto tempo fa definì “ridicola”. Sarà contento Curzio Maltese. Un giorno solo è passato dalla consacrazione e gli usurai bussano per l’incasso.

Rigore: le parole di Grilli e Schaeuble suonano come un ricatto

O accettate le politiche di rigore e pagate altre tasse senza fare storie, o preleveremo dai vostri conti correnti quello che ci serve. Sembrerebbe questo il senso delle parole di Grilli e Schaeuble.CONTINUA SU IMOLA OGGI
Schauble ovviamente confida nella totale accondiscendenza mostrata dai contribuenti italiani che, costretti a salvare Monte dei Paschi di Siena, (la banca dell’Italia giusta, quella presentabile) non abbiano mostrato alcuna forma tangibile di disapprovazione. Che sò, anche solo lanci di uova e verdura marcia alle sedi MPS. Niente. La violenza no eh, non è democratica come salvare le banche con i soldi dei cittadini.
 
Schaeuble: i correntisti devono contribuire per salvare le banche
 
20 APR – Cipro dovrebbe essere ”un modello” per futuri salvataggi nell’eurozona e sarebbe necessario che i correntisti contribuiscano quando c’e’ da salvare una banca.
Lo ha detto il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, in un’intervista al settimanale Wirtschaftswoche. Difende poi il presidente dell’Eurogruppo Dijsselbloem, che il mese scorso aveva fatto un commento simile. Le critiche a Dijsselbloem erano ”ingiustificate” e non sono state fatte ”da me”, ha detto Schaeuble. Imola oggi
A seguito, ottime quanto tragiche analisi sul secondo mandato di Napolitano..l’ennesima beffa ai danni dei cittadini.
ITALIA MONTIANA A QUALUNQUE COSTO (UMANO)
di Barbara Cloro
Amo tanto le metafore escrementizie e mai come ora sarebbero quelle che piu’ si adattano a far da commento alla situazione politica attuale…. ma vi risparmierò la coprolalìa e cercherò di essere civile, anche se di civile, in questo dannato paese, mi sa che ci è rimasta solo la guerra…
Napolitano definiva “al limite del ridicolo” la sua candidatura solo una settimana fa.
La situazione pre-elettorale la conosciamo tutti: c’era convergenza di tanta parte del parlamento su Rodotà (M5S e SEl) che, lo ricordiamo, è del Pd. Pero’ poi il PD stesso ha espresso un chiusissimo “niet”. Politici hanno provato a far pressioni sulla figlia di Rodotà affinchè facesse ritirare il padre, hanno provato a far eleggere prima Marini e poi Prodi (entrambi meno peggio di Napolitano), andate male le due cose e poi… voilà, rielezione del vecchio “migliorista”.
A latere della questione ci sarebbe la telefonata di Draghi a Napolitano per convincerlo a ricandidarsi, la riunione dei capi di PD, PdL, Napolitano stesso e Monti (che ha preso il 6% alle elezioni ma governa tuttora e governerà in futuro).

No della Bundesbank al sequestro di 1,8 miliardi di euro a Nomura

Fonte: I tedeschi bloccano magistratura italiana su scandalo derivati Mps. No della Bundesbank al sequestro di 1%2C8 miliardi di euro a Nomura – ControLaCrisi.org.

19/04/2013 19:20 | ECONOMIA – ITALIA
I tedeschi bloccano magistratura italiana su scandalo derivati Mps. No della Bundesbank al sequestro di 1,8 miliardi di euro a Nomura

Ci impongono misure di austerità e alla fine bloccano addirittura le misure della magistratura italiana. La Bundesbank afferma che non può dar seguito alla richiesta dei Pm di Siena di sequestrare 1,8 miliardi di euro a banca Nomura. Lo riporta l’agenzia Asca, citando fonti a conoscenza del dossier, mentre la Procura di Siena dichiara di essere ancora in attesa di una comunicazione ufficiale.
La richiesta di sequestro attraverso un decreto d’urgenza era partira martedì scorso e prevedeva di intervenire con un meccanismo nuovo per l’Europa, cioè il blocco dei flussi sul circuito “Target2″. La Bundesbank avrebbe bloccato l’operazione di sequestro perché non può essere effettuata «in base all’ordinamento tedesco». I magistrati potrebbero quindi procedere con una rogatoria internazionale. A chi chiedeva se ora sarà seguita la strada di una rogatoria internazionale, fonti della Procura di Siena si limitano a rispondere: «Vedremo. Aspettiamo di leggere una comunicazione ufficiale».

Già si fanno i nomi di Amato, oggi sui giornali, che se la ride poiché con l’accoppiata del presidente del MES, il ministro delle Finanze olandese presidente dell’Eurogruppo, hanno già previsto di estendere il modello di Cipro all’Italia. Del resto fu Amato l’iniziatore del furto dai conti nel 1992. Si cita anche Enrico Letta e Monti all’economia. Ma chi li ha votati? Chi li vuole? Abbiamo votato, e come con il referendum contro la privatizzazione dell’acqua, non è servito a niente, perché i progetti del NOM vanno avanti.

Qua la conferenza stampa e la manifestazione a Roma, in questo momento, in diretta:

http://videochat.corriere.it/index_H2401.shtml?c=H24_1

NF

Premesso che una carica andava al PDL, l’altra al PD, la terza ai grillini, e che con il solito accerchiamento anti Berlusconi Grillo è stato molto abile, se eleggono Napolitano, DOMANI TUTTI A ROMA.

N. Forcheri

Fonte: www.beppegrillo.it
#TuttiaRoma – Appello agli italiani

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Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. E’ in atto un colpo di Stato. Pur di impedire un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati. Quattro persone: Napolitano, Bersani, Berlusconi e Monti si sono incontrate in un salotto e hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale, di nominare Amato presidente del Consiglio, di applicare come programma di Governo il documento dei dieci saggi di area pdl/pd che tra i suoi punti ha la mordacchia alla magistratura e il mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti. Nel dopoguerra, anche nei momenti più oscuri della Repubblica, non c’è mai stata una contrapposizione così netta, così spudorata tra Palazzo e cittadini. Rodotà è la speranza di una nuova Italia, ma è sopra le parti, incorruttibile. Quindi pericoloso. Quindi non votabile. Il MoVimento 5 Stelle ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull’inciucio ventennale dei partiti. Il M5S da solo non può però cambiare il Paese. E’ necessaria una mobilitazione popolare. Io sto andando a Roma in camper. Ho terminato la campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia e sto arrivando. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese.

Fonte: http://www.lindipendenza.com/cipro-le-banche-francesi-e-tedesche-hanno-lucrato-1-miliardo-e-poi-tagliato-la-corda/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=cipro-le-banche-francesi-e-tedesche-hanno-lucrato-1-miliardo-e-poi-tagliato-la-corda

di CHRIS WILTON

Ma i ciprioti sono impazziti o cosa? Il giorno dopo il voto del Bundestag tedesco sul pacchetto di salvataggio, che ha visto la Merkel perdere la maggioranza della sua coalizione e chiedere aiuto all’Spd per ottenere l’approvazione, cosa fanno a Nicosia? Chiedono il vaglio parlamentare all’accordo con la troika. Prima il segretario permanente del ministero delle Finanze cipriota, Christos Patsalides, ha chiesto una commissione d’inchiesta su quanto accaduto al sistema finanziario dell’isola e definito l’accordo con la troika , poi il procuratore generale della Repubblica, Petros Clerides, ha detto chiaro e tondo che l’accordo deve ottenere la ratifica parlamentare, viste le ingenti perdite subite dai correntisti delle due principali banche. Meno diplomatico il deputato dei Verdi, George Perdikis, secondo cui <è criminale mettere il destino di Cipro nelle mani della troika e farlo diventare una colonia>. Scherzano col fuoco, visto che se la Germania si irrigidisce e la Bce chiude i rubinetti, il default sovrano è dietro l’angolo, questione di giorni? Oppure la vendita forzata delle riserve auree in eccesso è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e riemergere l’orgoglio cipriota, quello che da giorni ribolle nelle strade con cittadini sempre meno concilianti e disposti a subire l’eurodiktat? No, c’è dell’altro. Perchè al netto di politici ladri e incompetenti, a Cipro hanno fatto bene i conti e letto sotto un’altra luce il timing della loro crisi. E hanno capito che Germania e Francia hanno responsabilità pari, se non maggiori, dei banchieri un po’ “allegri” dell’Isola. Leggi il resto di questo articolo »

E’ da anni che vo’ dicendo – testimoni i funzionari del mio comune – che vi è un progetto di sterminio dei nostri alberi autoctoni travestito da prudenzialità assicurativa e tecnicismo potatorio chemioterapico. Ho fatto varie foto degli alberi “potati” e sterminati di Diano Marina, e della Liguria di Ponente in genere, poi vado nel Chianti, e vedo gli stessi alberi potati allo stesso modo a Gaiole in Chianti (SI). E poi ricevo una mail del Comitato contro l’Aeroporto di Ampugnano (SI), l’aeroporto privatizzato in criminale maniera da MPS e CDP, su cui pende un’indagine della magistratura, e vedo le stesse identiche potature chemioterapiche e le stesse domande attonite degli ignari-ingenui cittadini.

La cosa più disperante è di vedere i funzionari comunali che fanno gli gnorri quando gli vai a spiegare che c’è un progetto occulto delle compagnie sementiere di appropriarsi di tutta la materia viva, per brevettarla e poi vendercela, che sia vegetale, animale o umana. No, scherzo, questo non glielo dico, ma gli dico che vi è un disegno di sostituire le nostre piante autoctone con piante provenienti da laboratori biotecnologici di altri paesi, preferibilmente Olanda, Israele e paesi Scandinavi. Non serve a niente, loro eseguono. Fanno gli gnorri, e se anche ti credono, si sentono impotenti. Come se non potessero dire alle ditte di potatura di tagliare più lievemente…Anche perché agronomi “indipendenti”, consultati amichevolmente, mi hanno garantito che questo tipo di potatura, contrariamente alla vulgata che vuole che gli alberi poi rifioriscono e si riprendono sempre, in realtà non fa che indebolirli, e sono già per la maggior parte malati, costringendo poi i comuni ad abbatterli con il pretesto della pericolosità pubblica…
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 Cos’è un “bene comune”? Stefano Rodotà spiega che ci sono beni che non coincidono né con la proprietà privata, né con la proprietà dello Stato, ma esprimono dei diritti inalienabili dei cittadini. Questi sono i “beni comuni”: dal diritto alla vita al bene primario dell’acqua, fino alla conoscenza in rete. Tutti ne possono godere e nessuno può escludere gli altri dalla possibilità di goderne.
La conoscenza in rete, su cui Rodotà si sofferma in quanto uno dei beni comuni di ultima generazione, è un bene che implica la condivisione e la partecipazione attiva nella produzione di conoscenza. Ciò implica che non può essere privatizzato né sottoposto a restrizioni.
Il punto di incidenza dei diritti fondamentali – e quindi il naturale destinatario dei beni comuni – non è più il soggetto ma la “persona”, un termine che l’attuale giurisprudenza va recuperando in quanto meno astratto e più concreto. E’ proprio sulla persona, inoltre, che ruotano le biotecnologie, nuove sfide della contemporaneità che generano altri diritti, altri beni e altre problematiche.

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Lo confesso: i miti del liberismo, della capacità di autoregolamentazione dei mercati, il mito della cosiddetta “mano invisibile del mercato” che regola i prezzi, sposta i mercati del lavoro, delle merci, dei capitali laddove si trovano sbocchi migliori, ripianando le differenze e allineando i livelli, come in un sistema di vasi comunicanti, mi aveva preso, da giovane. Al punto che ero convinto che valesse la regola del “meno regole ci sono e meglio è” (anche perchè, di fondo, io sono un anarchico: insofferente ad ogni tipo di autorità, anche quella che io stesso ero tenuto ad avere col mio gruppo, infastidito al pensiero che ci sia qualcuno che abbia bisogno di un altro che gli dica cosa fare, anche se quell’altro ero io).

Ciononostante riconosco che un minimo di regole ci deve essere, quantomeno per evitare i soprusi da parte dei più forti, dei più arroganti, dei più violenti nei confronti dei più deboli, degli indifesi, degli ultimi. E fra questi soprusi vanno sicuramente annoverati anche quelli non rivolti direttamente a qualcuno in particolare, ma anche quelli contro la collettività: se una azienda inquina l’aria, che è un bene di tutti, giusto multarla, fermarla, impedirle insomma di danneggiare un bene comune.

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Fonte: http://evokeagents.blogspot.it/2013/04/grido-daiuto-del-figlio-di-tareq-aziz.html

Anno: 2013 GRIDO D’AIUTO DEL FIGLIO DI TAREQ AZIZAssisi, aprile – Padre Jean-Marie Benjamin ha ricevuto per Pasqua una mail drammatica da Ziad Aziz, figlio maggiore dell’ex vice premier iracheno Tareq Aziz.

“Caro Signore, sono praticamente dieci anni che mio padre è stato arrestato dalle forze americane, ed è anche l’anniversario del tentativo di assassinio a cui è riuscito a sopravvivere nel 1980. Quel tentativo, in cui persero la vita dei civili presenti, è stato pianificato e portato a termine dalle stesse persone che guidano oggi l’Iraq, le quali anche adesso progettano di ucciderlo, questa volta lentamente, senza testimoni.

In occasione dell’ultima visita alla prigione, in cui viene detenuto a Baghdad, mia madre e le mie sorelle hanno appreso che ha avuto un quarto ictus dal 2003, crollando sul pavimento della sua cella nel corso della notte, dove poi è rimasto disteso per tutto il tempo, sino al mattino. Non è stato visitato da nessun medico, nè è stato trasferito in alcun ospedale e nemmeno gli è stato offerto alcun sostegno medico dopo l’attacco. Se non fosse stato per i compagni di prigione, i quali hanno cercato di averne cura facendo del loro meglio e per la grazia divina, non voglio pensare cosa sarebbe potuto accadere.

La sua capacità di esprimersi (parlare) è sensibilmente diminuita: mia madre e le mie sorelle hanno potuto comprendere a malapena cosa volesse dire a loro. Lesioni ulcerose, di natura infiammatoria, riconducibili al diabete, sono presenti sulle gambe e sul piede, il che potrebbe condurre alla cancrena, e, se le cure non sono immediate, all’amputazione.

Non ha mai sofferto in passato di queste lesioni, ma solo adesso per il modo in cui è stato trascurato.

Come ho detto prima, le stesse persone che hanno cercato di assassinarlo nel 1980, cercano di ucciderlo ora. Sostengono di essere dei fari dei diritti umani e della democrazia per l’intera regione, ma non hanno nessuna compassione, né umanità. Hanno un loro piano. Non sono interessati alla giustizia, vogliono solo la vendetta.

Io e la mia famiglia le chiediamo di informare la comunità internazionale e la stampa mondiale attraverso i suoi canali sulle condizioni di mio padre. La sua salute peggiora di giorno in giorno e sono sinceramente preoccupato su cosa ci riservi il futuro se non dovesse ricevere subito l’attenzione e le cure appropriate di cui ha disperato bisogno.

La ringrazio in anticipo per tutto l’aiuto, e sono fiducioso che farete del vostro meglio. Grazie per porgere l’orecchio (al grido d’aiuto) e per avere un cuore caldo.

Le auguro una felice Pasqua e prego che Dio protegga lei e i suoi cari.

Cordialmente.

Ziad Tariq Aziz”

Fonte: www.formiche.net 

L’ente incaricato ha cambiato tre presidenti in un anno
 di Francesco De Palo  

Si apre un mese cruciale per le maxi-privatizzazioni in Grecia, conseguenti al memorandum lacrime e sangue imposto dalla troika che, oltre ad aver coperto la montagna di debiti con altri debiti, ha imposto una privatizzazione di massa per fare cassa. E non senza difficoltà, dal momento che l’azienda di stato (la Taiped) incaricata di vendere «i gioielli di famiglia» ellenici ha già cambiato tre presidenti in un anno.

Oltre ai colossi tedeschi e francesi, in fila ci sono cinesi, russi e gli italiani con Terna. Vediamo dunque chi è pronto a prendersi interi pezzi di Ellade, con la prospettiva di fare buoni affari.

I gruppi in vendita. All’interno del pacchetto di offerte che dovranno essere presentate entro il prossimo 17 maggio al Fondo di privatizzazione, vi sono le aziende di stato che controllano il totocalcio, il gas, venti aeroporti regionali e anche il monopolio sulle scommesse ippiche. Se non si riuscirà a raggiungere l’obiettivo di 2,6 miliardi di entrate nel 2013, il governo dovrebbe introdurre automaticamente nuove misure e altri tagli. In gara non solo il gotha dell’imprenditoria ellenica (Latsis, Melissanidis, Kokkalis, Bobola), ma anche gruppi russi come Gazprom e Sintez; cinesi come Fosun International e Avic; turchi come Koc e Dogus; e giganti europei come le francesi Vinci, Suez, Pmu. I bocconi più grossi sono Opap e Depa, ovvero le scommesse e il gas: a cui sono connesse, ad esempio, anche altre piccole aree ma dall’alto significato imprenditoriale.

Gli aeroporti regionali. Intensa è l’attività crescente intorno ai candidati per gli aeroporti regionali, con particolare attenzione al gruppo francese Vinci, ai gruppi edili Ellaktor, Gek Terna, J & P Avax, alla tedesca Fraport e ai fortissimi gruppi cinesi come Shenzhen Airport, che gestisce il quinto aeroporto più grande in Cina e che si è guadagnato il ruolo di favorito dai bookmaker.

Il doppio affare madre. Le due grandi battaglie, tuttavia, fanno capo ai due monopoli: quello del gioco d’azzardo (Opap) e del gas (Depa/Desfa), per una serie di ragioni che esulano dall’affare in sé, ma che coinvolgono i circuiti che gravitano attorno al candidato che se le aggiudicherà. Una contrattazione che, allo stato delle cose, proprio per la sensibilità del caso, è complessa e articolata. Anche perché potrebbe legarsi a doppia mandata ai giacimenti di oro presenti nel nord del paese, con il mercato interessato a strizzare l’occhio ai gruppi che sostengono la filiera aurifera. È sicuramente considerata in prima fila Emma Delta (interessi del greco George Melissanidis e del ceco Jiri Smejc), seguita dalla cinese Fosun International, mentre un’azione di disturbo è stata fatta dalla Intralot di Socratis Kokkalis, già presidente della squadra di calcio dell’Olympiacos Pireo e armatore plurimilionario.

L’Opap. In gioco restano, con meno chanches, le imprese di investimento Bc Partners (Uk) e Terzo Point (Usa). Alcuni ritengono che il loro ruolo potrebbe essere limitato per via di uno stallo possibile soprattutto sull’Opap. D’altra parte coloro che seguono da vicino la competizione, sostengono che gli investitori non hanno alcun motivo di affrettarsi, dato che il valore di Opap è basso: il suo volume di affari era stimato in 150 milioni di euro annui e più o meno a tanto corrisponderà il prezzo di vendita di questo vero e proprio affare o regalo di stato, a seconda di come la si voglia inquadrare.

Il settore del gas. Gas fa rima con Russia e gli oligarchi non potevano certo mancare: su Depa e Desfa la Gazprom dovrebbe avere il sopravvento. Ma la Sintez Leonid Lebedev, attraverso la sua controllata Negusneft, aveva offerto per entrambe 1,9 miliardi anche se il prezzo potrebbe essere ridotto per i debiti di Depa. Non è noto se intende arrivare alla fine, o se presenterà offerta finanziaria vincolante il 29 aprile, la Socar dall’Azerbaijan, il consorzio di gruppi di Vardinogiannis (altra dinastia di armatori e presidente della squadra di calcio del Panathinaikos) e il consorzio di Gek Terna con il fondo ceco Ppf.

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