di Paolo Barnard
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=214
www.paolobarnard.info
La democrazia che nasce in un Paese. Un popolo che riprende in mano il suo destino. Ci può essere qualcosa di negativo in questo? Possiamo non sorridere compiaciuti per una volta?… Sì che possiamo, e anzi, dovremmo preoccuparci, pulitevi quel sorriso dalla faccia. Perché il mondo non è quello che vediamo, il mondo è quello che il Vero Potere non ci fa mai vedere. Infatti mentre il Cairo sperava, e proprio a causa di quella speranza, milioni di altri poveracci prendevano una sberla colossale, in termini di sussistenza, lavoro, reddito. Un egiziano lotta per vivere meglio, e un pakistano ‘a causa sua’ perde il lavoro e va alla disperazione. Questo è il mondo vero, care ‘belle anime’, il mondo dove in una decina di stanze occidentali un centinaio di uomini guarda alla Tv la rivolta a Tahrir Square e le esitazioni di Hosni Mubarak, come voi, solo che questi uomini poi alzano la cornetta del telefono a danno ordini secchi, e così decime di miliardi di dollari spariscono in poche ore dai mercati cosiddetti emergenti, quelli che hanno bisogno di quel denaro come i tuoi polmoni del prossimo respiro.
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Giappone :::: Viktor Kovalev :::: 16 marzo, 2011

Fonte: http://www.strategic-culture.org/pview/2011/03/15/fukushima-the-technology-of-deception.html
Una tipica tecnologia dell’inganno è quello di dire la verità, ma non tutta la verità. La copertura mediatica delle recenti catastrofi nelle due centrali nucleari giapponesi Fukushima 1 e Fukushima 2 sembra essere costruita secondo il principio di cui sopra.
Secondo i media, il terremoto di magnitudo 8,9 dell’11 marzo 2011 in Giappone ha provocato un arresto automatico dei reattori nucleari degli impianti di Fukushima 1 e Fukushima 2. I generatori diesel di riserva sono stati avviati subito dopo per alimentare l’energia del sistema di raffreddamento dei reattori, ma ulteriori problemi si sono presentati quando lo tsunami ha distrutto i generatori e la temperatura nel sistema di contenimento è aumentata. I tentativi di ridurre la pressione e la temperatura nei reattori hanno incontrato un successo limitato.
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31 marzo 2011 (MoviSol) -
http://www.movisol.org/11news061.htm
I sauditi stanno spingendo i vicini Yemen e Bahrain a schiacciare le rivolte popolari. Mentre questo non ne impedirà l’espansione, l’intervento saudita sancito dal silenzio degli europei e del governo americano creerà le condizioni per una guerra settaria tra sciiti e sunniti nella regione e un possibile intervento dell’Iran nella parte orientale dell’Arabia saudita.
Ciò porterebbe la situazione ad una dimensione completamente nuova. In Yemen dove, similmente alla Libia, la società è composta da tribù armate, la guerra civile potrebbe portare ad una situazione di tipo somalo. Mentre una parte delle forze armate si è unita ai rivoltosi, secondo fonti yemenite, il ministro della Difesa e il Capo di Stato Maggiore vengono tenuti in ostaggio nel palazzo presidenziale e costretti a comparire in televisione dichiarando sostegno al presidente Ali Abdullah Al-Saleh. Leggi il resto di questo articolo »
http://conflittiestrategie.splinder.com/post/24397205/montezemolo-fuori-pista-di-gp
di G. Petrosillo
Montezemolo ha dichiarato che a causa dell’incompetenza dell’attuale classe politica sente l’inoppugnabile esigenza di scendere direttamente in campo per prendere nelle sue mani il destino del paese.
Riceviamo da un bloggher amico e volentieri pubblichiamo.
di Stefano d’Andrea
http://www.appelloalpopolo.it/?p=2965
Coloro che non sono interessati alla lettera guardino comunque il video linkato, relativo alle torture inflitte dai ribelli ai soldati libici
Spregevoli interventisti umanitari,
capirei se voi foste favorevoli a costituire una brigata di volontari e a partire per la cirenaica al fine di combattere accanto ai ribelli libici. Vi considererei degli stupidi ma capirei.
Vi considererei stupidi, in primo luogo, perché sareste mossi dalla falsa convinzione che coloro che combattono per liberarsi di un governo autoritario lo fanno sempre per instaurare una forma di governo democratica. Invece la logica e la storia ci dicono che un governo autoritario può essere combattuto per instaurare un governo autoritario di diversa natura (di stampo religioso, anziché laico, o viceversa; di stampo socialistico anziché capitalistico o viceversa; e così via); per mere ragioni di potere (per dare il potere a una persona, a un gruppo o a una tribù, anziché alla persona al gruppo o alla tribù dominanti); e infine per instaurare un forma di governo che riconosca le libertà fondamentali.
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Marcello Pamio – 28 marzo 2011
Moltissime persone che stanno leggendo questo articolo, mangiano senza saperlo, cibo Kosher: cibo “puro e sano” certificato da un rabbino!
Le più grandi aziende alimentari italiane, nel silenzio più assoluto, hanno comperato la certificazione ebraica Kosher, in pratica dichiarano che i loro prodotti alimentari sono così puri da poter essere mangiati dagli ebrei!
Non è certo una notizia di oggi, anche perché, fin dal 1965 l’Ente rabbinico di Roma, legato a quello israeliano, rilascia, oltre alla “Certificazione Kosher”, anche una periodica supervisione dei processi produttivi, inclusi la fornitura di macchinari particolari.
Cerchiamo di capire cosa significa Kosher.
Il mondo Kosher.
Kosher in ebraico (o Kasher) significa “atto” o “adatto”, ed è un termine impiegato per definire cibi preparati in conformità con le regole alimentari ebraiche.[1] In pratica cibo adatto agli ebrei.
Non a caso i primi precetti impartiti agli esseri umani furono proprio per il cibo, con la proibizione ad Adamo ed Eva di mangiare i frutti dell’Albero, e da allora, gli ebrei di tutto il mondo hanno sempre posto grande enfasi sull’autocontrollo alimentare.[2]
Le leggi dell’alimentazione ebraica (Kashrùt) affondano le radici nella Bibbia e vengono osservate da più di tremila anni.
Ma perché l’alimentazione deve essere gestita addirittura da leggi? Leggi il resto di questo articolo »
Buone notizie dal Gazzettino
UDINE – Sembra quasi riduttivo dire che un carabiniere resta sempre un carabiniere, non solo una volta andato in pensione, ma anche quando non si trova in servizio. La riprova è venuta l’altro ieri dall’appuntato scelto Michele Micunco, in forza al comando di Cervignano (Udine).
Si trovava infatti a passare, forse nel suo giorno di festa oppure in una pausa di lavoro, a Aquileia quando improvvisamente ha visto un corpo galleggiare nel canale che scorre proprio appena terminato il centro. Era riverso. Non ha avuto dubbi l’appuntato e con prontezza ha portato a riva l’uomo. Balbettava qualche frase e respirava a fatica, ma era vivo.
All’azione di salvataggio hanno collaborato anche gli uomini della locale stazione, messi in allarme da una telefonata. I parenti infatti della persona tratta in salvo avevano telefonato preocupati per l’allontanamento dell’uomo che aveva manifestato tragici propositi. Che si sarebbero realizzati senza l’intervento tempestivo del carabiniere. Sul posto subito il 118 che ha provveduto a trasportare la persona all’ospedale di Palmanova.
Dirà il futuro se cercherà l’appuntato Michele per ringraziarlo.
Trova un portafogli e lo restituisce: il
proprietario lo invita in vacanza
BOLZANO (29 settembre) – Ha trovato un portafogli per terra con dentro i soldi e lo ha subito consegnato alla polizia. Leggi il resto di questo articolo »
domenica 3 aprile 2011
Berlinguer e la strage di Brescia: anche questa volta Vinciguerra non ha parlato a vanvera
http://andreacarancini.blogspot.com/
Il penultimo articolo scritto da Vincenzo Vinciguerra per il suo sito, Scene da una strage[1], ha suscitato lo sconcerto[2] di un osservatore non prevenuto come Ugo Maria Tassinari. In effetti, nel pezzo in questione, Vinciguerra fa un affermazione forte, persino “sconcertante”, che Tassinari evidenzia con il rosso:
La Russia vara un programma di riarmo nucleare
http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=23926
La Russia, sentendosi minacciata dal fatto che gli Usa impiegano in questa guerra armamenti strategici, vara un programma di riarmo nucleare.
Quella contro la Libia, che il presidente Napolitano definisce non una guerra ma un’operazione dell’Onu, sta già provocando un pericoloso «effetto collaterale». Il primo ministro russo Vladimir Putin, premesso che quello libico non è un regime democratico e che la situazione è resa complessa dalle relazioni tribali, ha definito due giorni fa la risoluzione del Consiglio di sicurezza una sorta di chiamata medioevale a una crociata per giustificare una aggressione dall’esterno, col pretesto di difendere i civili: Ha quindi detto che – dopo gli attacchi aerei Usa contro Belgrado, poi contro l’Afghanistan e l’Iraq e ora contro la Libia – questa sta divenendo una «tendenza stabile nella politica statunitense». E ha concluso: «Ciò conferma che la Russia fa bene a rafforzare le sue capacità di difesa». Alle parole sono seguiti subito i fatti.
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Rapporto Kfor: le reti della criminalità del Kosovo già note
Cannonate su Abidjan. Ore contate per Gbagbo
di: Francesca Dessì f.dessi@rinascita.eu
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Hanno combattuto tutta la notte. Il rumore delle cannonate e delle mitragliatrici ci ha impedito di dormire (…)Io sono chiusa in casa. È stato dato ordine di non uscire dalle proprie abitazioni, gli aeroporti di Abidjan sono chiusi ed è impossibile raggiungere il vicino Ghana perché le strade sono pattugliate dai galeotti liberati e armati da Alassane Ouattara”. A raccontarlo è la fonte di Rinascita che vive ormai da anni ad Abidjan. Dalle sue parole trapela la paura di un conflitto che avrà sanguinose ripercussioni per chi ha sostenuto Gbagbo. Tanta è anche la rabbia: “continuano a parlare di guerra civile ma è una vergogna qui c’è semplicemente una guerra d’invasione: i soldati ivoriani e i giovani patrioti combattono contro i militari francesi, i mercenari e i ribelli delle Forze nuove. E si difendono come leoni”.
Sono disposti a morire pur di non cedere il potere al sanguinario Ouattara. Sono pronti a immolarsi per la Costa d’Avorio pur di non darla vinta alla Francia che non contenta di aver lasciato pesanti cicatrici post-colonizzazione, di aver ucciso civili innocenti durante la crisi politica del 2002, si è messa di nuovo in mezzo agli “affari ivoriani”.
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“Quando guardo alla storia sono pessimista, ma se guardo alla preistoria sono ottimista”(I. C. Smuts)
Questo branco di intellettualoidi dell’ultima ora, produttori di libri in serie infiorati di dotte citazioni, si comportano come se la conoscenza e la ricerca della verità fossero il risultato di studio e di letture. Sapere scrivere e leggere, sono basilari per accedere a un buon ragionamento, ma senza la pratica, la passione e l’avventura trascendente, tutto si riduce ad arido apprendimento, mera informazione e autoreferenza.Scienziati, filosofi, letterati, sociologi e antropologi, si domandano, sulle cause che hanno prodotto le nostre società moderne e dei loro effetti nefasti sugli individui (degenerazione, omologazione, necrofilia, deriva etica e morale) e sull’ambiente tutto.La risposta ad un tale interrogativo, va ricavata dalla lettura delle Sacre Scritture che, in forma di metafora, collocavano l’inferno al centro della terra, all’opposto del paradiso, situato nell’alto dei cieli.L’inferno, solitamente identificato con un mondo oscuro dominato dalle fiamme e dalle tenebre e sotterraneo, è collegato all’operato del Dio e della creatura superiore che ha originariamente introdotto nella Creazione l’errore, la menzogna, il peccato, e, in definitiva, “il principio distruttivo dell’ordine delle cose”. Tale creatura superiore si identifica nel diavolo – nella divinità del male. Il paradiso, diversamente, indica un luogo di piacere finale, sereno e non soggetto al trascorrere del tempo caratterizzato da pace e felicità.Questa differenziazione di merito fra le due dimensioni metafisiche (distinzione relativa, alla loro diversa funzione), non è casuale ma, terribilmente profetica, individuando nel sottosuolo terrestre (inferno: posto in basso) la causa della nostra condanna, mentre, nella zona aerea celeste, le ragioni, della nostra salvezza.Per tanto, l’errore (o peccato originale), che ha innescato questo processo degenerativo della coscienza umana, si consuma agli albori della Rivoluzione Industriale quando, in virtù delle nuove invenzioni, e dell’Energia necessaria al loro funzionamento, l’uomo (in maniera del tutto innaturale) ha rivolto la sua attenzione alle profondità della terra, mettendo così in atto quell’opera di profanazione e di violazione che, in seguito ne ha determinato la sua condanna. Se siamo in grado di dare un’interpretazione logica, corretta e conseguente alla narrazione biblica, riguardo a questo tema, possiamo dedurne il suo significato più remoto: l’Energia profonda è di natura maligna e quindi distruttiva, l’Energia alta, è di natura divina, creatrice e salvifica. Leggi il resto di questo articolo »
fonte: byebyeunclesam
di Enrico Gotti
«Mi hanno portato vicino al confine vestito da cammelliere. Mi sentivo una sorta di James Bond. Poi mi hanno mollato lì e mi hanno indicato la direzione: dritto. Ho fatto dieci chilometri a piedi, nel deserto e sono entrato in Libia. Ho pensato che fosse la cosa più pericolosa che potevo fare».
Da Parma in Libia
A parlare è Cristiano Antonino, 39 anni, fotografo appena tornato a Parma da un reportage in Libia. Non è andato a Est, nelle città governate dai ribelli, ma è entrato dal confine tunisino, a Ovest, in quella che era la roccaforte di Gheddafi. Ha visto Zaltan, la città dei fedeli del dittatore libico, distrutta. «Una cittadina di solo muri. Grande come Fidenza. Non c’era più anima viva. Gheddafi non si aspettava un attacco dalla parte al confine con la Tunisia. Io volevo documentare l’altra guerra. Dalla parte opposta di Misurata. Con i rivoltosi mi sono messo d’accordo: avevo due cassette nella telecamera che cambiavo continuamente. Una era per loro e una per me. Me le hanno chieste perché per loro era come una festa di liberazione».
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