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Articolo di Gianni Lannes | Link
Dall’etica alla tecnologia e alla trasformazione degli stili di vita: parla il leader e fondatore del Movimento per la Decrescita Felice. “Meno è meglio, ecco come si può cambiare”.
di Furio Stella, tratto da Biolcalenda – inserto “Effervescienza” di febbraio 2013
link: www.labiolca.it
Ma chi gliel’ha fatto fare a un professore di letteratura in pensione, per giunta romano, di trapiantarsi in una cascina fra le colline astigiane del Monferrato, e di diventare uno studioso – scientifico anziché letterario – di tecnologie ambientali? Nessuno. Gli è venuto in mente da sé. «Sono venuto in Piemonte perché ho sposato una piemontese, ma anche per l’esigenza di applicare nella mia vita concetti in cui credo come l’efficienza energetica e l’autoproduzione di beni», dice Maurizio Pallante, 65 anni, leader e fondatore del Movimento per la Decrescita Felice, la colonna italiana della decrescita economica a cui è arrivato di pari passo (o forse prima ancora) con il “guru” mondiale Serge Latouche.
«Io Latouche l’ho conosciuto nel 1994, grazie al direttore editoriale della Bollati Boringhieri che aveva pubblicato i nostri libri, e nessuno dei due parlava ancora di decrescita», ricorda Pallante, che è scrittore e saggista ma anche molto d’altro: è stato per esempio consulente di efficienza energetica per il ministero dell’Ambiente, assessore “verde” all’Energia ed Ecologia del Comune di Rivoli e, volendo, persino “agricoltore e poeta” come l’ha definito Serena Dandini in un’intervista Rai di alcuni anni fa a “Parla con me”. Anche se Pallante, nonostante l’orto su cui coltiva e autoproduce con pollaio e alberi da frutta annessi, e nonostante i quattro libri di poesie pubblicati (più di dieci invece quelli a carattere eco-tecnologico, l’ultimo dei quali, “Meno e meglio” edito nel 2011 dalla Bruno Mondadori), sul divano rosso più famoso d’Italia aveva preferito schermirsi: «Be’, adesso non esageriamo…».
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Dopo la Libia e la Siria, Algeria: il vero obiettivo finale della Francia nella guerra al Mali.
Miliziani di Al-Qaeda da sacrificare in un gioco sporco che mira a creare destabilizzazione all’interno dell’Algeria e preparare la strada alla sua balcanizzazione “umanitaria” per conto NATO.
Posted by syrianfreepress

Miliziani di Al-Qaeda sacrificabili (…più degli altri cioè…) sono stati dislocati in Mali per essere bruciati in un gioco sporco il quale mira, oltre alle risorse naturali del Mali ovviamente, a creare destabilizzazione all’interno dell’Algeria giocando su vecchie problematiche di conflitto interno tra islamisti radicali e nazionalisti algerini islamici, per spingere e provocare la rinascita di conflittualità sopite e preparare la strada alla sua balcanizzazione e successivi interventi “umanitari” per conto NATO.
Chi pensava che i miliziani di al-Qaeda in Mali e Algeria fossero solo “schegge impazzite”, distaccatesi dal “vivaio” libico, si deve ricredere e fare meglio i conti.
Perchè in realtà chi regge i fili sono sempre gli stessi burattinai, ed i miliziani di al-Qaeda trasferiti in Mali sono la parte più scadente di quei reparti di mercenari e terroristi già addestrati esattamente a questo scopo: diventare folcloristica e rumorosa carne da macello, per avere:
1) – tutte le giustificazioni d’intervento militare da parte della Francia (dietro la quale scaldano i muscoli altre nazioni NATO/Golfo)
2) – riattivare antiche, ma mai sopite del tutto, conflittualità all’interno dell’Algeria, infiltrando nuova carne infetta “islamista-salafita” per contagiare il tessuto sociale algerino.
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Articolo di Thierry Meyssan * Fonte: http://www.megachip.info
«Sotto i nostri occhi», cronaca di politica internazionale n°24.

Nicolas Sarkozy e François Hollande utilizzano le armate francesi per soddisfare interessi privati o stranieri. Hanno inviato degli uomini alla morte per rubare il cacao dalla Costa d’Avorio, le riserve d’oro dalla Libia, il gas dalla Siria, e l’uranio dal Mali. La fiducia è rotta tra il capo delle forze armate e i soldati che si sono impegnati per difendere la patria.
di Thierry Meyssan.
Le avventure militari di Nicolas Sarkozy e François Hollande in Afghanistan, in Costa d’Avorio, in Libia, in Siria e ora in Mali sono discusse assai vivacemente in seno all’esercito francese. E l’opposizione che esse si trovano ad affrontare è giunta a un punto critico.
Alcuni esempi:
Nel 2008, quando Nicolas Sarkozy aveva appena modificato la missione dei soldati francesi in Afghanistan per farne delle forze supplementari rispetto a quelle di occupazione statunitensi, il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il generale Bruno Cuche, rifiutò di inviare i carri armati Leclerc. La crisi fu così profonda, che il presidente Sarkozy approfittò della prima anomalia a presentarsi per costringere il generale Cuche a dimettersi Leggi il resto di questo articolo »
“La cosa che mi sconcerta (per la sua facilità di applicazione) di questa marmaglia di politici, è la serenità con la quale delinquono, si vendono, mentono all’evidenza, con il candore di chi si appresta a ottemperare ad un diritto. Una moderna e speciale prerogativa (segno dei nostri tempi) che, nell’atteggiamento arrogante e sprezzante, intende scopiazzare la figura intimidatoria del mafioso tutto d’un pezzo, assunta in seguito a normale pratica e regola relazionale.
Gente, che per la loro attività, incassa cifre da capogiro, oltre a beneficiare di una tale lista di privilegi che neppure i Principi di un tempo avrebbero mai potuto concedersi, per un senso di decenza verso i loro cortigiani e sudditi.
Del resto, nelle moderne democrazie, il potere si raggiunge per demeriti!”
Ciò di cui oggi il paese ha un impellente bisogno, non può essere relativo alle ragioni di una parte o dell’altra ma, si traduce in una cultura del buon senso condivisa, non che suffragata dalla schiacciante evidenza delle drammatiche circostanze, che attendono risposte secche, immediate e ineludibili.
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Sempre più spesso eliminati attraverso i droni che bombardano indisturbati in Yemen, Somalia, Pakistan. L’ultimo caso: due svedesi e un britannico rapiti a Gibuti.
L’Fbi continua a portare avanti la pratica delle “rendition”, ovvero l’arresto-rapimento all’estero di “sospetti terroristi” con trasferimento forzoso all’interno dei confini statunitensi senza regolare processo e in violazione delle stesse leggi di Washington.
A denunciarlo è il quotidiano Washington Post, rivelando l’ultimo caso che ha coinvolto tre cittadini europei, due svedesi e un britannico, rapiti illegalmente nella piccola repubblica africana di Gibuti perché sospettati di essere membri di al-Shabab, formazione armata islamista attiva nella vicina Somalia. Il ministero degli Esteri svedese ha confermato l’arresto, in agosto, e la successiva estradizione clandestina, di Ali Yashin Ahmed, 23 anni, e Mohamed Yusuf, 29, poi trattenuti dall’Fbi per oltre due mesi e a lungo interrogati. Leggi il resto di questo articolo »
Articolo di Marco Cedolin | Link
I governanti italiani sono “bravi”, “stimati” e “credibili” quando piegano il collo davanti a diktat delle banche, delle multinazionali e degli Stati usciti vincitori nel 1945, tutti ben decisi a vivere di rendita.
Articolo di Francesco Lamendola – 17/12/2012 - Fonte: Arianna Editrice
Il fatto che a sostenerlo sia Silvio Berlusconi, personaggio (a ragione) screditatissimo sia in patria che all’estero, può farla prendere per una delle tante buffonate cui ci ha abituati negli ultimi diciotto anni di vita politica: eppure ci sono forti probabilità che sia vero.L’Italia è vittima di un complotto internazionale per tenerla in un perenne stato di minorità, per impedirle di aspirare a un ruolo più alto e più degno di lei sulla scena della politica mondiale. Così hanno deciso le grandi banche, le agenzie di rating e le maggiori potenze occidentali, prima di tutte quella che a torto viene sempre descritta come la nostra sorella latina: la Francia.
Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=18420 - di Luciano Garofoli
Sta per calare il sipario in maniera ridicola e tragica su una vicenda che ha dell’incredibile e che per certi versi sembra kafkiana. Gli elementi di un feuilleton fin siecle ci sono tutti e il mix che ne deriva è davvero esplosivo. Cerchiamo di ripercorrere a grandi linee questa intricata quanto assurda vicenda iniziando dal principio.
Tutto comincia quando negli anni settanta ci si deve schierare, si deve prendere una posizione netta, precisa, senza mezzi termini se si è in buona fede e se si crede che sia un dovere dare il proprio contributo grande o modesto che sia, per cambiare il mondo, combattere l’ingiustizia, lottare per la libertà e la dignità dell’uomo che in quanto tale è necessariamente soggetto di rispetto e di dignità.
E Paolo Ferraro si schiera, sì come tanti seguendo quelle teorie che più sembravano voler poter dare all’umanità giustizia, uguaglianza libertà. Si identifica con la sinistra, con quella più radicale, più estrema con il Manifesto, con Lotta Continua, Avanguardia Operaia. Partecipa alle manifestazioni, lotta, s’impegna scrive articoli infuocati ma mai banali, intelligenti cosa che lo pone sotto una certa luce più vivida e diversa. Ma il nostro unisce lo spirito guerriero anche ad una profonda coscienza ed un alto senso del dovere: studia, con impegno, non va a rimorchio del “sei politico” non lo vuole, lo aborrisce, lo fugge vuole quello “che merita”, quello che la sua intelligenza viva e corposa può ottenere e rivendicare con orgoglio.
Si laurea in Giurisprudenza a pieni voti, poi fa il concorso in Magistratura, lo supera brillantemente senza spintarelle, raccomandazioni, raggiri o meriti di combattente e resistente ad oltranza.
E qui, presa coscienza che il Magistrato è super partes e che deve applicare quanto la Costituzione di questa disgraziata, parolaia, smidollata ed anche insanguinata, Repubblica, le sue leggi impongono fa una scelta dicotomica e per lui anche dolorosa: fare il Magistrato e non fare più politica. Cioè mantenere sì le proprie posizioni ideologiche, ma svolgere in modo imparziale il proprio lavoro di rendere giustizia.
Nonostante la sua ”cristallina” militanza a sinistra che certamente non mette in discussione la sua fede politica, all’interno di Magistratura Democratica i suoi ex compagni non sono poi così solidali con lui e le sue prese di posizione non sempre sono seguite ed apprezzate.
Adesso immaginate quello che deve aver provato una persona di questa fatta quando a quarantanove anni, all’improvviso scopre un mondo di nefandezze, di raggiri, di violenza e quel che peggio di applicazione di mezzi e sistemi di condizionamento e di riduzione di persone in uno stato di servaggio e schiavitù psichica.
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Fonte: ● mentereale.com
di Corrado Belli
Adesso vorrei sapere da coloro che fanno parte delle forze dell’Ordine e alla Magistratura se erano al corrente che questi asociali hanno agito fuori dalla costituzione al fine di favorire la Politica dettata da Brussel (Van Rompuy & Barroso) che a loro volta sono gestiti dai Rothschild e da quei Ratti dei Bilderberg.
La sapevate?
Se si, perchè avete lasciato che quel Pseudo Presidente della repubblica facesse di tutto per far cadere il Governo Berlusconi per poi mettere al suo posto un branco di incompetenti e asociali che non hanno nulla a che fare con la Politica interna del Paese e che hanno ridotto l’Italia a un paese di Zombie, di persone che si suicidano, di mendicanti, disoccupati e indebitati per le prossime generazioni a vita?
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Cari Connazionali, sarebbe opportuno formare delle ronde civili costituite da cittadini volenterosi e con dignità, quella dignità che hanno cercato di rubarci dopo averci rubato quasi tutto. Come avete ben potuto constatare le Denunce contro i capoccia delinquenti e criminali del Parlamento Europeo sono state ammesse e non possono essere rigettate, anzi, anche i Tribunali Costituzionali di alcuni Paesi della Comunità Europea hanno aderito alla richiesta di aprire delle indagini nei confronti dell’Elite Satanica messa al comando dell’Europa dai Banchieri e altri criminali Industriali provenienti dalla Famigerata IG-Farben che con il passare degli anni hanno preso il comando assoluto non solo in Europa, ma anche oltre Oceano. Altre Organizzazioni “Religiose “ hanno formato a loro seguito tante altre Organizzazioni al fine di distruggere le culture dei diversi paesi Europei al fine di poter instaurare un Mondo basato sulla perversione totale e formare il Nuovo Ordine Mondiale. I Governi Tecnici messi al comando di Portogallo, Grecia, Spagna e Italia hanno il compito di distruggere l’economia nei paesi in cui sono stati messi a comandare; ormai anche i morti hanno riaperto gli occhi per vedere in che stato sono stati ridotti i cittadini Europei che da decenni combattono per i loro diritti, la loro libertà di espressione senza che altri stati si intromettessero (vedi Israele e USA ) nella politica interna del paese. Leggi il resto di questo articolo »
Per ulteriori Informazioni e per leggere altri e nuovi articoli dell’Autore: ESCOGITUR.IT
Si consiglia anche la lettura di “L’Anticristo”

Il progetto di una rete, organizzata per piccole cellule interattive e autosufficienti, per l’operatività costruttiva antisistema scevra da paure, apostasie, imprudenze, cecità e stupidità tipico derivato disorganico della matrice mammonica e delle strutture di peccato
Molti amici (anche di Stampa Libera) cominciano a scrivermi per sapere in cosa consiste il progetto di cui tanto vado parlando da un po’ di tempo a questa parte, e perché parto per andare dove. Ho deciso di scrivere questa premessa agli appunti di viaggio, perché altri possano seguirmi e coordinarsi con l’aiuto degli amici dei siti che definisco, sin da ora, della Resilienza Cattolica (La Pace in Gesù dopo il Superamento del Trauma Universale per il Tradimento del Papato di Roma)
Il progetto si fonda sulla Resilienza e ha lo scopo di creare una Confraternita di Cooperative per la costruzione di CAERP e Borghi -agricoli- di Xenobia tra persone che hanno recuperato il PIENO POSSESSO DEL PROPRIO TEMPO. A Xenobia non esistono deleghe e/o deroghe, perché tutti sono e devono essere impegnati: nessuno è servo e nessuno è padrone, e la fraternità è l’unica legge. Le CAERP sono la nostra Centrale TermoNucleare e Spirituale a flusso continuo e fondamento della Resilienza. Dirò poi.
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Articolo del Corriere della Sera
Roma – Tutti in libertà. I lavoratori dell’area a freddo dell’llva, circa 5mila, possono andare tutti a casa, a cominciare dal prossimo turno. I badge sono tutti disattivati. Tranne per lo staff e i dipendenti delle officine. È quanto comunicato dalla dirigenza Ilva ai sindacati dopo un incontro urgente nello stabilimento. Tutti le sigle sindacali hanno deciso di occupare l’azienda con un presidio permanente. Rimarranno fino a quando non avranno rassicurazioni sul loro futuro. Leggi il resto di questo articolo »
di Gianluigi Paragone - Fonte: byoblu.com
Partiamo dalle cifre. Il numero “boa” è un range compreso tra i 120 e i 150 miliardi: tanto secondo l’Istat, è l’imponibile sottratto all’erario. Ora, domando al presidente Monti e al numero uno di Agenzia delle Entrate Befera, è mai possibile pensare sul serio che a questa cifra ci si arrivi per gli scontrini non emessi, per le fatture in nero non rilasciate dall’idraulico o per le ore in nero pagate all’insegnante di ripetizione? La risposta di chi ha un quoziente intellettivo medio è no. No, no e ancora no. A queste cifre ci si arriva perché c’è un numero “ristretto” di soggetti che evade per cifre da capogiro.
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