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Le divergenze che ancora resistono riguardano soprattutto la quota di partecipazione al capitale iniziale che dovrebbe ammontare a circa 50 miliardi di dollari. Benché gli squilibri di forza tra i cinque ostacolino a livello globale l’affermazione politica del loro peso economico, il processo in questo senso è stato avviato e un forte segnale è stato lanciato agli istituti finanziari internazionali.
Cina e Brasile, le due maggiori economie del gruppo, ore prima dell’inizio del vertice, hanno siglato una swap line che permetterà loro di commerciare l’equivalente di circa 30 miliardi di dollari l’anno per tre anni nelle valute locali, spostando così quasi la metà dei loro scambi commerciali fuori dalla zona del dollaro e segnando con questo accordo un passo fondamentale nel tentativo delle potenze emergenti di apportare modifiche concrete ai flussi di commercio globale a lungo dominati da Stati uniti ed Europa. In un ottica geopolitica va visto anche l’impegno congiunto dei Brics di prendere in considerazione l’appello di Assad loro rivolto per un intervento atto «a fermare la violenza in Siria e favorire l’apertura di un dialogo» e altresì le dichiarazioni di Putin secondo cui i cinque agiranno di concerto «per trovare una soluzione pacifica alla crisi siriana». Soprattutto se si considera il fatto che sia la Russia che la Cina si sono sempre opposte ai tentativi dell’Onu di imporre sanzioni contro il regime di Assad.
Secondo gli economisti della Bank of America Merrill Lynch, se, nel peggiore dei casi, Cipro dovesse abbandonare l’euro, la frammentazione della moneta unica provocherebbe un raffreddamento degli investimenti e ridurrebbe nel periodo 2015-2020 la crescita economica nell’euro-zona di circa un intero punto percentuale. A differenza dei Paesi ricchi, sempre più attanagliati e indeboliti dalla crisi finanziaria, i mercati emergenti invece si presentano più forti e in grado di contribuire in modo più consistente alla crescita globale. Gli scambi commerciali tra le economie avanzate hanno registrato un calo del 6 per cento negli ultimi quattro anni, mentre quelli tra i mercati emergenti sono in crescita del 38 per cento, secondo i dati riportati dagli economisti di Citi Ebrahim Rahbari e Deimante Kupciuniene.
Tuttavia, per il Sudafrica, paese ospitante questo quinto vertice e ultimo dei cinque entrato a far parte del blocco nel dicembre 2010, la debacle di Bangui non poteva cadere in un momento peggiore. Nella settimana in cui Durban ospita il summit, è infatti particolarmente imbarazzante per la nazione arcobaleno rivendicare un ruolo di potenza continentale influente dopo la disfatta subita dai suoi soldati nel tentativo di mantenere al potere Bozize. La vicenda, oltre a un forte imbarazzo sullo scenario internazionale, ha suscitato anche forti critiche interne.
In discussione è soprattutto il sostegno militare dato a Bozize. Con un deficit di bilancio stimato per il 2013 a circa il 4,6% del Pil, per ora il Sudafrica resta il fanalino di coda del gruppo Brics. Prospettive di crescita a medio lungo termine relativamente modeste non aiutano a fare pronostici di riduzione della disoccupazione che, ormai a un tasso persistente del 25%, è considerata la minaccia più grande alla stabilità sociale due decenni dopo la fine dell’apartheid. A differenza della crescita stimata intorno all’8,2% per la Cina, seguita dal 5,9% dell’India e dal 3,5% del Brasile.
In margine al vertice Brics, il Sudafrica ha raggiunto un accordo del valore di diversi miliardi di dollari con la cinese Chery Holdings e ha ricevuto un prestito di circa 5 miliardi di dollari dalla Cina a favore della Transnet, di proprietà statale, per rimodernare le linee ferroviarie. Considerando che la Cina è il più grande partner commerciale del Sudafrica, da cui importa massicce quantità di materie prime, e le difficoltà in cui si trova l’amministrazione Zuma e la sua politica economica, il Sudafrica sta rischiando di diventare la “Cenerentola” dei Brics sotto giogo cinese e questo nonostante sia di fatto la più grande economia dell’Africa. Nena News
| di: Antonio Miclavez* Fonte: http://seigneuriage.blogspot.it/2013/04/il-tasso-di-interesse-rapina-usuraia.html |
La denuncia del presidente della Federcontribuenti Fvg contro la “Bankitalia Spa”
Dopo aver denunciato la truffa della proprietà monetaria con Marco della Luna in “Euroschiavi” nel 2006, dopo aver descritto la truffa della rarefazione monetaria pilotata in “Euflazione” nel 2009, nel 2011 ho iniziato a dedicarmi in qualità di presidente della Federcontribuenti FVG (Friuli Venezia Giulia) a valutare per i nostri associati i tassi d’interesse applicati dagli Istituti di credito.
Quando un istituto di credito fa’ usura, la legge parla di Usura aggravata e raddoppia la pena fino ai 10 anni di galera, mentre il popolo la chiama usura bianca, per differenziarla dalla usura nera che si faceva per strada con la lupara, tanti anni fa. Mafia nera e mafia bianca.
Ora la lupara si chiama Tasso d’interesse, si chiama Equitalia, si chiama Monti.
Ora la mafia si chiama Monte dei Paschi di Siena, Banca d’Italia, BCE, Draghi, Barroso, Merkel, Fondo salvastati, Fondo monetario Internazionale.
Quando rilevavamo l’usura, depositavamo denuncia-querela alla Procura (è obbligatorio, l’Usura è un atto perseguito d’ufficio); il P.M. interpellava la Guardia di Finanza che stilava puntualmente una perizia che finora ha sempre confermato l’Usura e identificato i colpevoli confermando il dolo; poi il P.M. chiedeva l’archiviazione con nostro immenso stupore, e infine noi facevamo ricorso al GIP sperando che la causa non venisse archiviata. E in tanto ci mettevamo in attesa, e siamo ancora che aspettiamo; siamo in Italia. Leggi il resto di questo articolo »
Questo articolo, arrivandoci da facebook, era stato messo in spam da facebook stesso:

di Francesco Filini – 10 Aprile 2013
Non avendo ottenuto una risposta esauriente dal Commissario Europeo Olli Rehn, nonostante le due interrogazioni che trovate qui e qui, il Parlamentare Europeo Marco Scurria decide di scrivere direttamente al Governatore della Banca Centrale Europea per cercare di sciogliere definitivamente il problema della proprietà dell’euro all’atto dell’emissione.
Credo che sia davvero assurdo che non si riesca a dare una risposta ad una domanda così importante, qui non c’entrano nulla teorie economiche, complotti, sistemi monetari, ecc…, qui si tratta di diritto. E’ una questione giuridica che va risolta definitivamente. Perché tutto ciò che non è codificato dalle leggi è per definizione fuori legge.
C’è bisogno di persone che facciano conoscere questa tematica, che arrivi anche ad altri politici di qualsiasi schieramento, il Rapporto Aureo chiede quindi di diffondere il più possibile gli atti giuridici prodotti dalle interrogazioni e dalle risposte delle stesse. Non lasciamo solo il Parlamentare Europeo che con coraggio insiste su questo tema! Chiunque può far sentire a Scurria il proprio sostegno, la pagina dei contatti del suo sito si trova qui. Leggi il resto di questo articolo »
Uno schiaffo alle devastanti politiche europee di Angela Merkel è arrivato in ‘casa’: “Deutscher Bundesrat stoppt Fiskalpakt”.
ll Bundesrat tedesco, la Camera dei Laender, ha bloccato il Fiscal Compact, tramite il voto dell’opposizione rosso-verde, che detiene la maggioranza. Le regioni chiedono di ridiscutere il provvedimento voluto da Angela Merkel; in Commissione di mediazione, le due Camere saranno costrette a trovare un accordo.
In cambio dell’austerità ed il soffocamento definitivo delle politiche economiche comportate dal Fiscal Compact, i Laender vogliono ottenere 3,5 miliardi di euro fra il 2014 e il 2019.
Il voto bomba rimette tutto in discussione.
L’ossessiva politica del rigore perde un pezzo decisivo; fino alle prossime elezioni, la Germania non entrerà nel Fiscal Compact. In Italia, pur di non contraddire l’aspirazione tutta tedesca all’austerità e al rigore di bilancio, i nostri politici senza scrupoli si sono piegati ai diktat della Germania, accettando delle regole di rigidità economica che qualunque contabile, con un po’ di sale in zucca, giudicherebbe assolutamente folli e irresponsabili.
Ma la stampa italiana? La notizia ha suscitato clamore? Acqua in bocca, vorrai mica far fare brutta figura al Pd, al governo dei tecnici salvatori della Patria comune?
Si è svolta recentemente a Durban (26/27 marzo), senza molto clamore e quasi ignorata dai media in Italia, la riunione dei paesi appartenenti al gruppo dei cosi detti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) ovvero il gruppo dei paesi emergenti la cui importanza economica, industriale e politica avanza di anno in anno sulla scena globale.
Questi cinque Paesi del gruppo BRICS si propongono di fatto come una alternativa al predominio unipolare degli USA e dei paesi occidentali (OCSE) ed alle istituzioni economiche e geopolitiche globali esistenti.
Il volume di scambi tra le cinque potenze emergenti ha toccato lo scorso anno i 282 miliardi di dollari contro i 27 miliardi del 2002 ed esiste una previsione che questo possa arrivare a 500 miliardi entro i prossimi due anni.
Inoltre il gruppo dei BRICS corrisponde attualmente al 43 per cento della popolazione mondiale, ad un quarto dell’estensione del mondo ed al 21 per cento del PIL mondiale. Questa l’importanza anche se occorre considerare che il gruppo dei 5 paesi è tutto meno che omogeneo ed esistono forti differenze e contrasti da paese a paese. Basti pensare ai rapporti “difficili” in passato tra Cina ed India sulla questione Pakistan mentre invece sono molto migliorati gli accordi e le collaborazioni in campo energetico tra Russia e Cina. Senza considerare che, a livello economico, l’unico paese con un forte attivo è la Cina (23,71% dato 2011) mentre tutti gli altri paesi, a cominciare dal Brasile, presentano una forte esposizione debitoria.
http://thewalkingdebt.wordpress.com/tag/riunione-brics-a-durban-in-sudafrica/
Le decisioni dei rappresentanti delle 5 nazioni hanno preso di mira alcune delle principali questioni economiche e finanziarie dove esiste un monopolio degli USA e dei paesi occidentali: essi infatti hanno annunciato per la prima volta l’intenzione di costituire di una banca comune di sviluppo finanziata con 50 miliardi di dollari, che romperà il monopolio del FMI e della Banca Mondiale.
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(ALLA RADICE UN SISTEMA MONETARIO FALLITO)
Fonte: http://seigneuriage.blogspot.it/2013/04/la-ryles-list-dei-superevasori-fa.html
Hanno sottratto al fisco mondiale tra i 21mila e i 32mila miliardi di dollari – I nomi dei superevasori e delle società offshore sono nell’hard disk di un computer – Oligarchi, borghesi, trafficanti: tutti nel calderone – E ora i governi chiedono di sapere chi “stangare”..
Già nel 2005 il giornalista Fulvio Grimaldi ci aveva informato dettagliatamente sul cambio di potere ai vertici del potere mondialista. ndr
di: Red Sv – intervento del: MONDOCANE FUORILINEA
LA GUERRA GLOBALE DI SION DA GERUSALEMME E BAGHDAD ALLA BANCA D’ITALIA
CON L’UOMO DI SOROS E NEL PLAUSO BIPARTISAN (MA PIU’ DI SINISTRA) LA FINANZA EBRAICA BATTE IL VATICANO
MONDOCANE FUORILINEA
31/12/05 di Fulvio Grimaldi
31 dicembre: nel plauso a denti stretti della destra e più convinto della “sinistra” a Mario Draghi governatore della Banca d’Italia, si chiude l’annus horribilis berlusconian-dalemiano.bertinottiano 2005. Vince la finanza anglo-israeliana, massonica e laica (si fa per dire), perde la finanza cattolica e, in specie, la massoneria Opus Dei. Vincono anche coloro che 13 anni prima hanno avviato la bancarotta italiana, assassinato la politica e fatto trionfare un’economia in gran parte straniera di rapina e per il resto quella che impesta l’aria di questi tempi. La posta in gioco? Tra le altre il famigerato Partito Democratico filoclintoniano, filoisraeliano, filobilderberghiano, massonico, di Rutelli, Veltroni e aggregati vari.
Uomo di Soros, ma anche dei Rothschild, dei briganti globali Goldman Sachs (la più grande banca d’affari del capitalismo con le zanne), dei Chicago Boys, delle organizzazioni mafioso-massoniche Bilderberg e Trilateral (alle cui conventicole insieme a Henry Kissinger non manca mai), cioè di tutta quella che a buon diritto si può chiamare la mafia economica ebraico-laica (con l’accento sul primo termine) in contrapposizione – e a volte in combutta – con la mafia finanziaria cattolica, quella dei Mercinkus, Sindona, Calvi e, infine, di Fazio. Uomo con alle spalle uno dei più colossali tradimenti nazionali, tradimenti che sono essenzialmente quelli a danno dei lavoratori, quando nel 1992 fu complice di quell’assalto all’economia italiana, guidata dal più grande delinquente della speculazione filosionista, George Soros, che sfasciò per sempre il sistema produttivo del nostro paese. Le forze di cui Draghi fu l’operativo in Italia, sia con il sabotaggio del ’92, sia sovrintendendo ai successivi saccheggi nella qualità di presidente del Comitato per le privatizzazioni (dal 1993), sono le stesse che in Palestina fucilano o torturano pacifisti e oppositori, rimuovono un popolo, con l’assassinio e il massacro sociale, dal primo lembo di un obiettivo strategico chiamato “Grande Israele”; le stesse che in Iraq hanno cercato, invano, di decapitare un polo antimperialista, nazionale e socialmente alternativo ai modelli del vampirismo capitalista e del nuovo colonialismo; le stesse che, a partire dai progetti di una masnada di nazisionisti covati da Reagan e Bush padre a Washington, si propongono il dominio e il saccheggio planetari. A volte si opera con il fosforo, a volte con le manifestazioni colorate, a volte con il terrorismo, a volte con la moneta. In ogni caso si opera come detta Mein Kampf.
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Tratto da http://www.dionidream.com/siamo-davvero-pronti-per-il-cambiamento/

Copyright & Credit by Csonka Peter
Siamo arrivati ad un momento in cui il sistema societario che ha regolato le nostre vite non è più funzionale e le sue crepe iniziano sempre di più a sorgere sulla superficie.
E’ sempre più palese, anche per i più scettici, l’inevitabile presenza di forze che tendono a controllare la società negli ambiti cruciali su cui questa sistema è stato eretto, e non per l’interesse comune degli esseri umani e del pianeta stesso, ma per interessi di dominio e di controllo da parti di pochi su molti.
Basta pensare che 3 miliardi di persone su 7 vivono con meno di 2 euro al giorno. Beh, se si pensa ai miliardi di euro che vengono investiti annualmente in armamenti anche in tempi di pace, viene da pensare.
Indagando più a fondo si scopre che gli aspetti cruciali del nostro vivere quotidiano come cibo, energia, economia, informazione, sanità e così via, sono manovrati in toto dalle solite 6/7 famiglie ormai da centinaia di anni. Ma questo argomento è trattato ormai da moltissime fonti più o meno attendibili sia in rete che, a sprazzi ed in maniera leggera, dai mass media. Leggi il resto di questo articolo »
Dopo aver denunciato la truffa della proprietà monetaria con Marco della Luna in “Euroschiavi” nel 2006, dopo aver descritto la truffa della rarefazione monetaria pilotata in “Euflazione” nel 2009, nel 2011 ho iniziato a dedicarmi in qualità di presidente della FedercontribuentiFVG a valutare per i nostri associati i tassi d’interesse applicati dagli Istituti di credito.
Incredibile ma vero, quasi tutti i conti correnti ed i mutui erano, e tuttora lo sono, usurari, e quando il conto è usurario è accompagnato sempre dal reato di riciclaggio e spesso del reato di estorsione.
Quando un istituto di credito fa’ usura, la legge parla di Usura aggravata e raddoppia la pena fino ai 10 ani di galera, mentre il popolo la chiama usura bianca, per differenziarla dalla usura nera che si faceva per strada con la lupara, tanti anni fa. Mafia nera e mafia bianca.
Ora la lupara si chiama Tasso d’interesse, si chiama Equitalia, si chiama Monti.
Ora la mafia si chiama Monte dei Paschi di Siena, Banca d’Italia, BCE, Draghi, Barroso, Merkel, Fondo salvastati, Fondo monetario Internazionale.
Quando rilevavamo l’usura, depositavamo denuncia-querela alla Procura (è obbligatorio, l’Usura è un atto perseguito d’ufficio); il P.M. interpellava la Guardia di Finanza che stilava puntualmente una perizia che finora ha sempre confermato l’Usura e identificato i colpevoli confermando il dolo; poi il P.M. chiedeva l’archiviazione con nostro immenso stupore, e infine noi facevamo ricorso al GIP sperando che la causa non venisse archiviata. E in tanto ci mettevamo in attesa, e siamo ancora che aspettiamo; siamo in Italia. Mai che un direttore di filiale venga condannato per usura aggravata; è sempre colpa del computer che si potrebbe anche mettere in galera, ma con poca soddisfazione dei milioni di vittime d’usura che ci vorrebbero vedere i vertici di Bankitalia che invece di fare da garante stà a guardare. Leggi il resto di questo articolo »
Italia sotto attacco:
Le quinte colonne della finanza internazionale presenti nel governo
Federico Dal Cortivo per Europeanphoneix ha intervistato Marco Della Luna, autore del libro “ “Traditori al governo? Artefici , complici e strategie della nostra rovina”.
L’Italia è oramai da anni sotto attacco, non militare, non c’è ne bisogno essendo la penisola dalla fine della Seconda Guerra Mondiale occupata militarmente dagli Stati Uniti, ma economicamente.
Gli obiettivi fin troppo chiari,distruggere completamente il sistema Italia che era fatto anche d’imprese anche a partecipazione statale , lo Stato sociale, le regole del mondo del lavoro, la previdenza pubblica e la sanità, la scuola e l’università dello Stato e infine mettere le mani sul nostro patrimonio economico, colonizzando definitivamente la penisola.
D: Avv. Della Luna lei ha recentemente pubblicato un saggio da titolo eloquente, Traditori al governo? , nel quale analizza in modo esauriente le dinamiche e i personaggi che hanno portato la nostra nazione al punto in cui si trova oggi dopo l’ultimo governo tecnico di Mario Monti .
Quali sono stati a suo avviso i passaggi fondamentali che ci hanno portato alla situazione attuale di grave crisi economica?
R: Le principali tappe della rovina voluta, e finalizzata a dissolvere il tessuto produttivo del paese, desertificandolo industrialmente e assoggettandolo alla gestione via centrali bancarie fuori dai suoi confini, onde farne territorio di conquista per capitali stranieri, sono i seguenti:
? la progressiva e totale privatizzazione-divorzio dal Ministero del Tesoro della proprietà e della gestione della Banca d’Italia, con l’affidamento ai mercati speculativi del nostro debito pubblico e del finanziamento dello Stato (operazione avviata con Ciampi e Andreatta negli anni Ottanta); Leggi il resto di questo articolo »
Da: http://dorsogna.blogspot.com/2013/03/lancaster-ca-obbligo-di-pannelli-solari.html
Rex Parris e’ il sindaco repubblicano di Lancaster, California.
Ieri giovedi 28 Marzo, la citta’ e’ diventata la prima di tutta l’America ad *obbligare* i costruttori di case a generare energia dal sole.
No incentivi, no sconti.
E’ un obbligo, una legge.
Lancaster e’ a qualche decina di miglia a nord di Los Angeles, e’ una comunita’ dormitorio nel deserto. A lungo Mr. Parris ha manifestato il suo desiderio di renderla la “capitale del solare del mondo”.
Tutte le nuove case, a partire dal 1 Gennaio 2014 dovranno generare un certo numero di kilowattore per legge. La formula sara’ flessibile e variera’ a seconda del tipo di zonizzazione urbana o rurale ma in media, ogni abitazione dovra’ installare un sistema capace di generare circa 1.5 KWatt. Ovviamente i costruttori non sono felici perche’ aumentano i costi, ma il sindaco va avanti.
Il voto infatti e’ stato all’unanimita’.
Aggiunge che fa tutto questo non solo perche’ vuole fare di Lancaster la capiale del sole ma perche’ i cambiamenti climatici aumentano e occorre fare qualcosa. Dice:
“The one thing we have to recognize is just how desperate this situation is with global warming,” and at the same time recognize that we can actually fix it. We have tremendous capability if we just have the courage to do it. You’d have to be a moron to discount global warming. I don’t know anybody that doesn’t recognize it’s occurring.” Leggi il resto di questo articolo »
1. i titoli di stato sono considerati altamente liquidi nelle operazioni tra banche cioè alla stregua di moneta, sono moneta
2. la differenza tra mercato primario e mercato secondario è unicamente che il primo è l’oligopolio delle banche dealer che vanno alle aste pubbliche del debito con una sorta di diritto di prelazione sui titoli e un monopolio effettivo sugli stessi e sul loro tasso di rendimento (http://www.stampalibera.com/?p=59366)
Semmai dall’articolo sotto appare chiaramente che:
1. E’ la BUBA a stampare i TDS E NON LO STATO, a riprova dello scippo totale di sovranità degli Stati.
2. La BUBA, ma anche tutte le BC ivi compresa la BCE, si comporta come una vera e propria banca di investimento, o fondo avvoltoio secondo le parole della Kirchner: cioè specula in borsa, emette strumenti derivati e altri certificati strutturati e lo fa con i nostri TDS, che utilizza come moneta, ma i cui interessi sono “spalmati” dal verbo “to spread” sui popoli, di preferenza i cosiddetti PIIGS. E lo fa grazie ai differenziali di rendimento dei TDS e ai vari trucchi e sotterfugi che i paesi cosiddetti ‘forti’ utilizzano per derubare i cosiddetti paesi deboli o PIIGS.
Chiaro?
Nicoletta Forcheri
1/4/2013
Fonte: http://www.economiaepolitica.it/?s=la+bundesbank+compra+i+bund+tedeschi&x=9&y=8
Scritto da Manfredi De Leo il 07 Dicembre 2011
1. L’esito della recente asta dei titoli pubblici tedeschi ha sollevato un interessante dibattito intorno alle specificità del meccanismo di collocamento dei titoli pubblici che sembrano distinguere la Germania dagli altri paesi dell’eurozona. Il dibattito prende spunto dai dettagli presenti nel resoconto ufficiale della procedura d’asta, laddove si comunica che sono stati emessi tutti i 6 miliardi di euro di titoli inizialmente previsti dal governo, ma al contempo si afferma che – di questi – solamente 3,6 sono stati collocati presso investitori privati. Si tratta dunque di capire esattamente cosa è successo a quei 2,4 miliardi di euro di titoli residui, che sono stati dichiarati emessi, ma non sono stati sottoscritti dai partecipanti all’asta.
Il resoconto ufficiale dell’asta definisce quella particolare quota dell’emissione come “Ammontare messo da parte per operazioni sul mercato secondario”. Dunque il 40% dei titoli emessi è stato trattenuto con lo scopo di essere successivamente venduto sul mercato secondario: una quota consistente dei titoli è stata, in altri termini, emessa ma non collocata presso gli investitori privati. Una simile operazione sembra possibile solamente qualora si ammetta l’intervento della Bundesbank, che avrebbe sottoscritto una parte della nuova emissione – come suggeriscono numerosi commentatori[1]. Leggi il resto di questo articolo »
di Gianni Lannes – Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/03/liberiamo-litalia.html?spref=fb 22.3.13

Se la sovranità appartiene di diritto legale al popolo sovrano, se il denaro è dei cittadini, perché allora le banche (istituzioni private) prestano i quattrini speculando con il signoraggio? In primo luogo la BCE di mister DraghiMario (uno dei traditori della patria), servitori di due e più padroni.
![]() |
| Britannia, unità navale di proprietà della regina Elisabetta Windsor, al vertice della massoneria inglese |
Il presente articolo, estratto dal capitolo VI del libro Sull’Orlo del Baratro. Il fallimento annunciato del sistema denaro, di Alain De Benoist (Prefazione di Massimo Fini, Arianna Editrice, 2012, è stato tratto dal sito della Arianna Editrice).
Nell’autunno del 2008 si scatenava una crisi finanziaria mondiale, il cui epicentro si trovava negli Stati Uniti. Un anno dopo, alcuni intelligentoni dichiaravano che il peggio era passato e che la crisi era virtualmente finita. Non era così. Essa, infatti, prosegue ancora ed è ben lungi dall’essere terminata. Il difficile non è dietro di noi, ma davanti a noi; ci saranno conseguenze peggiori che nel 1929. La prima fase era nata da un eccesso di sovraindebitamento delle famiglie americane. L’economia reale fu fatta fallire per effetto dell’esplosione del debito privato, essendo le imprese colpite in pieno dal crollo della domanda, e questo provocò una vasta recessione planetaria. Attualmente, sono gli Stati a essere sovraindebitati. Al problema del debito privato è subentrato quello del debito pubblico, che colpisce oggi i Paesi occidentali. Come si è arrivati a questo punto?
Misuriamo anzitutto l’ampiezza del problema. Globalmente, il debito pubblico nella zona euro è aumentato del 26,7%, dal 2007. Oggi rappresenta l’80% del prodotto interno lordo (PIL) globale della zona, avendo i deficit pubblici superato la soglia del 7% di detto PIL. Questa però è solo una media. All’inizio del 2011, otto Paesi evidenziavano un coefficiente di debito superiore all’80% del loro PIL: l’Ungheria e l’Inghilterra (80,1%), la Germania (83%), la Francia (85%), il Portogallo (92%), il Belgio (97%), l’Italia (120%) e la Grecia (160%). Questi livelli di indebitamento sono per lo più superiori a quelli che la maggioranza dei Paesi sviluppati ha conosciuto alla fine della prima guerra mondiale o all’epoca della recessione degli anni Trenta. I prestiti sono contratti presso delle banche, e soprattutto dei mercati finanziari, grazie a emissioni di obbligazioni.
In Francia, Paese in cui il deficit dello Stato previsto per il 2011 doveva attestarsi sui 98,5 miliardi di euro (3.200 euro al secondo!), il debito pubblico è aumentato del 30% circa, dal 2007. Mentre nel 1979 era di soli 239 miliardi di euro, ossia il 21% del PIL, nel 2008 è passato a 1,327 miliardi di euro, nel 2009 a 1.489 miliardi, nel 2010 a 1.591 miliardi, fino a raggiungere, nel primo semestre del 2011, la vertiginosa cifra di 1.681,2 miliardi di euro, cioè l’84,5% del PIL, con un deficit annuale del 7%. Queste cifre non tengono conto degli impegni che lo Stato ha assunto e che dovrà onorare, ma che non ha approvvigionato, come ad esempio le pensioni dei funzionari (impegni valutati, nel 2005, per almeno 430 miliardi di euro). Nel 2011, il rimborso dei soli interessi del debito (46,9 miliardi di euro) avrà rappresentato la seconda posta del bilancio dello Stato, dopo l’insegnamento scolastico, di gran lunga davanti alla difesa e alla sicurezza; da soli, gli interessi avranno assorbito la totalità dell’imposta sulle società. Nel 2012, gli interessi da pagare ammonteranno a 48,8 miliardi di euro. L’emissione di debiti a lungo termine rappresenta anche un costo diretto imposto alle generazioni future: nel 2011 sono stati contratti debiti per circa 45 miliardi di euro, che saranno da rimborsare tra il 2040 e il 2060. Detta emissione equivale, in definitiva, a una privazione di sovranità: nel dicembre del 2010, il 67,7% del debito negoziabile dello Stato era detenuto da non residenti. Leggi il resto di questo articolo »
Fonte: www.rinascita.eu - di Giuseppe Turrisi

L’euro è una truffa come lo è la comunità europea in questo stato di cose: ossia sotto la blindatura dei trattati Maastritch, Lisbona, Mes, Fiscal compact, Nato, WTO, ecc.
Non abbiamo più la sovranità di niente se non soltanto quella di decidere chi ci deve prendere per i fondelliper un altro turno (ed in parte nemmeno quella: leggasi porcellum).
Ora se uno è consapevole di essere vittima di una truffa cosa fa?
1) Aspetta perchè non è ancora convinto della truffa?
2) Denuncia il truffatore e lo insegue?
3) Si lascia truffare perchè in fondo si lasciano truffare tutti?
4) Fa di tutto per uscire dalla truffa e la fa conoscere agli altri?
Sono quattro ipotesi che potrebbero rapresentare uno scenario di gente normale. Già: ma cosa vuol dire normale, in un paese dove l’informazione è orribilmente manipolata?
Il popolo manipolato e stregato dalla politicaasservita alla finanza internazionale non si muove. Meglio: è la maggioranza che non si muove.
Se diamo per buono il movimento di Grillo, almeno il 26% di quelli che sono andati a votare sembra si siano svegliati almeno per affermare che così, non si può più andare avanti. Non siamo convinti che siano consapevoli sulle fondamentali (multinazionali, moneta-debito, NWO) ma lo sono di certo sulla cattiva gestione dello Stato (sprechi, ruberie, nepotismo, corruzione, ecc). Leggi il resto di questo articolo »





































