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Articoli marcati con tag ‘Hamas’

La nostra battaglia per avere una informazione libera ci impone di pubblicare il dialogo fra Erdogan e Peres a Davos. Al nostro pubblico le considerazioni finali…

Erdogan, leader turco

Erdogan, leader turco

In Italia le celebrazioni dell’olocausto sono state amplificate a dismisura nel tentativo di linciare due religiosi che si sono spinti a fare delle considerazioni critiche circa la quantità di morti nei campi di concentramento nazisti. Secondo questi ci possono essere stati 200-300.000 morti anziché i 6 milioni dichiarati convenzionalmente e forse le vittime sono morte per fame e non per i gas….
Noi non possiamo giudicare su chi ha dato le stime dei 6 milioni, né su quanti asseriscono che non hanno superato le 300.000 unità perché non ne abbiamo gli elementi. Quindi non si può trattare l’argomento con gli insulti e le condanne da ambo le parti delle varie tifoserie. Si perché di tifoserie si tratta.
Però quando tutti i media, tutti i giornalisti servi, tutti i politici, dal Capo dello Stato al Presidente del Consiglio ai Capi dell’opposizione, si mettono in coro e fanno a gara nel mettersi contro i due prelati, allora comincio a pensare che il pensiero unico sia ormai consolidato.
Ed è con grande pena che constato che oramai non vi è più spazio alcuno per l’intelligenza, per il confronto, per la logica, per l’equità. Quando la prevaricazione impera e non vi è più spazio per la ragione si preparano tempi molto duri. Possiamo far finta di non vedere ma se non diamo al nostro interlocutore la possibilità di difendersi siamo solo dei codardi, dei piccoli miserabili.

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La prossima guerra di Israele: oggi la Striscia di Gaza, domani il Libano?

di Mahdi Darius NAZEMROAYA

libano_mapIn Medio Oriente c’è la diffusa convinzione che la guerra contro Gaza sia un’estensione della guerra del 2006 contro il Libano. Non c’è dubbio che la guerra nella Striscia di Gaza faccia parte dello stesso conflitto.

Inoltre, dalla sconfitta israeliana nel 2006, Tel Aviv e Washington non hanno abbandonato il progetto di trasformare il Libano in uno stato cliente.
Il Primo Ministro Ehud Olmert ha praticamente detto al Presidente francese Nicolas Sarkozy, in visita a Tel Aviv agli inizi di gennaio, che Israele stava attaccando l’Hamas nella Striscia di Gaza e che un domani avrebbe combattuto l’Hezbollah in Libano. [1]
Il Libano è ancora nel mirino. Israele sta cercando una giustificazione o un pretesto per scatenare un’altra guerra contro il Libano.
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[FONTE: http://www.comedonchisciotte.org]
DI MICHELLE GOLDBERG – The Guardian

Mentre Israele polverizza Gaza, dubbi e domande sulla politica israeliana stanno iniziando a dominare nei media statunitensi

“Livni contestata da giornalisti Usa. Il ministro degli esteri israeliano, Tzipi Livni, è rimasta sorpresa ieri notte da alcuni giornalisti che le hanno rivolto pesanti accuse e l’hanno bollata come “terrorista” per l’offensiva militare nella striscia di Gaza. Lo scrivono i quotidiani Haaretz e Yediot Ahronot.” Repubblica.it, cronaca del 17 Gennaio:

E’ una osservazione comune, quasi un cliché, che i media statunitensi siano meno critici sulla politica di Israele rispetto ai media israeliani. Nelle descrizioni americane mainstream della miseria senza fine del Medioriente, l’onestà di Israele e la violenza araba sono comunemente enfatizzate. La realtà degli insediamenti israeliani e della sofferenza palestinese sono, nel migliore dei casi, una nota a margine.

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6 gennaio 2008 (MoviSol) – Non ci si illuda: la decisione israeliana di lanciare l’attacco e l’invasione della Striscia di Gaza, così creando una crisi in Medio Oriente, non è stata presa a Gerusalemme, ma negli ambienti dell’Impero Britannico che vogliono mettere alla prova o destabilizzare l’amministrazione entrante del Presidente Obama.

Denunciando l’invasione di Gaza il 3 gennaio, Lyndon LaRouche ha puntato direttamente alla mano dei britannici e dei loro alleati in Arabia Saudita: “Nessun israeliano o arabo sano di mente seguirebbe questa pazzia – tranne che subendo un’intensa manipolazione da parte dei britannici e dei loro partner sauditi”.

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Gianni Lannes
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