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Articoli marcati con tag ‘POLITICA’

Dare da leggere solo a menti raffinate, acculturate e mainstream-disallineate.

Nel più forbito italiano: o ci fanno o ci sono.
Chi? Cosa, fanno o sono?
Mi scuso anzitempo per l’ermetismo ma mi sono arci stufato di ripetere sempre le stesse cose e di fare i compendi a quelli che non sono abbastanza bene informati su questioni pluto-massoniche-oligarchico-vetero complottiste.
Presto detto; mi riferisco a tutti i governanti occidentali, d’obbligo il partir dai nostri ed arrivare fino agli ultimi, che vorrebbero essere i primi(?).
Non esistono più specchi dove costoro possono tranquillamente guardarsi senza farsi prendere dal panico o da una nauseante nausea.
O vili, o immondi od inutili idioti. Non esiste uno solo esemplare di questa gentaglia che esuli da questa apparentemente sommaria triade di categorizzazione.
Cercare, provare e trovare un’eccezione se si è capaci.
Invito prima della anzidetta ardua prova: pensaci molto bene, e da bravo sofista quale mi auguro che tu sia, scopri e sviluppa perbene la tesi che sta alla base del teorema, prima di lanciarti a capofitto in una aprioristica e filippica antitesi a difesa del tuo paladino, e comunque, per il solo fatto che tu ne abbia uno, se l’hai, non ti ci cimentare nemmeno e dedica il tuo tempo a coltivare i fiori o a fare altro.

Se qualcuno ancora dorme, si svegli per piacere: siamo sempre più poveri, sempre più indebitati e abbiamo sempre meno diritti; basta solo guardarsi intorno e guardare con l’intento di vedere.
Il mondo non occidentale è pieno di guerre e conflitti perché l’occidente deve portare la pace!
Ma non si nota una qualche seppur lieve contraddizione?
Ci stanno per bene infilando i vari trattati di lisbona con codex alimentarius per contorno, più altre varie amenità.
Ci hanno pure inflazionato di valvole di sfogo sterili tipo grilli in compagnia cantante.
Ma loro, nostri amati governanti, solo ratificano.
Loro non sono i veri pensanti, quindi, cari Dalla Luna ed (ex)Barnard e compagnia ribelle, l’onore delle armi è vostro, a quali sorde orecchie cercate di consigliare e insegnare, su quali ovvietà cercate di far vertere la comun attenzione. Forse il Barnard ha visto quindi giusto ed ora si gode il sonno del giusto per aver “mollato il colpo”.
Sono oramai anni che stiamo sterilmente cercando di svegliare i buoi, ma i buoi son solo zombie in sonno eterno, mai si sveglieranno, perché dormienti non sono, sono solo finti vivi.
O ci si innalza su nuovi piani di consapevolezza e da lì si prova a fare/causare un gran bel boato sveglia morti, o lasciamo perdere e pace, verranno tempi migliori per i migliori.
Quindi, nichilisticamente ed entropicamente parlando, buoni sonni a tutti e pace ai cuori puri.

Ringrazio il nostro lettore signor Beccaby per la segnalazione
da Rivista “Strategos”
http://rivistastrategos.wordpress.com/2011/03/01/attualita-la-guerra-fredda-del-xxi-secolo/

LA BATTAGLIA STRATEGICA
NEL MONDO ARABO

di Andrea Fais


In questo contesto sempre più complicato, molto dipenderà dal fatto che l’America riesca o meno a ricostruire un minimo di rispetto reciproco nelle relazioni con il mondo islamico. Un protratto fallimento in questa direzione creerà l’opportunità per la Cina di accrescere il proprio ruolo, non solo con l’Indonesia e il Pakistan, ma anche con l’Iran e i paesi del Golfo Persico. Se la posizione americana nella regione dovesse continuare a degenerare, una presenza politica cinese potrebbe essere assai benvenuta. Ciò aumenterebbe in maniera considerevole l’influenza globale della Cina e potrebbe persino indurre qualche Stato europeo a concludere che sarebbe interesse dell’Unione Europea costruire una relazione speciale con l’emergente comunità asiatica[1]

(Z. Brzezinski)

 

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Fonte: Globalresearch

13141_army_display_1Numerosi analisti ed osservatori informati della congiuntura geopolitica mondiale attuale concordano nel pensare che la crisi finanziaria che colpisce le economie dei paesi ricchi, rischia di degenerare in violente esplosioni sociali.

È almeno il risultato dei lavori di un gruppo di esperti europei del LEAP/Europe 2020.

Questi pensano che “la crisi entrerà, nel quarto trimestre del 2009, in una fase di ‘smembramento geopolitico mondiale’ e prevedono uno ‘si salvi chi può generalizzato’ nei paesi colpiti dalla crisi. Tale scompiglio sfocerebbe, in seguito, nella logica dello scontro, in altre parole, con semi-guerre civili”.

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Fonte: Globalresearch

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Lawrence Summers

Lawrence Summers

ha avuto un ruolo cruciale nel fare pressioni sul Congresso per l’abrogazione della legge Glass-Steagall. La sua provvidenziale nomina a Segretario al Tesoro nel 1999 da parte del Presidente Clinton ha portato all’adozione della legge di Modernizzazione dei Servizi Finanziari nel novembre 1999. Dopo aver terminato il proprio mandato alla guida del Tesoro americano, è diventato rettore della Harvard University (dal 2001 al 2006).

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di Giorgio Donadini (www.vapensiero.net)

Dedico questo post allo strano fenomeno dell’antipolitica. Non voglio entrare nel merito delle motivazione o dei messaggi che questo da. Mi interessa guardarlo dal punto di vista della politica. Voglio dire che stiamo vivendo in una realtà nella quale siamo governati da delle persone che continuano a fare i propri interessi senza porsi il problema che dovrebbero rappresentare un popolo. Non lo ritengono importante semplicemente perché solo apparentemente le persone possono decidere da chi essere rappresentate. Nella realtà dei fatti non abbiamo alcuna voce in capitolo. Ho l’impressione che l’antipolitica sia stata fortemente voluta dalla classe dirigente. Qualcuno potrebbe dirmi se sono matto. A tal proposito potrei rispondere che la politica è un paradigma e prevede che agli occhi della gente ci siano due posizioni antagoniste che fanno valere le proprie idee. Chi riesce a trasmetterle nel modo corretto, chi con le proprie proposte fa gli interessi di un numero maggiore di persone rispetto all’antagonista, dovrebbe vincere. Non è così. L’ultima campagna elettorale si è disputata tutta su accuse e contro accuse riferite al fatto che uno schieramento aveva deliberatamente copiato le promesse elettorali dell’altro. Plausibile se questo non stesse a significare che avevano gli stessi piani. Quindi chiunque avessimo votato avrebbe fatte le medesime cose. Volevo arrivare a questo punto perché probabilmente chi gestisce il sistema, che non sono sicuramente i politici, avendo l’esigenza di portare tutti e due gli schieramenti verso un’unione di intenti, vedeva sgretolarsi il sopracitato paradigma. Non essendo gli ultimi arrivati hanno permesso ad alcuni personaggi non allineati al sistema vigente di dire la propria.

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Gianni Lannes
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